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Agenda del trader

Scopri cosa ti attende questa settimana sui mercati con il nostro Senior Market Analyst Filippo A. Diodovich!

Settimana 2-6 Febbraio

Focus sui meeting delle banche centrali, sui NFP e sulle trimestrali USA

Fonte: Bloomberg

Highlights

 

Settimana molto ricca di appuntamenti macroeconomici. Riflettori sulla riunione del Consiglio Direttivo della BCE di giovedì. Le aspettative sono fissate per una conferma dei tassi di interesse sui livelli attuali. Sarà, tuttavia, interessante capire se il Presidente della BCE possa segnalare qualche preoccupazione sulle pressioni deflazionistiche legate al rafforzamento dell'euro. Sempre giovedì si riunirà anche la Bank of England, che dovrebbe mantenere il costo del denaro invariato.

Sul fronte dei dati venerdì pubblicazione del report sul mondo del lavoro USA (i cosiddetti non farm payrolls). Un peggioramento sul lavoro potrebbe aumentare le pressioni su Powell per assecondare le richieste di Trump e tagliare i tassi prima della fine del suo mandato a maggio. 

Tra le trimestrali avremo i conti di Palantir Tech, Walt Disney, AMD, Alphabet e Amazon.

Rimangono elevate le tensioni geopolitiche per le crisi in Iran, Groenlandia e Ucraina.

Trimestrali in arrivo 

 

Palantir Tech (PLTR) – 4T (2 febbraio, dopo la chiusura di Wall Street)

Palantir arriva agli utili con il mercato che vuole capire se la “storia AI” sta diventando crescita ricorrente e scalabile, soprattutto nel commerciale (nuovi clienti, dimensione dei deal, tempi di implementazione) oltre al governativo. Occhio anche alla qualità della crescita: mix di ricavi, margini e conversione in cassa (FCF).
Consensus: ricavi ~$1,34 mld, EPS ~ $0,23.
Nello statement e nella call contano tre cose: 1) pipeline e conversion rate (quanti contratti entrano davvero a conto economico e con che tempi), 2) segnali su leverage operativo (spesa commerciale vs margini), 3) guidance 2026: qui spesso si muove il titolo più che sul “beat/miss” del trimestre.
Prospettive: se Palantir mostra che la domanda AI si traduce in crescita sostenibile e in una traiettoria di redditività/FCF credibile, il mercato tende a premiare; se invece emerge più “rumore” commerciale o guidance prudente, la volatilità può salire.

AMD – 4T/FY 2025 (3 febbraio, dopo la chiusura di Wall Street)

AMD si gioca molto sulla combinazione Data Center (EPYC + GPU AI) e tenuta dei margini: il mercato cerca conferme che la crescita nel Data Center compensi eventuali oscillazioni di PC/embedded e che la pipeline AI abbia visibilità oltre il trimestre.
Consensus: ricavi ~$9,65 mld, EPS ~ $1,32 (alcune stime indicano EPS ~$1,31).
Cosa guardare nello statement e nella call: 1) commenti su domanda e disponibilità per le GPU AI (tempi di consegna, mix clienti cloud/enterprise), 2) indicazioni su margini lordi (prezzi, costi, mix prodotto), 3) outlook su Q1/2026 e linguaggio sulla “rampa” AI. Il titolo spesso reagisce più alla guidance che al dato puntuale: anche con numeri solidi, basta una sfumatura prudente su supply o pricing per cambiare il tono del mercato.

Alphabet (GOOGL) – 4T/FY 2025 (4 febbraio, dopo la chiusura di Wall Street)

Per Alphabet il focus è doppio: tenuta dell’advertising (Search e YouTube) e capacità di trasformare l’AI in crescita e margini, soprattutto via Google Cloud. Il mercato arriva agli utili con un’attenzione speciale al tema capex: spendere di più per AI va bene, ma serve un messaggio credibile su ritorni e tempi.
Consensus: ricavi ~$111,24 mld, EPS ~ $2,59 (altre stime: ricavi ~$111,3 mld, EPS ~$2,64).
Cosa guardare: 1) crescita e margini di Cloud, backlog e domanda AI, 2) trend di YouTube (incluse indicazioni su Shorts), 3) tono su capex 2026 e disciplina dei costi. Se Alphabet riesce a mostrare leverage operativo nonostante investimenti elevati, il setup resta costruttivo; se invece l’impressione è “capex su, visibilità giù”, il rischio è una reazione nervosa anche con un trimestre buono.

Amazon (AMZN) – 4T/FY 2025 (5 febbraio dopo la chiusura di Wall Street)

Amazon è il classico “tre motori”: AWS, retail (efficienza logistica/margini) e advertising. Ma in questa tornata la domanda chiave è: quanto pesa il ciclo di investimenti AI sul free cash flow e come si traduce in crescita di AWS nel 2026.
Consensus: ricavi ~$211,02 mld, EPS ~ $1,97.
Cosa guardare nello statement e nella call: 1) in AWS, segnali su domanda AI e soprattutto capacità (eventuali colli di bottiglia data center), 2) indicazioni su capex 2026 e tempi di ritorno, 3) traiettoria di margini nel retail (produttività fulfillment/last-mile) e contributo dell’advertising. Se la guidance suggerisce che AWS può tenere ritmo e marginalità mentre il capex resta “gestibile”, è un messaggio bullish; se invece l’AI capex sale senza visibilità, la volatilità può aumentare anche con risultati sopra attese. 

Focus sui meeting delle banche centrali (BCE-BoE-RBA)

 

BCE (pubblicazione decisione e conferenza stampa Lagarde 5 febbraio 2026)

La BCE dovrebbe lasciare i tassi invariati (deposit facility al 2%) e ribadire un approccio strettamente “data dependent”, in un contesto in cui l’inflazione è vicina al target ma il mercato continua a interrogarsi sul rischio di undershoot se l’euro resta forte.

Cosa guardare nello statement e nella conferenza stampa: il tono su cambio EUR, inflazione dei servizi e dinamica salariale; eventuali riferimenti a condizioni del credito (bank lending) e all’impatto delle incertezze esterne (commercio, politica USA) su crescita e prezzi. Importanti anche i passaggi sul bilancio (ritmo di riduzione/ reinvestimenti) e su quanto la BCE sia “comoda” con le aspettative di mercato di tassi stabili.

Prospettive tassi: scenario base di pausa prolungata; tagli possibili solo se i dati (o un apprezzamento marcato dell’euro) rendessero più probabile un’inflazione sotto 2% per un periodo esteso. Il mercato, in questo senso, tratta ancora il taglio come “tail risk”.

BoE (pubblicazione decisione/MPR il 5 febbraio 2026)

Le nostre aspettative sono fissate per una Bank of England che possa confermare i tassi di interesse al 3,75%: il vero tema è se nel linguaggio e nel voto del board emerga abbastanza fiducia da “pre-annunciare” un taglio già nei prossimi meeting. Ci aspettiamo un taglio del costo del denaro prima dell'estate.

Cosa guardare: 1) split del voto (quanto è “dovish” la minoranza e se aumenta); 2) Monetary Policy Report: revisione di inflazione attesa, wage growth e output gap; 3) la guidance su quanto la BoE voglia evitare un allentamento “troppo presto” se l’inflazione (soprattutto servizi) resta appiccicosa.

Prospettive tassi: più che un taglio “imminente”, il mercato cercherà conferme su un sentiero di riduzioni graduali e condizionali (non un ciclo aggressivo), con GBP e Gilt molto sensibili a qualunque sfumatura nella conferenza stampa.

RBA (2–3 febbraio 2026, decisione il 3 febbraio con conferenza)

Qui il meeting è davvero “live”: dopo un’inflazione core più alta del previsto, i mercati hanno aumentato le scommesse su un rialzo da 25 bp al meeting del 3 febbraio (cash rate verso 3,85%), con Reuters che riporta una probabilità intorno al 73%. La RBA pubblica statement + Statement on Monetary Policy e tiene anche media conference: perfetto per capire se si tratta di una mossa “assicurativa” o dell’inizio di qualcosa di più.

Cosa guardare: 1) definizione di “restrictive” (la RBA ammette che la policy non lo è più?); 2) valutazione su inflazione dei servizi, mercato del lavoro e domanda interna; 3) nelle nuove proiezioni, dove vede il rientro dell’inflazione nel 2–3% e con quali ipotesi su salari/produttività.

Prospettive tassi: base case “hike e poi pausa” finché i dati non confermano un raffreddamento; rischio coda di ulteriori rialzi se l’inflazione non scende abbastanza rapidamente. 

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