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GUERRA IN UCRAINA

Ucraina, 4 anni di guerra: impatto sui mercati e perché la difesa europea resta al centro degli acquisti

A quattro anni dall’invasione russa, i mercati continuano a prezzare un rischio geopolitico strutturale. Osserviamo come alcuni settori siano sostenuti dalla nuova agenda europea di sicurezza e come altri comparti siano ancora sotto pressione per energia, logistica e incertezza

Fonte: Bloomberg

Written by

Filippo A. Diodovich

Filippo A. Diodovich

Senior Market Strategist

Data di pubblicazione

A quattro anni dall’inizio della guerra, il punto chiave è che il mercato non considera più il conflitto come uno shock temporaneo. Bloomberg descrive un cambiamento profondo e duraturo per l’Europa sul piano economico, politico e della sicurezza, mentre FT e Reuters mostrano che il supporto a Kyiv resta centrale ma è accompagnato da tensioni politiche interne all’UE.

Rischio geopolitico diventato strutturale

La guerra ha modificato in modo permanente il modo in cui gli investitori leggono l’Europa: spesa pubblica, sicurezza energetica, autonomia industriale e politica di difesa sono oggi fattori di valutazione molto più importanti rispetto al periodo pre-2022. 

Anche il contesto politico resta un driver di mercato. Segnaliamo che, proprio alla vigilia dell’anniversario, il sostegno europeo a Kyiv è stato messo sotto pressione dal veto ungherese su sanzioni e finanziamenti, elemento che i mercati leggono come rischio di frammentazione decisionale in Europa.

Perché gli acquisti sulla difesa europea restano forti

Il settore della difesa europeo continua a essere uno dei comparti più sostenuti dai flussi, e non solo per ragioni di breve periodo. La forza del movimento si spiega con fattori industriali e finanziari concreti.

1) Visibilità elevata sugli ordini e sui ricavi

Le società della difesa stanno mostrando backlog molto consistenti e guidance robuste. 

2) Spesa pubblica europea nel settore difesa diventata prioritaria

La spesa militare in Europa è salita in modo marcato dal 2022 fino al 2026. E dovrebbe salire ulteriormente.

3) Preferenza per filiere europee

Crediamo che nei prossimi mesi i fondi europei destinati al supporto di Kyiv privilegeranno sempre di più  gli acquisti presso produttori europei (con forti lamentele da parte degli Stati Uniti). Questo aumenta la visibilità per la filiera industriale UE (aerospazio, veicoli, munizioni, componentistica).

4) Il mercato continua a comprare il tema “sicurezza”

 Gli investitori restano molto sensibili alle notizie geopolitiche. Non è solo un trade di emergenza: è diventato un tema strutturale di allocazione.

I comparti più sostenuti dal mercato

Oltre alla difesa “pura”, ci sono altri segmenti che il mercato tende a premiare quando il focus è su sicurezza e resilienza.

Difesa e aerospazio

Resta il nucleo principale del tema. L’intero ecosistema europeo beneficia di programmi di riarmo, rinnovo scorte e maggiore attenzione alla deterrenza.  Leonardo come si vede nel grafico sotto ha mostrato un rialzo del 770% dal 24 febbraio 2022.

Nuove tecnologie, droni e componenti

La guerra ha accelerato lo sviluppo dell’industria della difesa, in particolare droni e missili, e che Kyiv sta persino riaprendo in parte il canale export con prime licenze approvate. Questo rafforza il focus degli investitori su tecnologie dual-use, sensoristica, software e catena di fornitura avanzata.

I comparti più esposti alle pressioni del conflitto

Settori “peace-sensitive” nelle fasi di negoziato

Quando il mercato intravede progressi diplomatici, la rotazione cambia rapidamente. In questi momenti salgono titoli esposti a ricostruzione, viaggi e banche con presenza nell’area, mentre la difesa tende a correggere nel breve. Non è un segnale di inversione strutturale, ma una rotazione tattica legata alle aspettative di pace.

Cosa monitorare per i prossimi mesi

Per un investitore/trader, oggi ci sono quattro variabili chiave da seguire:

1) Continuità del supporto europeo a Kyiv
Le tensioni politiche intra-UE (come il veto ungherese) possono impattare rapidamente il sentiment su difesa, bond e settori esposti alla ricostruzione.

2) Evoluzione della spesa militare europea
Il trend di aumento della spesa è strutturale, ma il ritmo e la distribuzione tra Paesi/aziende conteranno molto per la performance relativa dei titoli.

3) Stato dell’infrastruttura energetica ucraina
La capacità di tenuta della rete elettrica è una variabile macro cruciale per produzione, inflazione, bilancio pubblico e prospettive di ricostruzione.

4) Segnali diplomatici e rotazioni settoriali
Ogni avanzamento (o stallo) nei negoziati può generare rotazioni rapide tra difesa e settori più legati a ricostruzione/normalizzazione. È un mercato ancora molto legato alle notizie.

Nuova realtà europea, sempre maggiori spese per la difesa

A quattro anni dall’inizio della guerra, i mercati stanno prezzando una nuova realtà europea: più spesa per la sicurezza, più attenzione alla resilienza industriale ed energetica, e maggiore sensibilità al rischio geopolitico.

La nostra lettura è che il settore della difesa europeo resti al centro degli acquisti per ragioni strutturali (backlog, ordini, priorità politica, filiera UE), mentre le aree più direttamente esposte agli effetti economici del conflitto — soprattutto energia, manifattura e domanda interna ucraina — continuano a muoversi in un contesto difficile e incerto. In parallelo, i settori legati alla ricostruzione possono beneficiare di fasi di ottimismo diplomatico, ma con un profilo di volatilità elevato

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