Trimestrale Eni: utile e margini in calo deludono le aspettative, sale produzione

Pesa sui cattivi risultati il calo di petrolio e gas, ma per Descalzi si intravedono comunque segnali di ottimismo

Scende l’utile netto per il terzo trimestre del 2019 sui conti Eni: 776 milioni di euro l’utile adjusted (2,33 miliardi nei primi nove mesi del 2019), 520 milioni contando anche le componenti correttive (2,04 miliardi dall’inizio dell’anno). Meno di quanto si aspettavano gli analisti, che attendevano 785 milioni di utile netto adjusted. Si tratta di un calo del 44% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (utile netto adj 3T 2018 a 1,39 miliardi di euro).

Ma l’ultimo trimestre si distingue soprattutto per il calo del margine operativo lordo, sceso del 23% rispetto allo scorso anno, a 2,6 miliardi di euro. In tutto il 2019 ammonta a 9,4 miliardi e ha registrato un aumento del 5% rispetto al 2018.

Scende del 35% anche il risultato operativo, che ammonta a 2,16 miliardi di euro, mentre aumenta il debito a 12,7 miliardi di euro – comunque un buon risultato, quest’ultimo, considerando che le attese prevedevano un indebitamento di 15,86 miliardi.

Cosa è successo negli ultimi tre mesi?

Pesa sui conti la diminuzione del prezzo del gas e di quello del petrolio, le cui quotazioni sono scese del 18% rispetto allo stesso periodo del 2018. Il calo dei prezzi ha pesato per 340 milioni sulla generazione di cassa.

Sebbene non sufficienti a tamponare le perdite, il terzo trimestre del 2019 registra però anche un aumento della produzione, che infonde una certa dose di ottimismo. L’estrazione di idrocarburi è infatti aumentata del 6%, ma rilevano anche le operazioni di portafoglio come l’acquisto delle attività di Exxon in Norvegia, a cui si aggiunge l’acquisizione del 20% della raffineria Runawais, negli Emirati Arabi. Gli investimenti netti nei primi nove mesi dell’anno hanno pesato per 5,6 miliardi sulle spese, a cui vanno poi inclusi lo stacco dei dividendi e il riacquisto di azioni proprie per 3,24 miliardi.

E quali sono le previsioni per il futuro?

Le operazioni, come ha dichiarato Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, daranno “un’ulteriore spinta in termini di sviluppo e sostenibilità”. Per quest’anno la guidance prevede una produzione di idrocarburi di 1,87-1,88 milioni di barili al giorno, per un budget ideale di 62 dollari al barile.

“In particolare – continua Descalzi - abbiamo conseguito nel trimestre una crescita rilevante della produzione, pari al 6%, grazie ai contributi dall’Egitto, Kazakhstan, Ghana e la prima produzione dal Messico, ottenuta a soli undici mesi dalla decisione finale di investimento”.

Le guidance prevedono comunque un riduzione della spesa per gli investimento di 8 miliardi.

La reazione di Piazza Affari

Le notizie appena pubblicate hanno inciso sulle quotazioni Eni , che registrano un calo dello 0,9% a Piazza Affari. Le azioni hanno aperto a 14,1 euro, per arrivare a metà mattina a 14 euro.

Non si muove il Italy , che stamattina ha aperto a +0,15, allineandosi ai maggiori indici europei, che restano in prossimità dello zero in attesa di notizie macroeconomiche in grado di muovere i mercati e sviluppi sulla situazione internazionale.

E le prospettive grafiche?

Il ribasso a causa dei deboli dati trimestrali è stato forte ma non ha ancora violato la trendline rialzista partita dai minimi del 3 ottobre al momento in transito a 13,90 euro. In caso di mantenimento al di sopra della linea di tendenza rimangono aperte le prospettive grafiche rialziste con obiettivi long a 14,20, 14,30 e 14,50. Conferme sopra 14,08. Discorso ben diverso in caso di breakout ribassista di 13,90 e 13,72 preludio per una possibile flessione verso 13,28.

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