Wall Street tra dubbi e incertezze, ma ci saranno ancora record

Gli indici Usa, reduci dalla quarta settimana di fila in rosso, provano oggi a rimbalzare dopo l'ennesima apertura ai negoziati da parte di Usa e Cina.

Fonte: Bloomberg

Ripartono al rialzo gli indici di Wall Street nell’ultima settimana di agosto, dopo che l’escalation commerciale ha toccato un nuovo picco lo scorso week end. Infatti, dopo l’annuncio di venerdì scorso di nuovi dazi da parte della Cina, era arrivata in serata la risposta statunitense di innalzare le tariffe di un ulteriore 5%. A placare i toni, però, sono intervenuti questa mattina sia il premier cinese, Li Keqiang, che il presidente Usa, Donald Trump, dichiarando che le parti riprenderanno i negoziati per arrivare a un accordo.

Sarà l’ennesimo buco nell’acqua? Non lo sappiamo. Certo è che l’accordo al momento vede ambo le parti rimanere distanti su punti nevralgici, come la tecnologia e la proprietà intellettuale, mentre segnali di vicinanza emergono riguardo al commercio di beni agricoli e altri beni.

Sebbene le aspettative vedano al momento un accordo solo il prossimo anno, iniziamo a credere che Trump stia pensando di velocizzare i tempi. Le ragioni sarebbero diverse:

1. le aziende americane stanno risentendo pesantemente delle tensioni commerciali e continuano a implorare Trump di mettere fine alla disputa

2. l’economia statunitense sembra essere avviata verso una recessione, come testimoniano alcuni indicatori anticipatori e come emerge dalla continua inversione della curva su diversi segmenti

3. arrivare al ridosso delle elezioni potrebbe essere rischioso per Trump che potrebbe essere costretto a maggiori concessioni alla Cina

4. infine, Wall Street potrebbe spazientirsi e iniziare a scontare un marcato deterioramento dell’outlook a seguito di una crisi prolungata tra le due super potenze.

Insomma la situazione si fa difficile e le tensioni sui mercati ne sono una testimonianza. Gli investitori rimangono guardinghi e ogni occasione di esclation è una buona occasione per vendere.

Nonostante la quarta settimana di fila in rosso per gli indici statunitensi, crediamo che le prospettive rimangano rialziste, dato che:

- la Fed ha già dato un segnale forte, tagliando i tassi di interesse per la prima volta da oltre un decennio e si è detta pronta a fare di più

- le opportunità di ottenere dei rendimenti di appeal si riducono di giorno in giorno, con i rendimenti dei bond mondiali ormai sotto zero o a zero

- gli investitori in fondo in fondo sperano ancora nella possibilità di un accordo entro l’anno e questo li spinge ad essere cautamente ottimisti

Insomma non è ancora il momento di vendere Wall Street, sebbene i segnali di un possibile crollo continuino a salire settimana in settimana.

Abbiamo ragione di credere che il mercato terrà ancora per un po’, verosimilmente 6 mesi, con la possibilità di vedere nuovi massimi storici per Wall Street, seppur il contesto potrebbe apparire volatile. La situazione potrebbe peggiorare drasticamente solo a 2020 inoltrato, quando:

1. nonostante l’accordo commerciale, i timori di recessione si intensificheranno

2. la bolla dei bond sarà tale che i primi default potrebbero causarne lo scoppio

3. le Banche centrali realizzeranno dell’inefficacia delle misure sino ad allora adottate

Lo scenario che potremmo avere potrebbe assomigliare del tutto a quello visto nel 2008, poiché i problemi sarebbero di portata sistemica e l'efficacia delle misure delle Banche centrali potrebbe essere più bassa rispetto al passato.

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