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Quotazioni Ftse Mib in rosso, oggi occhi sulla Fed

Contrastati gli azionari europei, in attesa di trimestrali e conferenza stampa di Powell. In Italia la crisi di governo non pesa sullo spread, in calo a 117 punti

  • Alle 10:32 gli indici di Borsa europei proseguono contrastati: Dax -0,16%, Cac40 +0,30%, Londra +0,05%, Piazza Affari -0,15%
  • Sul Ftse Mib balzo in avanti delle quotazioni Unicredit, che avanzano del 4,45% dopo la nomina del nuovo ceo
  • Dollaro in rialzo, EUR/USD a 1,21. Stasera la conferenza stampa della Fed

Apertura in calo per le quotazioni sul Ftse Mib, che a pochi minuti dall’avvio della sessione di scambi perde lo 0,11%, mentre lo spread sale a 118 punti nel primo giorno di consultazioni dopo le dimissioni, ieri, del governo Conte.

Stesso trend per il resto degli azionari europei, che a quasi mezz’ora dall’apertura viaggiano al di sotto della parità: in calo Dax e Ftse 100, si mantiene in area positiva solo il Cac40 di Parigi, che avanza dello 0,37%.

Quotazioni Ftse Mib in calo: cosa sta succedendo in Borsa oggi?

Dopo la chiusura in rialzo di ieri, al momento l’indice di Milano fatica a guadagnare di nuovo la parità e resta ancora al di sotto di quota 22 mila punti (21.950 alle 9:28), un calo dello 0,17%.

Non bastano i rialzi del titolo Diasorin (+1,01%), di Telecom (+0,98%) e Unicredit (+0,98%). Proprio quest’ultimo promette di catalizzare l’attenzione degli investitori nei prossimi giorni dopo che, ieri, è stato annunciato che a prendere il posto del Ceo Jean Pierre Mustier, da aprile, sarà Andrea Orcel, ex capo dell'investment banking di Ubs.

Mustier aveva annunciato il suo passo indietro dalla carica all’inizio di dicembre, confermando comunque il suo impegno fino alla scadenza del mandato, ad aprile. Orcel verrà dunque nominato dal Cda di Gae Aulenti in occasione dell’assemblea del 15 aprile.

In queste ore si sta tenendo il Cda straordinario di Unicredit, che ieri sera alla notizia è balzata di circa il 5%.

In calo il titolo Interpump (-1,66%), Stmicroelectronics (che interrompe il rally di inizio settimana e oggi lascia sul terreno l’1,25%), così come Nexi (-1,48%) e Atlantia (-1,41%).

Crisi di governo: cosa succede ora?

Alle 17:00 via alle consultazioni al Quirinale per esplorare la fattibilità di un nuovo governo dopo che, ieri, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha formalizzato la crisi di governo e rassegnato le proprie dimissioni. Durante l’ultima settimana l’esecutivo ha raggiunto numeri troppo bassi, soprattutto al Senato (che ha confermato la fiducia con soli 156 voti), per garantire la governabilità del paese.

Oggi dunque saliranno al Colle i presidenti di Camera e Senato, Maria Elisabetta Casellati e Roberto Fico. Tra le possibilità: un governo Conte-ter basato su una maggioranza più forte (Pd, Movimento 5 Stelle, Leu e, si spera, un gruppetto di “volenterosi”, disponibili alla formazione di un governo in questo senso: ne basterebbero una decina scarsa); il ritorno alle elezioni, altamente improbabile ma caldeggiato soprattutto dal centro-destra (Matteo Salvini, Lega, e Giorgia Meloni, Fdi); governo “di unità nazionale”, particolarmente simpatico a Silvio Berlusconi e nominato anche da Matteo Renzi (artefice della crisi di governo), ma che si scontra con la ferma opposizione di tutti i partiti precedentemente elencati.

Nel frattempo, i mercati non sembrano soffrire più di tanto l’instabilità politica – nonostante ieri gli occhi dell’Europa fossero puntati alla situazione italiana. Eppure ieri lo spread è arrivato a chiudere in calo in area 117 punti, mentre Piazza Affari saliva dell’1,16% in chiusura grazie alla buona performance di Unicredit.

Così, mentre prosegue la tre giorni delle aste di fine mese sul primario con 7 miliardi di BoT semestrali offerti oggi dal Tesoro e il differenziale tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi osserva un rialzo modesto a 117 punti, gli investitori oggi sembrano volersi concentrare piuttosto su quanto accade dall’altro lato dell’Atlantico – principalmente riunione della Federal Reserve e trimestrali.

Uno sguardo al resto dei mercati finanziari

  • Usa – si conclude oggi la riunione della Federal Reserve. Stasera il presidente della banca centrale Usa, Jerome Powell, interverrà in conferenza stampa per annunciare le decisioni prese dal Fomc (l’organo esecutivo della Fed). Gli analisti si attendono un proseguimento delle posizioni accomodanti della Fed, con particolare attenzione ai progetti di ripresa della nuova amministrazione Biden – primo fra tutti il pacchetto di stimoli fiscali per risollevare l’economia Usa, un maxi piano da 1.900 miliardi di dollari che la Fed appoggia, seppur consapevole della difficoltà per l’implementazione del piano. Attenzione oggi anche alle trimestrali della big sull’S&P 500: oggi è la volta di Apple, Facebook e Tesla.
  • Forex – Forte rialzo per il dollaro, con il sentiment degli investitori che, in vista delle decisioni della Fed, torna cauto. In mattinata il Dollar Index sale a quota 90,31 mentre il cambio EUR/USD precipita dello 0,26% a 1,2128. Stabile invece l’USD/JPY, a 103,751.
  • Materie prime – leggero ribasso per il prezzo dell’oro, che scende a 1.846 dollari l’oncia. Quanto al barile, invece, nonostante il nervosismo davanti agli ultimi problemi sorti attorno all’approvazione del maxi pacchetto di stimoli Usa e l’andamento, ancora preoccupante, della pandemia di covid-19, i dati sull’andamento dei tagli alla produzione aiutano il greggio a mantenere i rialzi. Il Wti quota a 53 dollari e il Brent supera i 56, mentre un report di Petro-Logistics conferma che la poltiica dei tagli alla produzione viene rispettata in media all’85%.

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