Prezzo dell’oro in calo: davanti al coronavirus non reggono più neanche i beni rifugio

Il panico sui mercati ha scatenato una corsa alla vendita dell’oro, con gli investitori alla ricerca di liquidità

Le vendite sui mercati scatenate dalla crisi coronavirus si riflettono anche sul prezzo dell’oro, che nelle ultime ore è sceso sotto la soglia psicologica dei 1.500 dollari l’oncia.

Perché anche il prezzo dell’oro sta scendendo?

A determinare il calo è principalmente la ricerca di liquidità da parte degli investitori, soprattutto all’indomani delle misure intraprese dalle banche centrali che, nelle ultime settimane, continuano a iniettare liquidità nel sistema, nel tentativo di supportare il credito e, dunque, l’economia reale.

D’altra parte, il fatto che le pressioni sul mercato presumibilmente non si fermeranno fino a quando non verrà trovato un vaccino in grado di fermare la pandemia tuttora in corso, per gli investitori l’oro resta l’ultima scorta di liquidità pronta ad essere venduta.

“Ci aspettiamo che i prezzi del petrolio nel breve termine rimangano sotto pressione per questa ragione, prima di risalire” dichiarano gli analisti di Credit Suisse. “Ricordiamo che una dinamica simile è accaduta all’inizio della crisi finanziaria del 2008, quando l’oro è sceso del 25% prima di risalire e riflettere la politica monetaria più flessibile”.

Si tratta dunque di un crollo generalizzato, tanto dei mercati azionari quanto delle materie prime e del metalli preziosi: la crisi ha scatenato una rincorsa alla liquidità. L’incertezza sulla durata della crisi non fa altro che aggiungere benzina sul fuoco riguardo al sentiment degli investitori.

D’altra parte, anche i rendimenti dei titoli di stato Usa giocano un ruolo fondamentale nel determinare il prezzo dell’oro. Credit Suisse ricorda come il metallo prezioso sia aumentato durante il 2019, quando la Federal Reserve ha progressivamente tagliato i tassi di interesse sul dollaro. Negli ultimi giorni, l’aumento dei rendimenti sta spingendo una forte richiesta di dollari, ponendo ancora più pressione sul prezzo dell’oro.

Come reagiscono gli altri metalli preziosi davanti alla crisi coronavirus?

Attualmente, l'oro quota a 1.484 dollari l’oncia – in ribasso circa il 3,5%. D’altra parte, tra i metalli preziosi è quello che sta osservando i cali minori.

L’argento viaggia a 1.172,5 dollari l’oncia (-7,3%), mentre il platino scende addirittura dell’8,65%, a 609 dollari l’oncia. Leggermente meglio il palladio che, dopo aver raggiunto i suoi massimi storici all’inizio dell’anno, oggi segna un ribasso del 2,6%, a 1.610 dollari l’oncia.

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