Trimestrali Netflix: boom di abbonati all’estero, forti acquisti nell’after-hours

Scende il numero degli iscritti negli Usa, ma sale il fatturato e l’utile per azione. Si prepara la sfida con Disney+, HBO Max Apple Tv

Ultima trimestrale della piattaforma streaming per eccellenza, prima dell’entrata in scena di importanti competitor. Netflix ha pubblicato ieri i dati relativi al terzo trimestre: mancate di poco le aspettative di Wall Street, con 5,24 miliardi di ricavi a fronte dei 5,25 previsti. Rispetto al 2018 si rileva comunque un incremento del 31,1% (nell’ottobre 2018 il fatturato ammontava a 3, 9 miliardi). Positivo invece l’utile per azione, 1,47 dollari - gli analisti ne aspettavano 1,03. Nello stesso periodo del 2018, l’Eps ammontava a 0,89 dollari.

Il punto debole dei nuovi abbonamenti negli Stati Uniti

Di certo pesa il rallentamento delle sottoscrizioni negli Stati Uniti. Registrati solo 517 mila nuovi abbonati, mentre gli analisti ne aspettavano almeno 802 mila. È il secondo trimestre consecutivo che il dato sui nuovi utenti delude negli States. La situazione migliora invece a livello internazionale: 6,26 milioni di iscritti in più, 210 mila in più rispetto alle aspettative.

Il tutto per un utile netto di 665 milioni di dollari, a fronte dei 403 del terzo trimestre 2018. Il margine operativo dell’azienda è cresciuto del 18,7% arrivando a 980 milioni di dollari.

Netflix proveniva da un secondo trimestre particolarmente difficile. A giugno infatti è stato registrato il primo calo degli abbonati Usa (il mercato principale della piattaforma streaming) dal 2011. Il terzo trimestre, grazie all’uscita delle nuove stagioni di serie particolarmente seguite (“Stranger Things”, “La Casa de Papel”, “Orange is the new Black”), ha portato risultati leggermente migliori. Ha contribuito anche il lancio delle nuove serie originali – “Unbelievable” ha raggiunto 32 milioni di utenti in soli 28 giorni. Interessante anche l’obiettivo della compagnia di espandersi all’estero con la produzione di serie Tv originali in lingue diverse dall’inglese.

In merito ai prossimi risultati Netflix ha aggiornato la guidance per il prossimo trimestre. Si stimano infatti ricavi operativi per 5,442 miliardi, un utile netto di 232 milioni e un utile per azione di 0,51 dollari. Le ultime due stime, al ribasso rispetto ai valori attuali, sono dovute alla necessità di riflettere l’abbassamento dei prezzi a causa della forte concorrenza che si affaccia sul mercato.

Inizia la guerra dello streaming?

Disney+, Apple Tv+, Peacock (afferente a NbcUniversal) e HBO Max sembrano infatti avversari perfettamente in grado di modificare il mercato. Stando alle informazioni trapelate finora, Disney+ (il cui lancio è previsto per il 12 novembre 2019 negli Usa) si immetterà nel mercato a un prezzo molto competitivo, 7 dollari al mese. In arrivo a novembre anche Apple Tv, a 4,99 dollari al mese.

All’indomani della pubblicazione del report per il terzo trimestre, Netflix ha cercato di ridimensionare l’impatto dei competitor, che potrebbero causare “Solo modesti venti contrari alla crescita della nostra compagnia nel breve termine”. “Molti parlano di una guerra dello streaming, ma gareggiamo con servizi (Amazon, YouTube, Hulu) e canali Tv da più di un decennio”, continua il report stilato dagli esperti del gruppo di Los Gatos.

Tuttavia guardando alle premiazioni degli Emmy Awards si nota come già adesso Netflix ha dovuto spartirsi i premi con HBO e Amazon Prime Video. Alla celebre premiazione per la TV, che si tiene annualmente a Los Angeles, le produzioni di Netflix hanno ottenuto 27 premi contro i 34 di HBO e i 15 di Amazon.

Come sono andate le azioni?

Wall Street ha reagito positivamente ai dati. Le azioni di Netflix Inc (All Sessions)nelle contrattazioni after hours sono infatti schizzare in alto di quasi il 10%, raggiungendo 317 dollari. La comunità finanziaria ha particolarmente apprezzato la forte crescita internazionale di abbonati e gli ottimi risultati economici.

Queste informazioni sono state preparate da IG Markets Limited e IG Europe GmbH (di seguito "IG"). Oltre alla liberatoria riportata di seguito, il materiale presente in questa pagina non contiene uno storico dei nostri prezzi di trading, né alcuna offerta o incentivo a operare nell’ambito di qualsiasi strumento finanziario. IG declina ogni responsabilità per l’uso che potrà essere fatto di tali commenti e per le conseguenze che ne potrebbero derivare. Non forniamo nessuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o la completezza delle presenti informazioni, di conseguenza, chiunque agisca in base ad esse, lo fa interamente a proprio rischio e pericolo. Eventuali ricerche fornite non intendono rispondere alle esigenze o agli obiettivi di investimento di un soggetto in particolare e non sono state condotte in base ai requisiti legali previsti per una ricerca finanziaria indipendente e, pertanto, devono essere considerate come una comunicazione di ambito marketing. Anche se non siamo sottoposti ad alcuna limitazione specifica rispetto alla negoziazione sulla base delle nostre stesse raccomandazioni, non cerchiamo di trarne vantaggio prima che queste vengano fornite ai nostri clienti. Vi invitiamo a prendere visione della liberatoria completa sulle nostre ricerche non indipendenti e del riassunto trimestrale.

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