Prezzo dell’oro ai massimi storici: come è arrivato al record?

Il metallo prezioso si conferma bene rifugio per eccellenza, mentre il dollaro scende ai minimi da due anni schiacciato dai massicci indebitamenti (causa Covid-19) e dal rischio di una ripresa economica sempre più lontana

Un rialzo del 27% dall’inizio dell’anno, oltre il 3,5% solo nell’ultima settimana: l’oro si conferma valuta rifugio per antonomasia più che mai negli ultimi giorni, in sincronia con l’indebolimento del dollaro e con le variabili macro che gettano un’ombra sia sulla stabilità del biglietto verde sia, più in generale, sulle possibilità di ripresa dell’economia globale davanti alla minaccia del Covid-19, che continua ad allontanare le speranze di ripresa.

Cosa ha influito sul prezzo dell’oro?

Secondo Goldman Sachs, nelle prossime settimane il metallo prezioso potrebbe sfondare la soglia dei 2.000 dollari l’oncia, arrivando fino a 2.300 dollari. È il risultato di un contesto di forti immissioni di liquidità nel sistema, ultimi tra i quali i massicci acquisti di asset annunciati dalla Federal Reserve statunitense nella riunione dello scorso mercoledì, quando l’istituto centrale ha confermato l’intenzione di supportare l’economia Usa con “tutti gli strumento a disposizione”, tra cui il maxi-quantitative easing disposto la scorsa primavera (al momento consiste in acquisti per circa 80 miliardi di dollari al mese).

Come spiegano gli analisti di Goldman Sachs, infatti, ciò determina un indebolimento sempre maggiore del dollaro. Non solo: alla difficile situazione economica si aggiungono anche le tensioni geopolitiche tra Cina e Stati Uniti, un livello del debito Usa sempre più alto (per ora tenuto a bada dalla Fed: dopo?) e, infine, il rischio di una seconda ondata di Covid-19, con conseguente ritorno a misure di lockdwon.

L’andamento del dollaro

Negli ultimi giorni il dollaro ha subito un crollo di oltre l’1,77%, con il Dollar Index sceso a quota 93,15. Il biglietto verde ha perso nei confronti delle principali valute: il cambio EUR/USD ha raggiunto il massimo da due anni e punta a 1,19, la coppia valutaria GBP/USD viaggia a 1,31 e solo oggi il rapporto USD/JPY è tornato a salire, fermandosi comunque a 105,8.

Il rally dell’euro-dollaro, che dall’inizio del mese è salito di oltre il 4%, ha tratto l’energia per lo sprinto proprio dal Recovery Fund, il piano da 750 miliardi di euro tra sovvenzioni e prestiti volto a sostenere la ripresa dell’economia europea. Ancora in queste ore invece il Congresso Usa è al lavoro per licenziare un nuovo decreto che prolunghi gli aiuti federali introdotti in primavera per sostenere le famiglie colpite dalla crisi economica scaturita dal Covid-19 – 600 dollari a settimana, per un totale di tremila miliardi di dollari, su cui però ora aleggia la massima incertezza.

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La pandemia di Covid-19

Alle variabili finanziarie si aggiunge la pandemia di coronavirus, con gli Stati Uniti che si contendono la maglia nera di vittime e contagi con il Brasile.

Negli Usa il numero dei casi ha ormai raggiunto i 4,6 milioni e quello dei decessi 155 mila. In tutto il mondo sono rispettivamente 17,3 milioni di contagi e 674 mila decessi.

La maggior parte degli Stati Usa stanno ormai tornando a un regime di semi-lockdown, con implicazioni che si sconteranno sul fronte occupazionale (giovedì scorso le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono risultate di nuovo in crescita rispetto al dato precedente, confermando un trend che non si verificava da marzo), mentre negli ultimi giorni gli effetti della pandemia si sono riflettuti sui conti trimestrali delle aziende.

A fare eccezione solo le grandi del settore tecnologico: Apple ha annunciato un aumento dei profitti dell’11%, a 11,13 miliardi di dollari, Alphabet (la casa madre di Google) contiene le perdite del 2% (meglio delle aspettative), Facebook segna ricavi in aumento dell’11%, il minimo da otto anni ma comunque intorno ai 6 miliardi, mente Amazon raddoppia i profitti e annuncia un giro d’affari di 88,9 miliardi.

Come si muove oggi il prezzo dell’oro?

Al momento le quotazioni dell’oro viaggiano a quota 1.968 dollari l’oncia, dopo aver raggiunto un massimo storico intraday a 1.984 dollari.

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