Trimestrale Apple: previsioni positive nonostante mercato in rallentamento

Si prevede un leggero aumento dei ricavi, aspettative negative sugli utili per azione. L’andamento dell’azienda di Cupertino riflette la guerra commerciale Cina-Usa

Attesi per stasera i dati sul quarto trimestre di Apple, ma già circolano le prime stime degli analisti sui risultati con cui si chiuderà l’anno fiscale 2018/19.

Cosa si prevede per il quarto trimestre

Negli ultimi giorni si è parlato di un ricavo stimato di 63,07 miliardi, il 3% in più rispetto allo scorso anno (quando aveva registrato un giro d’affari di 62,9 miliardi di dollari), e un utile per azione di 2,84 dollari, in flessione del 2,4% rispetto allo stesso periodo. Si prevede inoltre un profitto netto di 14,1 miliardi di dollari.

Gli analisti si aspettano in generale un aumento delle vendite, per lo più di iPhone, che, insieme ai servizi Apple Tv (il cui lancio è previsto il 1 novembre) provocheranno un aumento delle entrate.

Nel futuro, nonostante oltre la metà delle vendite in casa Apple sia costituita da iPhone (il 54% dei 249 miliardi di ricavi dell’anno conclusosi il 30 giugno), l’azienda di Cupertino sembra infatti voler puntare su altri servizi, tra cui per l’appunto Apple Tv. In generale comunque si prevede un aumento delle vendite nel prossimo trimestre, che corrisponde a quello degli acquisti natalizi. Se così fosse sarebbe una buona notizia, considerando che invece lo scorso trimestre si è chiuso con una flessione delle vendite del 12%.

Come negli ultimi due trimestri, anche oggi i dati di Apple non includeranno quello sulle vendite totali. Secondo quanto riportato da Cupertino, infatti, queste non rappresenterebbero una variabile fondamentale per stabilire lo stato di salute dell’azienda.

Quali fattori hanno influenzato i dati?

Gli occhi degli analisti sono puntati verso il dato sulle vendite dell’ultimo iPhone 11, lanciato il 20 settembre, soprattutto all’indomani del flop dello scorso anno. A gennaio infatti Apple dovette sconfessare le previsioni di vendita del trimestre precedente, a causa di un notevole rallentamento delle vendite in Cina – e mancati ricavi per miliardi di dollari.

Le vendite hanno infatti risentito della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, con alcuni prodotti Apple che hanno subito l’imposizione di tariffe del 15%, soprattutto semiconduttori e micro-tecnologie.

I conti di Apple sono dunque strettamente collegati all’andamento dei negoziati. Non a caso, a ottobre l’azienda di Cupertino ha registrato un leggero aumento a Wall Street, in concomitanza all’allentamento delle tensioni commerciali.

Come si presenta l’intero settore?

D’altra parte, l’intero comparto della telefonia mobile è in contrazione. Se nel 2017 sono state registrate vendite per 1.462 miliardi di unità, l’anno sorso sono state solo 1.420 ed entro la fine del 2019 si prevede un’ulteriore flessione del 2,2%. La saturazione del mercato ha provocato in effetti un abbassamento generalizzato dei prezzi, come è il caso anche dello stesso iPhone 11. Ad influire è stato soprattutto il boom degli smartphone provenienti dalla Cina, la quale da sola occupa circa un terzo del mercato di riferimento. Marche come Xiaomi e Oppo stanno pian piano imponendosi sul mercato globale, mentre Huawei si è confermata come il rivenditore con il più rapido tasso di crescita.

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