Prezzo dell’oro in rialzo dopo una settimana di allarme coronavirus

Il prezzo del metallo prezioso, insieme a quello di altre materie prime, negli ultimi giorni ha subito diversi scossoni in concomitanza dei timori dei mercati

Anche le materie prime hanno scontato gli effetti del timore pandemia dopo che, dall’inizio della settimana, un virus (identificato come coronavirus, simile a quello che, nel 2003, provocò l’esplosione della Sars) ha provocato già 26 vittime e contagiato oltre 500 persone in Cina (con casi registrati anche in Giappone, Tailandia, Corea del Sud e Stati Uniti).

Memori della Sars, i mercati hanno reagito con un immediato ribasso. Di contro, al diffondersi della notizia il mercato dei metalli preziosi ha seguito un andamento opposto: martedì l’oro ha raggiunto il massimo (1.568 dollari l’oncia) da due settimane.

D’altra parte, il prezzo dell’oro è tornato a scendere ieri, quando l’Organizzazione Mondiale del Commercio ha dichiarato, dopo una riunione d’emergenza, che (nonostante i pareri contrastanti) la situazione non richiede ancora la messa in stato di emergenza della comunità globale; salvo poi tornare a subire un rialzo in giornata, in vista della pubblicazione dei dati sull’indice Pmi Usa (il composite ha registrato un valore di 53,2, il settore manifatturiero ha deluso le aspettative, fermandosi a 51,7, mentre il terziario si assesta su 53,2 punti).

A margine di tutto ciò, gli analisti ricordano anche come, in concomitanza con il capodanno lunare cinese, che partirà ufficialmente domani, il prezzo dell’oro tenda tradizionalmente a subire un leggero rialzo.

Al momento, l’oro quota a 1.571 dollari l’oncia, il massimo da inizio gennaio, superando anche i livelli raggiunti martedì.

Perché anche il rame è sceso così tanto?

Interessante anche l’andamento del rame, che negli ultimi quattro giorni ha subito un calo del 4,88% in parallelo ai movimenti dei mercati asiatici. Il timore di un espandersi del virus e l’effetto negativo sui listini asiatici ha infatti provocato aspettative di un calo della domanda da parte della Cina, tra i principali importatori di rame dal Cile (il primo produttore al mondo di rame).

Da martedì il prezzo del rame è sceso a 5,950 dollari l’oncia.

Come è cambiato il prezzo del petrolio?

Quanto al petrolio, anche l’andamento del prezzo dell’oro nero ha subito un ribasso in settimana a causa della pubblicazione, mercoledì, di stime sulle scorte ben superiori rispetto al previsto per la prima metà del 2020. Tale surplus ha determinato una caduta che ha fatto tornare il prezzo del greggio a minimi che non si vedevano proprio da prima del vertice dell’Opec (il 4 dicembre), con il Wti che è sceso a quota 56,93 dollari al barile e il Brent a 62,66 dollari al barile.

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