Effetto Brexit: aziende via da Londra. Il caso Dyson: una "prova di sfiducia"

Sony: fusione del quartier generale inglese con la base di Amsterdam. Panasonic: trasferimento della sede UK in Olanda. Dyson (sostenitore Brexit): spostamento dell’headquarter da Malmesbury a Singapore. Si teme il no-deal.

Fonte: Bloomberg

Guadagna terreno l’opzione di una Brexit senza accordo che, a detta del commissario agli Affari economici Ue, Pierre Moscovici, è sempre più probabile a fronte delle vicende delle ultime settimane. Mentre i mercati cercano di raccapezzarsi sul come e sul quando il Regno Unito lascerà l’Unione europea ( pronta ad aspettare la Gran Bretagna per evitare la strada del no-deal, senza però scendere a compromessi con questa), a far riflettere i mercati sono le dinamiche societarie.

Sony valuta la fusione tra il proprio quartier generale inglese con la sede di Amsterdam, al fine di ammorbidire il contraccolpo di una Brexit no-deal. Panasonic trasferirà la propria sede centrale dal Regno Unito ad un’altra capitale europea (Olanda), onde evitare interruzioni legate alla Brexit; infine, Sir James Dyson, sostenitore fin da principio della Brexit, sta lavorando al trasferimento dell’headquarter di Malmesbury (UK) a Singapore, ufficialmente per assecondare la domanda asiatica; concretamente, evitando gli effetti legati al Leave inglese.

Effetto Brexit su Sony: dal Regno Unito all’Olanda

Sony trasferirà la propria sede europea dal Regno Unito ai Paesi Bassi per evitare il blocco delle proprie attività causato dalla Brexit. La decisione nasce con l’intento di evitare problematiche sul fronte doganale dopo l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea. Sony, ultima società giapponese a prendere provvedimenti in vista del Leave inglese, ha rassicurato il mercato annunciando che non trasferirà né il personale, né le operazioni attualmente in essere nel Regno Unito.

Prima di Sony, diverse realtà bancarie giapponesi hanno annunciato la propria intenzione di spostare le basi via da Londra. Tra queste, Nomura Holdings. Non è tutto: le stesse realtà finanziarie inglesi hanno iniziato a guardare al di là della Manica, con il colosso assicurativo Lloyd's che ha già fatto migrare parte del proprio business in continente.

Più in particolare, il colosso nipponico Sony sta pianificando di fondere il proprio business del Regno Unito con quello olandese. Tale mossa andrà a creare un player europeo da 3,3 miliardi di sterline con sede legale ad Amsterdam. Secondo quanto reso noto dal Daily Telegraph, l’operazione dovrebbe esser completata entro il 29 marzo 2019.

Effetto Brexit su Panasonic: da Londra ad Amsterdam

Il produttore di elettronica giapponese trasferirà la propria sede europea da Londra ad Amsterdam per evitare potenziali problemi fiscali legati alla Brexit. L’operazione dovrebbe concludersi entro il prossimo ottobre e implicherà lo spostamento tra le 20 e le 30 persone nei paesi Bassi.

Secondo quanto dichiarato alla stampa da Laurent Abadie, amministratore delegato di Panasonic Europe, il gruppo potrebbe sfruttare il Regno Unito come una sorta di paradiso fiscale qualora Londra decidesse di abbassasse l'imposta sulle società dopo la Brexit.

Lo spostamento della sede al di fuori del Regno Unito eviterà a Panasonic qualsiasi barriera al passaggio di persone e merci, in un periodo di per sé delicato dell’azienda: i cambiamenti tecnologici di mercato hanno 9infatti portato il colosso giapponese a modificare il proprio business, adeguando ai vecchi stabilimenti di produzione televisiva la fabbricazione di batterie per auto elettriche.

Effetto Brexit su Dyson: da Malmesbury a Singapore

Il fermo sostenitore della Brexit, Sir James Dyson, è stato accusato nelle scorse ore di ipocrisia dopo aver annunciato che la sua azienda trasferirà il proprio quartier generale a Singapore prima dell'uscita del Regno Unito dall'Unione.

L'inventore miliardario, noto per le apparecchiature domestiche, aveva promosso in prima persona il Leave inglese, dicendosi "estremamente ottimista" sul commercio britannico successivo alla Brexit. La decisione di spostare la base di Dyson da Malmesbury, Wiltshire, a Singapore, Asia, ha quindi colto di sorpresa il mercato, recepita come "un voto di sfiducia nel progetto Brexit".

Immediate le repliche dell'amministratore delegato di Dyson, Jim Rowan, che ha spiegato come la mossa non si leghi alla Brexit o alle tasse più basse, ma ad una questione di pianificazione futura, vista l’espansione della domanda asiatica.

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