MACRO USA
Nonfarm Payrolls sopra le attese, salari in accelerazione: il mercato ricalibra le scommesse sui tagli Fed e il dollaro si rafforza
L’US Bureau of Labor Statistics (BLS) ha comunicato che a gennaio, nei settori non agricoli, l’occupazione è aumentata di 130 mila unità, un dato ben superiore alle attese del consensus (+55 mila). È il valore più alto da dicembre 2024. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,3% (attese 4,4%).
Sono state inoltre riviste lievemente al ribasso le cifre dei mesi scorsi (-17 mila posti di lavoro complessivi rispetto alle stime precedenti): novembre è stato rivisto di -15 mila a +41k, dicembre di -2 mila a +48k. Il tasso di partecipazione è salito al 62,5%. I salari medi crescono dello 0,4% m/m (attese +0,3%) e del 3,7% a/a (attese +3,6%).
Le cifre del report NFP di gennaio hanno evidenziato una crescita dei nuovi posti di lavoro sorprendentemente superiore alle attese della vigilia. Il dato si distingue nettamente rispetto ai mesi precedenti (+48k e +41k) e conferma un mercato del lavoro più resiliente del previsto, con una disoccupazione in lieve miglioramento.
È evidente che un quadro occupazionale più solido riduce la probabilità che la Federal Reserve torni ad abbassare i tassi di interesse nel brevissimo. Aumentano quindi le chance che, almeno fino a giugno, i tassi restino invariati. Solo con l’eventuale arrivo di Kevin Warsh al posto di Powell (sempre che la nomina venga ratificata dal Senato e che si chiarisca l’esito delle indagini del DoJ su Powell) potremmo vedere la Fed tornare a ridurre il costo del denaro, probabilmente da luglio in poi.
Va inoltre considerato che molto dipenderà dall’inflazione. Secondo Warsh, nei prossimi mesi potremmo assistere a pressioni disinflazionistiche legate allo sviluppo e all’integrazione dell’intelligenza artificiale da parte delle aziende statunitensi. Una disinflazione marcata, insieme a un raffreddamento del mercato del lavoro, potrebbe riaprire lo scenario di 3–4 tagli entro fine anno. Noi manteniamo invece le nostre attese su 2 tagli entro fine anno.
La reazione dei mercati è stata immediata soprattutto sul Forex. Il dato NFP sopra le attese, insieme a salari in accelerazione, ha spinto gli operatori a ricalibrare al rialzo lo scenario “tassi alti più a lungo”, favorendo un rafforzamento del biglietto verde. In particolare EUR/USD è sceso dello 0,30% a 1,1858, mentre USD/JPY è salito dello 0,60%. Anche il USD/CAD ha guadagnato terreno, in rialzo dello 0,50% a 1,3615: un movimento coerente con un dollaro più sostenuto dopo un dato macro che riduce, nel breve, la probabilità di tagli Fed.
Sul fronte azionario, la lettura è stata più sfumata. Un mercato del lavoro robusto è positivo per il quadro di crescita, ma può anche ridurre l’appeal di uno scenario di allentamento monetario ravvicinato. Il risultato è stato un tono leggermente debole degli indici, con investitori più prudenti in attesa di ulteriori conferme su inflazione e prossime mosse della Federal Reserve.