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PRESIDENZA FEDERAL RESERVE

Rieder favorito per la Fed: il “fattore Trump” e la reazione dei mercati

Salgono le probabilità di Rieder: cosa dice la corsa alla presidenza della Federal Reserve e quali scenari per tassi, USD e Wall Street.

Fonte: Bloomberg

Written by

Filippo A. Diodovich

Filippo A. Diodovich

Senior Market Strategist

Data di pubblicazione

Rick Rieder “front runner” per la presidenza della Fed

La corsa alla Presidenza della Federal Reserve continua a riservare sgnificativi colpi di scena. Dalla sfida tra i due Kevin (Hassett e Warsh) è emerso l'outsider Rick Rieder.

Negli ultimi giorni i prediction market hanno spostato con decisione il baricentro sul nome di Rick Rieder. Su Polymarket le probabilità implicite lo vedono intorno al 47%, davanti a Kevin Warsh (28–29%) e Christopher Waller (8%).
Su Kalshi i numeri risultano simili, con Rieder in area 48%, Warsh intorno al 28–31% e Waller circa 8%.

Il mandato di Jerome Powell come Chair scade a maggio 2026, e Trump ha dichiarato di aver intervistato candidati e di avere un nome in mente, definendo Rieder “very impressive” nel colloquio.

Chi è Rick Rieder

Rieder è Chief Investment Officer del Global Fixed Income di BlackRock  e guida le strategie del gruppo sul mercato obbligazionario. In pratica: è uno dei profili più “mercato-centrici” tra quelli circolati, con una reputazione costruita su gestione del rischio e lettura macroeconomica dell'andamento dei tassi di interesse.

Negli ultimi mesi/anni è noto per una narrativa in cui:

  • l’economia USA sarebbe sostenuta più del previsto da produttività (AI, automazione, logistica);

  • il costo di tassi alti si vede soprattutto sul settore immobiliare residenziale e su chi è più sensibile ai costi di rifinanziamento (aziende molto indebitate, small cap, titoli growth).

Quanto è vicino a Trump

Non è un “politico di carriera” e non è un ex membro della Federal Reserve come Kevin Warsh o un governatore in carica come Christopher Waller. Proprio per questo, la questione “vicinanza” va letta così: non tanto legami formali, quanto allineamento percepito sull’obiettivo (tassi più bassi) e sulla sensibilità verso la crescita economica e il sostegno per il mondo finanziario. Secondo le agenzie di stampa Trump lo avrebbe elogiato dopo i colloqui. 

Crediamo che Rieder possa apparire più che “uomo di Trump” come un candidato credibile per Wall Street e accettabile per una Casa Bianca che vuole una Fed più orientata a tagliare il costo del denaro.

Falco o colomba?

Rieder viene percepito come più “dovish” di Kevin Warsh nel breve periodo: più attenzione al costo dei tassi su mutui/housing e più apertura a tagli se l’inflazione scende e il lavoro rallenta.
Ma c’è un punto importante che dobbiamo ricordare sempre. Da Presidente non decide da solo. Il FOMC è un organo collegiale che vota a maggioranza e il Presidente deve “costruire consenso”. Quindi anche con un Presidente più dovish, la politica monetaria resterebbe data-dependent e vincolata dal comitato. A meno che Donald Trump non riesce a inserire altri membri affini alle proprie strategie di tagli dei tassi (possibile sostituzione di Lisa Cook).

Effetti potenziali su dollaro e azionario

Qui conviene ragionare per scenari, perché i mercati prezzano sia la “direzione dei tassi” sia il “premio per l’indipendenza” della Fed.

Scenario 1: “Rieder = Fed più accomodante, indipendenza percepita solida”

  • Rendimenti: pressione al ribasso sul tratto a breve 2–5 anni (più sensibile alle aspettative sui tagli).

  • Dollaro: tendenzialmente più debole se il mercato anticipa un sentiero dei tassi più basso rispetto alle previsioni degli scorsi mesi

  • Azionario: beneficio soprattutto per growth/tech  e per i settori sensibili ai tassi (real estate), con volatilità più contenuta.

Scenario 2: “Rieder = tagli più rapidi ma aumenta il rischio ‘politicizzazione’”

  • Dollaro: non è automatico che salga: se cresce il timore di interferenze, può aumentare un risk premium e il dollaro può diventare più instabile (dipende anche dal risk-off globale).

  • Azionario: possibile reazione iniziale positiva (tagli), ma con volatilità più alta se il mercato teme un peggioramento di credibilità/ancoraggio delle aspettative.

  • Curva: rischio di steepening (lunghi più “nervosi”) se il mercato chiede più premio su inflazione/indipendenza.

 

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