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Quotazioni Ftse Mib in calo, occhi sulle azioni Atlantia

Avvio di settimana in calo per il Ftse Mib, in linea con il resto degli azioari europei. T-bond Usa, rendimenti in area 1,4%, cautela su rialzo inflazione nello scenario post-covid

Ftse Mib sottotono in avvio di settimana. L’indice di Milano apre in calo dello 0,8%, appena al di sotto della soglia dei 23.000 punti (22.952), in linea con il resto degli azionari europei in una giornata che si prospetta cauta, con gli occhi puntati sulle prospettive di ripresa economica – e conseguenti timori per l’andamento dell'inflazione.

Ftse Mib in calo, attenzione su Atlantia

Sull’indice Mib di Milano pesa la cautela degli investitori globali. Da una parte l’andamento della campagna di vaccinazione (i cui effetti ancora sono in gran parte da valutare), dall’altra la corsa dei rendimenti sui titoli decennali Usa frenano l’ottimismo degli operatori di Borsa per un’eventuale ripresa – si teme uno shock sul mercato, soprattutto in previsione di un eccessivo balzo dell’inflazione. Non solo: nel frattempo preoccupa l’andamento dei nuovi contagi nel Vecchio Continente, soprattutto delle nuove varianti del covid-19.

Sul Ftse Mib tutto ciò si traduce in un calo dello 0,84% a pochi minuti dall’apertura. In rialzo anche lo spread, che oggi viaggia sui 93 punti (+0,08%), nei giorni in cui il neo-insediato governo Draghi inizia a prendere le redini della ripresa nostrana.

Attenzione al titolo Atlantia, in rialzo oggi del 3,49% a 15,58 euro per azione dopo che sabato scorso il Messaggero ha scritto che il consorzio Cassa Depositi e Prestiti è pronto a presentare un'offerta vincolante per l'88% di Autostrade per l'Italia (Aspi) a un prezzo collocato nella parte alta della forchetta di 8,5-9,5 miliardi di euro – di cui 6,1-7,2 miliardi in cash e il resto dilazionato in 3-4 anni.

In rialzo anche i titoli legati al settore petrolifero, all’indomani di un leggero rialzo del prezzo del petrolio. È così che le azioni Eni avanzano dello 0,63% mentre le Saipem riescono a mantenersi leggermente al di sopra della parità, a +0,04%.

Il prezzo del petrolio nelle ultime ore ha guadagnato lo 0,84%, salendo a 63,44 dollari al barile – il Brent; il Wti viaggia invece ancora al di sotto dei 60 dollari al barile, a 59,72 dollari (+0,81%).

Attenzione inoltre al settore telecomunicazioni. Il quotidiano La Stampa ha lasciato trapelare che Cdp potrebbe decidere oggi di rinunciare al suo diritto di prelazione per l'acquisto del 50% di Open Fiber, aprendo la strada alla vendita di metà della società al fondo Macquarie – il tutto in vista della fusione tra la stessa Open Fiber (operatore all’ingrosso delle infrastrutture di rete, posseduto al 50% e 50% da Enel e Cdp, e Fibercop, infrastruttura a guida Enel. Sempre secondo la Stampa Cdp punterebbe comunque ad acquisire il 10% di Open Fiber, in modo da controllare la maggioranza della società e sostenere il progetto di rete unica.

Oggi è previsto un cda di Cassa Depositi e Prestiti, secondo quanto riferisce Reuters. All’ordine del giorno la lista per il rinnovo del cda di Telecom Italia.

Al momento, le azioni Enel perdono l’1,11% e scendono a 8,11 euro l’una.

Sul fronte bancario occhio oggi a Bper, il cui titolo oggi perde circa l’1,77% a 1,82 euro per azione dopo che l’istituto emiliano ha completato l'acquisizione di 486 filiali e 134 punti operativi da Intesa Sanpaolo, concentrati prevalentemente in Lombardia, così come da accordi decretati dall’Antitrust all’indomani dell’opas lanciata da Intesa a Ubi Banca e completata quest’estate. Il prezzo finale dell’operazione per Bper è ammontato a 644 milioni di euro.

Panoramica sul resto dei mercati finanziari

  • Europa – alle 10:20 anche il resto degli azionari europei prosegue in ribasso: il Dax tedesco perde lo 0,86%, il Cac40 francese lo 0,67%, giù anche il Ftse 100 britannico a -0,62%. In Germania l’indice IFO sulla fiducia delle aziende sale oltre le aspettative, dai 90,3 punti di gennaio ai 92,4 punti di febbraio.
  • Usa – Futures in calo, sale l’attenzione attorno ai rendimenti dei Treasuries dopo la raffica di vendite degli ultimi giorni. Il tasso sul decennale statunitense viaggia in rialzo dell’1,4% la scorsa settimana, gli analisti prevedono correzioni sul mercato nel momento in cui dovese toccare quota 1,5%.
  • Forex – Rally della sterlina, con il cambio GBP/USD a quota 1,401, mentre il rialzo dei tassi del T-bond statunitense si riflette anche sul dollaro – il Dollar Index avanza dello 0,17% a 90,45. Debole la coppia EUR/USD, che perde lo 0,08% ma riesce comunque a mantenersi in area 1,21.

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