Pil italiano crolla nel primo trimestre, Visco: Caduta ancora più marcata nei prossimi mesi

La crescita italiana si è contratta del 5m3%, calo concentrato soprattutto dall'inizio del lockdown. Male anche la Francia, ma i mercati non accusano il dato – sono più preoccupati per le tensioni Cina-Usa

Nel primo trimestre del 2020 in Italia il prodotto interno lordo è diminuito del 5,3% rispetto al trimestre precedente in termini congiunturali e del 5,4% rispetto ai primi tre mesi del 2019 (con una giornata lavorativa in più): sono i dati resi noti in mattinata dall’Istat, che ha rivisto la stima preliminare del 30 aprile in ribasso rispetto al 4,7% (trimestre su trimestre) e del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2019.

“Gli indicatori disponibili segnalano una caduta ancora più marcata nel secondo (trimestre)” ha dichiarato il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che stima un crollo del Pil nel 2020 pari al 9%, “superiore a quella sofferta tra il 2008 e il 2013”. Quanto alla ripresa, tutto dipende da variabili difficili da prevedere: il tempo impiegato per la ricerca di un vaccino efficace contro il Covid-19, che ha provocato lo stop alle attività produttive per oltre due mesi, e le stesse misure di contenimento del virus. Secondo Visco, il recuperò avverrà “con lentezza”; solo nel 2021 il Pil italiano potrebbe recuperare metà delle perdite subite nelle ultime settimane.

Scendono gli investimenti, soprattutto nei settori chiave per l’Italia come quello del turismo, che sconterà il crollo delle presenze straniere. L’impatto della pandemia ha già colpito anche il mercato del lavoro: “La partecipazione al mercato del lavoro è caduta di quasi 300mila unità, scoraggiata dal peggioramento delle prospettive economiche e dalle limitazioni alla mobilità e alle attività produttive che persistono in alcuni settori”, commenta Visco. Ma più degli investimenti, scesi dell’1,5%, preoccupa il calo della domanda interna (-4%), con la spesa delle famiglie in calo del 7,5%. Notevoli le perdite anche in fatto di esportazioni (-8%) e importazioni (-6,2%)

Inoltre, incide sulla ripresa anche la situazione dei mercati globali. “Le pressioni disinflazionistiche potrebbero essere forti e persistenti – continua il numero uno di Bankitalia. “Ne è un segnale la caduta, nei principali paesi, delle attese di inflazione a breve e a lungo termine. La profondità della recessione potrebbe essere amplificata da nuove turbolenze sui mercati, dall'accentuarsi delle tendenze protezionistiche emerse nello scorso biennio, dal diffondersi di casi di insolvenza nelle economie in misura tale da innescare crisi sistemiche nel settore finanziario”.

Come ha reagito il resto dell’Unione Europea?

La situazione non migliora negli altri paesi. Anche il Pil francese ha subito un crollo analogo (-5,3% trimestre su trimestre e un crescita dello 0,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando l’economia d’oltralpe era salita dello 0,3%). Scendono anche le spese dei consumatori francesi, che ad aprile hanno registrato una flessione del 20,2% - a fronte del -16,9% di marzo.

In mattinata è arrivato anche il dato preliminare sull’inflazione nell’Eurozona, che a maggio scende dallo 0,3% del 2019 allo 0,1%. Cibo, alcol e tabacco dovrebbero registrare il tasso annuale più elevato (3,3%, rispetto al 3,6% di aprile), seguite dai servizi (1,3%, rispetto all'1,2% di aprile), beni industriali escluso energia (0,2%, rispetto allo 0,3% di aprile) mentre scivola l'energia (-12%, rispetto a - 9,7% ad aprile).

In Italia, l’indice dei prezzi al consumo preliminare a maggio ha raggiunto per la prima volta dall’ottobre 2016 un valore negativo, a -0,2%, spinto al ribasso soprattutto dai prezzi del carburante.

Come hanno reagito gli indici europei?

D’altra parte, seppur rivisti leggermente al ribasso, si tratta di dati ampiamente attesi dai mercati, che nella giornata odierna sono molto più preoccupati per le tensioni geopolitiche tra Cina e Usa.

I principali azionari europei ritracciano dunque le perdite con cui hanno aperto la sessione, senza però raggiungere la parità, in attesa della conferenza stampa con cui oggi il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annuncerà le azioni nei confronti di Pechino.

Al momento dunque gli indici europei viaggiano tutti al di sotto dello zero, con il Dax che perde oltre l’1%, Parigi in ribasso dello 0,70% e Madrid che lascia sul terreno l’1,14%. Meglio di tutte Milano, che perde solo lo 0,13%, grazie alla spinta di Monte dei Paschi di Siena (+15,36%) dopo che la commissaria europea alla Concorrenza, Margrethe Vestager, ha dato il nullaosta per la creazione di una bad bank nella quale far confluire una parte dei crediti deterorati di Mps.

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