Vertice Nato, oggi i leader a Londra: quali sono i temi all’ordine del giorno?

I rapporti tra Usa e Francia, la posizione della Turchia e le elezioni nel Regno Unito: i leader dell’Alleanza Atlantica si riuniscono per due giorni

Al via oggi il summit per i 70 anni dell’Alleanza Atlantica. I leader dei paesi membri, arrivati stamattina a Londra, saranno ospitati dalla regina Buckingham Palace nel pomeriggio. Il vertice ufficiale si terrà domani a Watford, una cittadina inglese a nord-est di Londra.

Trump è davvero il benvenuto?

L’incontro si apre nell’imbarazzo di un Donald Trump, noto per i suoi estemporanei interventi sulle questioni interne e notoriamente pro Brexit, nella Londra che si prepara alle elezioni. Il presidente Usa arriva a Londra proprio durante la campagna elettorale per le elezioni del 12 dicembre – convocate apposta per cercare di mettere insieme un Parlamento stabile abbastanza da approvare un accordo che consenta al Regno Unito di uscire dall’Unione europea in maniera ordinata. Né il premier Boris Johnson né il suo antagonista, il leader laburista Jeremy Corbyn, erano particolarmente entusiasti di un commento sulle imminenti elezioni: entrambi temevano un’ingerenza nelle intenzioni di voto dei cittadini britannici.

In effetti, non vi sono stati commenti sull’imminente voto. In compenso, i riflettori puntati su Trump hanno dato l’occasione per riportare a galla la questione di un accordo Usa-Regno Unito, in uno scenario post-Brexit. Il pomo della discordia in questo caso è il Sistema Sanitario Nazionale britannico e il suo posto sul tavolo delle trattative: eppure, mentre fino a giugno Trump avrebbe voluto includerlo all’interno dei negoziati (soprattutto per le importazoini dei prodotti farmaceutici), durante la conferenza stampa di stamattina sembra essere tornato sui suoi passi.

Le tensioni con la Francia

Da quanto, lo scorso ottobre, il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato di “morte cerebrale” per la Nato (in riferimento al contributo degli Stati Uniti), i rapporti con gli Usa non sono stati particolarmente idilliaci. Stamattina Trump ha definito i commenti di Macron “molto, molto cattivi”, oltre che offensivi per gli altri membri dell’Alleanza. Ma si tratta solo della punta dell’iceberg. Le relazioni tra Francia e Usa infatti si stanno facendo sempre più tese: Trump ha sottolineato quanto la Francia abbia “un tasso di disoccupazione davvero alto, la Francia non se la sta cavando affatto bene economicamente”, proprio nella stessa giornata in cui è uscita la notizia dei nuovi dazi che gli Stati Uniti hanno intenzione di imporre a circa 2,16 miliardi di euro di prodotti francesi, in risposta alla digital tax approvata lo scorso luglio.

Da che parte sta la Turchia?

Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan non ha perso tempo nel dare man forte a Trump. D’altra parte, anche la Turchia guarda con sospetto alle attitudini della Francia: il mese scorso infatti lo stesso Macron ha ospitat a Parigi un ufficiale in rappresentanza della Forze Democratiche Siriane, a guida curda. Non solo: Erdogan ha anche colto l’occasione per dichiarare il proprio appoggio alla difesa dei paesi dell’Europa orientale da un’eventuale escalation con la Russia, solo a patto che Europa e Stati Uniti riconoscano le milizie curde dell’YPG come terroristi.

Il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, ha dichiarato di essere al lavoro per risolvere la disputa tra Turchia e paesi baltici. D’altra parte, la questione dei rapporti con la Russia si prevedeva spinosa già da prima dell’inizio del summit. Mentre, poche settimane fa, Macron aveva lasciato aperto uno spiraglio per un dialogo con Mosca, sia il presidente uscente della Commissione europea Jean-Claude Junker, sia lo stesso Stoltenberg si erano scagliati contro un’ipotesi del genere, tacciando la Russia di aggressività.

Quali sono le altre minacce all’orizzonte?

Trump non si è lasciato sfuggire l’occasione, durante una conferenza stampa congiunta con Stoltenberg, per recriminare agli alleati europei il trattamento commerciale, a suo avviso “molto, molto ingiusto”. Solo poche settimane fa la minaccia di dazi su automobili e componentistica sembrava scampata, e invece già oggi si torna a parlare di altri dazi su altri prodotti. Dopo la Francia, infatti, gli Usa hanno puntato anche Italia, Austria e Turchia.

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