Saudi Aramco, tutto (quasi) pronto per Ipo: sarà la quotata più grande al mondo. Prezzo petrolio in aumento

La compagnia petrolifera più grande del mondo si quota in Borsa. Cauti gli investitori: mancano ancora dettagli fondamentali

La compagnia dai profitti più alti al mondo è pronta per lo sbarco in Borsa: un colosso da ricavi per 335 miliardi di dollari nel 2018 e un utile netto da 111 miliardi, in crescita del 46% sull’anno precedente. L’ingresso sul listino saudita Tadawul di Saudi Aramco è atteso per l’11 dicembre, ma sono ancora molti i dubbi degli investitori.

Anzitutto, ancora non sono chiare né l’ampiezza della quota che finirà sul listino saudita, né il prezzo. Secondo le stime delle principali banche d’affari, la valutazione dell’Ipo potrebbe avere valori compresi tra 1.200- 1.300 miliardi di dollari (secondo Bank of America Merrill Lynch), 1.600-2.300 miliardi (per Goldman Sachs) e 1.600-2.100 miliardi (Hsbc).

La compagnia rilascerà un prospetto sull’Ipo il 9 novembre. Per ora circolano solo indiscrezioni: si parla di inserire sul mercato l’1 o il 2% di azioni, per un totale di 20-40 miliardi di dollari (si tratterebbe della quotazione più alta che sia mai avvenuta).

Perché quotarsi in Borsa?

Sono anni in realtà che la casa reale saudita aspettava questo momento. Finora il progetto era però rimasto sulla carta, in attesa che si stabilizzassero alcune variabili del settore, come la volatilità del prezzo del petrolio e le incertezze sul mercato valutario.

La mossa è inserita all’interno del programma Vision 2030, volto ad attirare capitali internazionali e, in questo modo, tentare di diversificare l’economia saudita, che al momento dipende pressoché totalmente dal petrolio. La strategia, fortemente promossa dal principe ereditario Mohammed bin Salman, prevede il collocamento sul mercato del 5% di Saudi Aramco in due diverse tranche, per raccogliere 100 miliardi di dollari (la società vale 2 mila miliardi di dollari). L’Ipo sarebbe inizialmente stata rinviata perché il mercato l’avrebbe valutata solo 1400 miliardi.

La scelta di Tadawul

Interessante anche la scelta di quotarsi sul mercato di Riad: Tadawul è la più grande Borsa del Medio oriente e Nord Africa e conta 171 compagnie nel listino. È altamente probabile che, in un secondo momento, i vertici di Saudi Aramco decidano di quotare la compagnia su altri listini occidentali; per il momento tuttavia anche la scelta di Tadawul potrebbe rispondere al programma “Vision 2030” nella misura in cui la creazione di capitale a livello “domestico” favorisca la diversificazione dell’economia saudita.

Cos’è Saudi Aramco?

Con una produzione giornaliera di idrocarburi pari a 13,6 milioni di barili e scorte per 227 miliardi di barili di petrolio e 257 miliardi di barili di gas, Saudi Aramco è il primo produttore mondiale di petrolio. Gli impianti sono recentemente passati all’attenzione della cronaca quando, a metà settembre, erano stati oggetto di un attacco di droni, presso gli impianti di Abqaiq e Khurais, rivendicato dai ribelli Houthi dello Yemen ma ufficiosamente riconosciuto dall’Iran. Gli attacchi avevano pesantemente danneggiato i siti di estrazione del petrolio, il cui prezzo nei giorni immediatamente successivi era schizzato a 63,56 dollari al barile (Wti) e 71,03 dollari al barile (Brent), ma era stato possibile tenerlo sotto controllo grazie anche alle ingenti scorte di Saudi Aramco.

L’intera Arabia Saudita si regge sugli utili della compagnia petrolifera i cui conti, fino a pochi mesi fa, erano totalmente secretati. La dinastia saudita ha tuttavia dovuto pubblicarli quando Riad ha deciso di collocare per la prima volta obbligazioni sul mercato internazionale – così da poter procedere all’acquisto del 70% del gruppo petrolchimico Sabic, al prezzo di 69,1 miliardi di dollari.

Come ha reagito il prezzo del petrolio?

Non si registrano comunque sia particolari rilevanti sull’andamento del prezzo del petrolio, che si presenta in leggera crescita. Il Wti aumenta dello 0,53%, a 56,84 dollari al barile, mentre il Brent prende lo 0,82%, a 62,64 dollari al barile. L’annuncio dell’Ipo di Saudi Aramco ha comunque generato effetti sulle aziende attive nel settore energetico presenti nei listini globali. A Piazza Affari Saipem è balzata inavanti del 2,2%, Eni dell'1,1% e Tenaris dell'1%.

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