Moneta unica mostra i muscoli, eurosterlina si riavvicina ai massimi annuali

La debolezza della sterlina ha portato il cambio EURGBP a riavvicinarsi ai top annuali

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Fonte: Bloomberg

Ritornano le guerre valutarie con le principali banche centrali che si sfidano a promuovere misure espansive per deprezzare le proprie valute in un gioco a somma zero. La svolta a inizio anno è partita dalla Bank of Japan che ha deciso a sorpresa di tagliare i tassi portandoli in territorio negativo. Un po’ come un domino, la manovra della BoJ ha provocato un cambio di prospettive per il prossimo rialzo della FED (prima in autunno 2016 ora estate 2017) e una insistenza da parte dei membri del Consiglio Direttivo della BCE a voler rivedere le strategie monetarie nel prossimo meeting di marzo (possibile taglio dei tassi sui deposti e aumento dell’ammontare degli acquisti mensili di assets).

Ieri è stato stato il turno della Bank of England che ha scelto di mantenere i tassi d’interesse invariati allo 0,50%. All’interno della commissione operativa il voto è stato unanime per la prima volta da lungo tempo. L’ultimo “falco” Ian Macafferty, membro del MPC (Monetary Policy Committee), che aveva sempre votato a favore di un rialzo dei tassi, ha scelto di appoggiare le strategie accomodanti del governatore Carney. Inoltre il numero uno della BoE ha tagliato le stime su PIL (GDP 2016 dal +2,5% al 2,2%) e inflazione.

Il cambiamento di “stance” della Bank of England ha variato le attese per un incremento del costo del denaro da fine 2016 a inizio 2018. 

Inevitabilmente la sterlina è tornata a perdere terreno soprattutto contro la divisa del Vecchio Continente.

Crediamo che, nel breve periodo, la valuta UK continuerà a essere debole non solamente per le strategie monetarie della BoE ma per le paure degli operatori sui rischi economici del Brexit (uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea).

Dal punto di vista grafico in mattinata l’eurosterlina si attesta a 0,77, vicina ai massimi del 21 gennaio. Il movimento rialzista partito dai bottom del 3 febbraio a 0,7526 sembra essere particolarmente forte. Per confermare le prospettive grafiche rialziste servirà il superamento delle resistenze a 0,7714 e 0,7756, picco del 20 gennaio. Discorso diverso con il cedimento del supporto a 0,7620 (50% del ritracciamento di Fibonacci dell’ascesa evidenziata a febbraio), preludio a un possibile ritorno verso lo strategico supporto di breve periodo a 0,7526.

 

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