Prezzo gas naturale: correlazione in crisi col petrolio

Petrolio e gas naturale in direzioni opposte, il primo in crescita da inizio anno, sorretto dai tagli di produzione dell'Opec, il secondo in calo del 13% sul ritorno della bella stagione: quali fattori muovono le commodities?

Gas naturale petrolio Fonte: Bloomberg

Gas naturale controcorrente nella giornata di giovedì ove, al brusco calo del prezzo del Crude sceso oltre il 5%, ha fatto seguito una ripresa del natural gas pari al +1,2%. Quali fattori muovono il prezzo delle commodities?

Prezzo gas naturale: contesto e fattori base

Mentre il greggio è caduto vittima della sensibilità di mercato sulle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Cina, il gas naturale ha reagito in maniera più moderata. Non solo: le quotazioni del greggio sono state penalizzate dalla notizia dell'ennesima crescita settimanale delle scorte di petrolio a stelle e strisce (riportate nel pomeriggio di mercoledì), nonché dal parziale allentamento dei problemi geopolitici in Medio Oriente, specie in Iran, che hanno sollevato le pressioni lato offerta.

La consapevolezza di un mercato che ha escluso l’ipotesi di scarsità del petrolio si è accompagnata al taglio delle stime di crescita globali per l’anno 2019 e ai dati negativi riguardanti gli indici PMI sia in Europa che negli Stati Uniti.

Infine, la questione dollaro: essendo quotate in USD, l’intero comparto delle materie prime tende a subire il rialzo del biglietto verde, che a parità di condizioni rende il prezzo delle commodities più caro.

Gas naturale vs petrolio: tra stagionalità e Opec

Da una prima analisi di confronto tra i prezzi del petrolio e quelli del gas naturale è immediato notare come, mentre il primo a partire da inizio anno ha registrato una performance positiva e crescente (+26% rispetto ai valori correnti e +38% rispetto ai massimi di quotazione di fine aprile), il gas si è mosso in maniera opposta, portando a casa da gennaio una performance del -14%. Su quest’ultima variazione ha pesato anzitutto la minore domanda attesa dalla Cina e la stagionalità che spinge i prezzi a ribasso nei mesi più caldi.

A favore del greggio ha invece giocato la decisione dell’Opec +, l’Organizzazione mondiale dei principali produttori di petrolio assieme con la Russia, di effettuare tagli alla produzione giornaliera di greggio col fine di sostenerne il livello dei prezzi. In tale frangente, ad approfittarne sono stato anzitutto gli Stati Uniti, che hanno beneficiato di un maggior spazio sul mercato per implementare i propri livelli di output.

L’Opec, che si riunirà nuovamente il prossimo 25-26 giugno, dovrebbe mantenere invariata la propria politica di tagli, nonostante Mosca si sia mostrata meno convinta di quanto non fosse a dicembre 2018.

Analisi scorte petrolio – scorte gas naturale

In un periodo non facile per i mercati nel loro complesso, l’attenzione degli operatori si è spostata giovedì sui dati pubblicati dall’EIA, l’Agenzia d’informazione per l'energia: le scorte di greggio statunitensi hanno registrato per l’ottava volta consecutiva una crescita settimanale molto al di sopra delle attese a 4,70 milioni di barili in più, rispetto ai 600 mila barili in meno stimati. Vice versa, l'aumento registrato dal gas naturale (100.000 milioni di piedi cubi) è risultato inferiore a quello della settimana precedente (106.000 milioni) e a quello scontato dal mercato (104.000 milioni).

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