Indici europei in forte ribasso: ecco dove si sta espandendo il coronavirus

Il Congresso Usa ha già stanziato oltre 8 miliardi di dollari, mentre l’Italia sforerà i vincoli di bilancio per supportare l’economia messa in ginocchio dal virus. Forti cali su tutti gli indici europei

Non è bastato il taglio dei tassi della Federal Reserve di martedì scorso (quanto la banca centrale Usa ha diminuito il costo del dollaro di 50 punti base), né le misure da parte della Banca Mondiale (che due giorni fa ha annunciato finanziamenti da 12 miliardi di dollari per far fronte all’emergenza): ieri gli indici statunitensi hanno chiuso con cali di circa il 3%, trainando con sé quelli asiatici e, di riflesso, provocando un’apertura al ribasso delle Borse europee, spaventate dagli effetti economici del coronavirus

Cosa ci dicono gli ultimi bollettini del coronavirus?

Italia

Nel nostro paese le vittime sono salite a 148 e oggi i contagi registrati sono aumentati a 590 persone, che portano il numero totale a 3.296. Aumenta però anche il numero di chi guarisce, 414 persone. Mentre si pondera un prolungamento della chiusura delle scuole (oltre dunque il 15 marzo), il governo ha stanziato 7,5 miliardi di euro a sostegno delle famiglie e delle imprese, permettendo un deficit di 6,3 miliardi.

Si contano i primi casi di contagio in Vaticano mentre Roma registra la prima vittima (un’anziana, già cardiopatica, deceduta all’ospedale San Giovanni). Dopo i casi registrati in Valle d’Aosta, da ieri tutte le regioni italiane registrano contagi.

Stamattina la Borsa di Milano ha aperto in ribasso e attualmente viaggia a -2,9%. In rialzo lo spread tra Btp e Bund tedeschi, che ha raggiunto quota 190 punti (un aumento rispetto all’ultima chiusura di dieci punti).

Francia

In Europa, la situazione più critica dopo l’Italia inizia a presentarsi in Francia. Il 26 febbraio i casi acclamati di coronavirus erano una ventina, con la prima vittima a Parigi; ad oggi sono aumentati a 423 casi e sette persone decedute. Si teme tuttavia una rapida escalation dei casi, con il virus che potrebbe seguire lo stesso andamento che in questi giorni è stato osservato in Italia. Ricoverato anche un deputato dell’Assemblea Nazionale, dopo essere risultato positivo.

L’indice di Parigi ha subito un crollo del 4,2%, spinto al ribasso, oltre che dal coronavirus, anche dalle scarse performance del settore automotive (Renault sta perdendo l’11%, Peugeot il 5%).

Regno Unito

Ieri anche il Regno Unito ha dichiarato la prima vittima per coronavirus – anche in questo caso, di tratta di un’anziana signora con patologie pregresse. Sale a 116 il numero di contagi in tutti il paese, con un aumento esponenziale di 30 persone solo nella giornata di ieri.

Continua a soffrire l’indice di Londra, che al momento subisce un calo del 3,25%.

Stati Uniti

Il Congresso ha stanziato oltre otto miliardi di dollari per far fronte all’emergenza coronavirus, che ha già provocato 12 vittime (per lo più nello stato di Washington, ma anche Florida e California hanno dichiarato lo stato di emergenza). In California Alphabet, Microsoft e Amazon chiudono gli stabilimenti, raccomandando ai dipendenti di lavorare da casa.

I titoli Usa trentennali stanno subendo minimi storici, dopo essere scesi ieri sotto l’1,5%, mentre quelli a dieci anni sono scesi al di sotto dello 0,9%. Ieri il Dow Jones ha chiuso a -3,58%: a far temere i mercati è soprattutto il fatto che il picco dell’epidemia sembra be lungi dall’essere raggiunto.

Cina

Nel frattempo proprio il paese dove si è sviluppati il primo focolaio dell’epidemia (verso la fine di dicembre a Wuhan, nella provincia dell’Hubei) il numero dei contagi giornalieri continua a scendere. Oggi sono stati registrati “solo” 143 nuovi casi, di cui 16 “di ritorno” dall’estero, e 30 vittime. Ma anche le Borse cinesi hanno chiuso in negativo: Shanghai segna -1,21%, Shenzhen -0,74%.

Quali fattori da tenere d’occhio?

Il calo generalizzato degli indici preoccupa l’economia mondiale, soprattutto dopo che neanche l’intervento della Fed sembra esser riuscito a contenere i danni. Si comincia dunque a speculare su un ulteriore taglio dei tassi nella riunione dell’istituto centrale Usa del 17 e 18 marzo, mentre la Banca Centrale Europea sarebbe già allo studio di misure su cui lavorare nella riunione del prossimo 13 marzo. Intanto, Francoforte ha esortato le banche centrali della zona euro a implementare misure di sostegno alle economie colpite dall’emergenza, soprattutto in considerazione dei settori più in perdita: stamattina, il comparto viaggi dell’indice paneuropeo Stoxx600 ha perso il 5,25%, scendendo a 195 punti.

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