Agenda del trader
Scopri cosa ti attende questa settimana sui mercati con il nostro Senior Market Analyst Filippo A. Diodovich!
Settimana 1-5 Giugno
Focus su NFP USA, inflazione in Eurozona e sviluppi in Medio Oriente
Highlights
Massima attenzione ai nuovi sviluppi in Medio Oriente sulla possibile tregua Stati Uniti e Iran.
Sul fronte macro, il focus principale sarà sugli Stati Uniti. Lunedì attenzione all’ISM manifatturiero, mercoledì all’ISM servizi, mentre venerdì l’appuntamento clou sarà con il report sul lavoro USA, tra non-farm payrolls e tasso di disoccupazione. In Europa, occhi puntati soprattutto su martedì con la stima flash dell’inflazione dell’Eurozona di maggio, e su venerdì con l’aggiornamento su Pil ed occupazione dell’Eurozona.
Report sul lavoro USA del 5 giugno: perché sarà decisivo per Fed, dollaro e Wall Street
Il report sul mercato del lavoro statunitense in uscita venerdì 5 giugno sarà uno degli appuntamenti macro più importanti della settimana per i mercati finanziari. Dopo mesi di dati non sempre lineari, gli investitori cercheranno di capire se l’economia americana stia semplicemente rallentando in modo ordinato oppure se il mercato del lavoro stia perdendo slancio in maniera più preoccupante.
NFP: attese per una crescita moderata dell’occupazione
Il dato più atteso sarà quello dei Non-Farm Payrolls, ovvero i nuovi posti di lavoro creati nel settore non agricolo. Le attese di consenso si collocano intorno a 96 mila nuovi occupati. Numeri di questo tipo segnalerebbero un mercato del lavoro ancora positivo, ma molto meno brillante rispetto alle fasi di espansione più robusta.
A nostro avviso, la soglia psicologica sarà importante. Un dato superiore a 150 mila posti potrebbe riaccendere i timori di un’economia ancora troppo forte, con il rischio di nuove pressioni sui salari e sull’inflazione. Al contrario, una lettura sensibilmente sotto le attese aumenterebbe i dubbi sulla tenuta della domanda interna e potrebbe rafforzare le aspettative di una Fed meno restrittiva nei prossimi mesi.
Tasso di disoccupazione: il mercato guarda al 4,3%
Il tasso di disoccupazione è atteso stabile al 4,3%. Anche in questo caso, non sarà importante solo il numero principale, ma la composizione del dato. Un aumento della disoccupazione accompagnato da una crescita della forza lavoro sarebbe meno preoccupante. Diverso sarebbe invece il caso di un rialzo del tasso dovuto a un indebolimento effettivo dell’occupazione o a maggiori difficoltà di assorbimento dei lavoratori.
Per la Federal Reserve, un mercato del lavoro ancora stabile rappresenterebbe un argomento per mantenere un atteggiamento prudente. Ma se dovessero emergere segnali più chiari di deterioramento, la banca centrale avrebbe più spazio per discutere un allentamento della politica monetaria, soprattutto se nel frattempo l’inflazione dovesse mostrare segnali di raffreddamento.
Salari: il vero dato da guardare per l’inflazione
Oltre agli NFP e al tasso di disoccupazione, il mercato seguirà con grande attenzione la crescita dei salari orari medi. Le attese indicano un aumento mensile dello 0,3%, dopo il +0,2% del mese precedente. Questo dato sarà cruciale perché misura direttamente la pressione del costo del lavoro e quindi il potenziale impatto sui prezzi dei servizi, una delle componenti più osservate dalla Fed.
Una crescita salariale più forte del previsto potrebbe complicare lo scenario per i mercati azionari, perché alimenterebbe l’idea di un’inflazione più persistente e di tassi elevati più a lungo. Viceversa, salari in linea o inferiori alle attese sarebbero letti positivamente da Wall Street, soprattutto dai settori growth e tecnologici, più sensibili all’andamento dei rendimenti obbligazionari.
Implicazioni per Fed, dollaro e indici azionari
Il report arriva in una fase delicata per i mercati. Gli indici azionari statunitensi restano sostenuti dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale e dai forti flussi verso il settore tecnologico, ma il rialzo dei rendimenti obbligazionari continua a rappresentare un rischio. Per questo il dato sul lavoro sarà importante: può confermare lo scenario di “soft landing” oppure riaprire il dibattito su inflazione, crescita e politica monetaria.
Per il dollaro, un report forte potrebbe offrire sostegno nel breve periodo, soprattutto se accompagnato da salari superiori alle attese. Un dato debole, invece, potrebbe pesare sul biglietto verde e favorire un recupero di euro, yen e valute più sensibili alle aspettative sui tassi USA. Per Wall Street, lo scenario migliore sarebbe: occupazione ancora positiva, disoccupazione stabile e salari non troppo forti.
Opinioni IG
A nostro avviso, il report sul lavoro del 5 giugno sarà importante non tanto perché può cambiare da solo lo scenario macro, ma perché arriverà in un momento in cui i mercati stanno cercando conferme sulla sostenibilità del rally azionario e sulla traiettoria della Federal Reserve. Un mercato del lavoro ancora solido ma meno surriscaldato sarebbe lo scenario più favorevole per gli asset rischiosi. Al contrario, dati troppo forti sui salari o un peggioramento netto dell’occupazione potrebbero aumentare la volatilità su indici, Treasury, dollaro e oro
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