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Agenda del trader

Scopri cosa ti attende questa settimana sui mercati con il nostro Senior Market Analyst Filippo A. Diodovich!

Settimana 6-10 Luglio

Focus su verbali della FED e dati macro

Fonte: Bloomberg

Highlights

 

Massima attenzione ai nuovi sviluppi in Medio Oriente: petrolio, gas, dollaro e asset rifugio resteranno osservati speciali, con il mercato che continua a monitorare i negoziati tra Stati Uniti e Iran.

Sul fronte macro, l’appuntamento chiave sarà mercoledì 8 luglio con i verbali della Federal Reserve, molto importanti per capire il tono emerso nell’ultimo meeting sui tassi. Attenzione anche a lunedì 6 luglio con i dati dell’Eurozona su vendite al dettaglio e prezzi alla produzione, utili per valutare la tenuta della domanda e le pressioni inflazionistiche in Europa. E giovedì 9 luglio attenzione a inflazione in Cina.

FOCUS 1: Cosa è successo negli ultimi giorni?

1. Petrolio: OPEC+ aumenta ancora la produzione, Brent sotto pressione

La notizia più importante è arrivata oggi domenica: il cartello OPEC+ ha approvato un ulteriore aumento delle quote produttive da agosto di 188 mila barili al giorno, mentre le esportazioni dal Golfo stanno gradualmente ripartendo con la riapertura dello Stretto di Hormuz. È un segnale ribassista per il petrolio, perché arriva proprio mentre il Brent è già tornato vicino ai livelli pre-guerra, intorno a 72 dollari al barile.

Per i mercati questo significa: meno pressione inflazionistica da energia, potenziale supporto per azionario, ma rischio di debolezza per titoli oil & gas. Il punto chiave resta Hormuz: se il traffico continua a normalizzarsi, il mercato può passare rapidamente da “paura di carenza” a “paura di surplus”.

2. Medio Oriente: tregua USA-Iran fragile, ma ancora in piedi

Il petrolio venerdì era rimasto stabile perché gli investitori continuavano a scommettere su un esito positivo del processo di pace USA-Iran, anche se restano nodi aperti su pedaggi, amministrazione dello Stretto di Hormuz e sicurezza del traffico marittimo.

Impatto: per ora è un fattore risk-on moderato. Se non arrivano nuove escalation, può favorire borse europee, Nasdaq e ridurre la domanda di dollaro come rifugio. Se invece emergono incidenti nello Stretto o attacchi a navi/impianti, il petrolio torna subito il market mover numero uno.

3. Fed: dati sul lavoro USA raffreddano il rischio rialzo tassi

Il dato macro più importante prima del weekend è stato il report sul lavoro USA di giugno: crescita occupazionale più debole e revisioni al ribasso dei mesi precedenti. Questo ha ridotto le aspettative di un rialzo imminente della Fed e ha sostenuto oro, bond e listini azionari. Reuters segnala che le borse globali sono andate verso la miglior settimana da maggio, mentre l’oro è salito sopra 4.160 dollari l’oncia.

Per lunedì il messaggio è chiaro: mercato più tranquillo sui tassi, ma non completamente sereno sull’inflazione.

4. AI/semiconduttori: Foxconn batte le attese, segnale positivo per Nvidia supply chain

Oggi la taiwanese Foxconn ha comunicato ricavi del secondo trimestre in aumento di quasi 40% anno su anno, sopra le attese, grazie alla forte domanda AI. Foxconn è il principale produttore di server per Nvidia e anche il principale assemblatore di iPhone per Apple.

Questo può dare supporto al tema AI in Asia e poi al Nasdaq, anche se la società ha avvertito che il quadro geopolitico globale resta volatile. È una notizia positiva soprattutto per il sentiment su Nvidia, server AI, hardware e supply chain asiatica.

Focus 2: Cosa guardare nei verbali della FED?

Il punto centrale sarà capire quanto è diviso il FOMC. Dopo il meeting, il comunicato ufficiale è stato molto asciutto e ha dato poca forward guidance: i verbali dovranno quindi chiarire se dentro la Fed prevale ancora l’idea di tassi alti più a lungo, oppure se una parte crescente del Comitato vede spazio per maggiore prudenza.

Secondo tema: inflazione ed energia. Bisognerà capire se la Fed considera il rialzo dei prezzi energetici legato al Medio Oriente come uno shock temporaneo oppure come un rischio più persistente per le aspettative d’inflazione. Questo sarà cruciale per dollaro, Treasury, oro e Nasdaq.

Terzo: mercato del lavoro. Dopo gli ultimi segnali di raffreddamento occupazionale, il mercato cercherà nei verbali eventuali riferimenti a un deterioramento più ampio della domanda di lavoro. Se emerge una Fed più preoccupata per la crescita, la lettura potrebbe essere positiva per bond e azionario growth.

Quarto: stile Warsh. Il nuovo presidente sembra voler ridurre la dipendenza del mercato dalla guidance esplicita e dai segnali troppo dettagliati. Per questo i verbali saranno importanti per capire se la Fed sta davvero entrando in una fase più “data dependent” e meno prevedibile.

In sintesi: il mercato cercherà soprattutto tre cose: divisioni interne, sensibilità all’inflazione energetica e disponibilità a rinviare eventuali rialzi dei tassi. Una lettura più prudente sarebbe favorevole a Treasury, oro e Nasdaq; verbali più hawkish potrebbero invece sostenere dollaro e rendimenti, penalizzando soprattutto tecnologia e asset rischiosi.

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