Oro: prezzi in picchiata dopo tregua Arabia Saudita-Yemen

L’annuncio di un cessate il fuoco in Medio Oriente e l’attenuarsi delle tensioni tra Cina e Usa ha rafforzato il dollaro, provocando una flessione del metallo prezioso

Lunedì difficile per il mercato delle materie prime: i futures sull’oro con consegna a dicembre sono in netto calo e sono tornati nuovamente sotto la soglia psicologica dei 1500 dollari l’oncia. Prosegue dunque il trend negativo per il terzo giorno di seguito e i prezzi hanno aggiornato i minimi dal 13 agosto, a 1.480 dollari. A determinare il movimento potrebbero essere anche le notizie sul cessate il fuoco tra Yemen e Arabia Saudita.

Cosa è successo nello Yemen?

Da oltre quattro anni lo Yemen è infatti dilaniato da una guerra civile in cui si scontrano gli interessi di Arabia Saudita e, in maniera più indiretta, dall’Iran.

Nella guerra civile si scontrano il nord e il sud di un paese, lo Yemen, di recente unificazione (1990). Gli scontri hanno avuto inizio con la presa di potere da parte del gruppo armato sciita degli Huthi, che nel 2015 ha conquistato la capitale del paese, San’a, e costretto l’allora presidente Hadi a rifugiarsi presso Aden, nel sud del paese. Da allora i sunniti al sud e gli sciiti al nord si fronteggiano in uno scontro sanguinoso, spalleggiati rispettivamente da una coalizione di paesi sunniti (Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrain e Qatar) capeggiati dall’Arabia Saudita, e dall’Iran.

Gli ultimi sviluppi

A rendere più grave la situazione è stato inoltre l’insinuarsi di gruppi terroristici come Al-quaeda e Isis. Difficilmente il conflitto balza agli onori della cronaca, salvo che per avvenimenti eclatanti, come l’attacco di due settimane fa dei giacimenti di petrolio in Arabia Saudita. In quel caso, nonostante l’attacco sia stato rivendicato dagli Huthi yemeniti, gli Stati Uniti hanno accusato l’Iran come mandante. Il tutto ha provocato un aumento dei prezzi del petrolio, che ne i giorni immediatamente successivi ha rischiato di oltrepassare i 70 dollari al barile.

Cosa succederà al prezzo dell’oro?

Alla notizia del cessate il fuoco nello Yemen si affianca il cauto ottimismo con cui Stati Uniti e Cina sembrano voler riprendere le trattative commerciali. Nonostante le tensioni seguite all’annuncio, venerdì, della volontà da parte degli Usa di non voler quotare nei propri listini le società cinesi, permane una certa positività. Le trattative dovrebbero riprendere il 10 o 11 ottobre. Il dollaro si sta leggermente apprezzando verso le altre valute mondiali, con il cambio EUR/USD sceso sotto 1,09 per la prima volta da maggio 2017.

“Oltre che ai toni più distesi in Medio Oriente, anche l’apprezzamento del biglietto verde sta pesando sull’intero comparto, con l’oro che rimane l’asset più penalizzato” dichiara il nostro strategist Vincenzo Longo, che aggiunge come le vendite potrebbero proseguire verso 1.450 dollari, dove incontrerà un supporto strategico interessante.

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