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Poste italiane, 3 fattori da tenere d’occhio in vista della trimestrale

Boom nel comparto spedizioni anche nel terzo trimestre, complice la pandemia di Covid-19, ma scendono i ricavi da investimenti con il calo del rendimento dei Btp

Poste Italiane si appresta a pubblicare i conti per il terzo trimestre 2020, che saranno resi noti giovedì prossimo, 12 novembre.

Cosa si attendono gli analisti?

Le prospettive per i primi nove mesi di Poste Italiane tornano a farsi più rosee, in un anno pesantemente impattato dalla pandemia di covid-19. Il consensus dei principali analisti nazionali e internazionali prevede ricavi consolidati compresi tra una forbice di 2,46 miliardi di euro e 2,57 miliardi: gli esperti si attendono una media pari a 2,51 miliardi – in rialzo rispetto ai risultati consolidati del seocndo trimestre, a 2,31 miliardi (il 13,1% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019.

Atteso in rialzo anche l’utile netto, atteso a 316 milioni di euro e in grado di oscillare tra un minimo di 268 e un massimo di 334 milioni di euro. Nel secondo trimestre si era assestato a 239 milioni, in calo del 26,6% rispetto al periodo marzo-giugno del 2019 e del 28,5% rispetto ai primi tre mesi del 2020.

Quanto al risultato operativo, il consensus stima un aumento a 451 milioni di euro, incluso tra 401 milioni al minimo e 476 al massimo. Nel secondo trimestre l’ebit era ammontato a 325 milioni,il 29,9% in meno anno su anno e il 29,2% in meno trimestre su trimestre. La banca d’investimento svizzera Ubs giustifica la previsione con la pressione sui prezzi che, secondo gli analisti, resterà pressoché invariata rispetto al trimestre prevedente.

Nello specifico, la banca d’affari svizzera Ubs è leggermente più ottimista e prevede l’ebit a 453 milioni di euro, un guadagno del 39% rispetto al secondo trimestre, ma mantiene il giudizio “neutral”, con target price invariato a 8,40 euro.

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Come ha inciso la pandemia di covid-19 sui conti di Poste Italiane?

Per Ubs, nel terzo trimestre Poste Italiane riporterà risultati in linea con la performance attesa. “Gli investitori cercheranno una maggior visibilità sui volumi postali e sui ricavi, il principale ostacolo negli ultimi trimestri”, commentano dalla banca d’investimento.

Attenzione anche al rendimento dei Btp italiani: oggi il titolo decennale ha raggiunto il nuovo minimo storico, scendendo per la prima volta sotto la soglia dello 0,60 per cento sul secondario dei titoli di stato Mts, con lo spread tra Btp e Bund in calo a 121 punti base.

Quello di oggi è il risultato di un trend che ha iniziato a osservare ribassi già durante il terzo trimestre, con ripercussioni anche sugli utili di Poste Italiane. È così che Ubs prevede un net interest income a 399 milioni, in calo del 3% su base annua.

D’altra parte, per quanto il terzo trimestre sia coinciso con un allentamento dell’emergenza sanitaria legata al covid-19, le restrizioni e il boom nel settore delle spedizioni che ne sono derivati sembra destinato a spalmarsi lungo tutto il 2020.

Dall’inizio dell’anno il comparto spedizioni, nel suo segmento business to consumer, ha segnato un balzo del 52%, con ricavi nel comparto aumentati del 18,7% (473 milioni in sei mesi) un aumento delle spedizioni di oltre il 31%, corrispondente a 90 milioni.

“Già da tempo la nostra strategia prevede di potenziare l’infrastruttura logistica del gruppo, rafforzando la leadership nei servizi per l’ecommerce” commenta Matteo Del Fante, direttore generale del gruppo Poste Italiane.

Come si stanno muovendo le quotazioni Poste Italiane?

Se Ubs lascia il suo giudizio su Neutral, al 14 agosto, lo scorso 8 settembre JP Morgan ha confermato il suo Overweight, alzando il target price a 12,9 euro per azione.

Al momento le azioni Poste Italiane avanzano dell’1,79% a 7,72 euro l’una, in linea con il resto del listino principale di Milano che, sulla scia della buona performance dei futures su Wall Street (in seguito alla vittoria di Biden nelle elezioni Usa) avanza di oltre due punti percentuali.

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