La FED taglia i tassi d'interesse a causa del coronavirus

È la prima volta dalla crisi del 2008 che la Federal Reserve abbassa il costo del denaro al di fuori di una riunione ordinaria: la mossa dovuta all’emergenza coronavirus

In pochi se l’aspettavano, nonostante nei giorni scorsi se ne fosse ampiamente parlato: la Federal Reserve ha annunciato un taglio dei tassi di interesse di mezzo punto percentuale, passando così a una forbice 1%-1,25%. È quanto ha annunciato il Fomc, il comitato esecutivo della Banca centrale statunitense, dopo la conclusione dell’incontro tra i governatori delle banche centrali e i relativi ministri delle finanze delle sette principali economie mondiali, riuniti per studiare una risposta economica davanti all’emergenza coronavirus.

Perché la Fed ha tagliato i tassi? Colpa del coronavirus?

Nel comunicato del Fomc si legge che, nonostante l’economia Usa si mantenga ancora abbastanza stabile, la Fed ha deciso di tagliare i tassi di interesse in risposta alla crisi innescata dall’espandersi dell’epidemia di coronavirus. Il comitato “sta monitorando gli sviluppi e le loro implicazioni per le previsioni economiche e userà i suoi strumenti e agirà in maniera appropriata per supportare l’economia”, si legge nella nota.

Nell’ultima riunione della Federal Reserve, prima ancora del diffondersi del Covid-19, l’istituto centrale aveva fatto sapere di non voler abbassare il costo del denaro almeno fino al 2021, ritenendo che l’economia Usa fosse “in lenta ma stabile crescita”. Tutt’al più, si attendevano movimenti verso la fine del mese, quando il Fomc si sarebbe riunito di nuovo.

L’aggravarsi dell’emergenza coronavirus ha invece reso necessario un provvedimento straordinario, come richiesto a gran voce dai governatori delle altre principali banche centrali (Bce prima di tutte) e sull’esempio di quelle asiatiche. Già diverse settimane fa, la Banca centrale cinese ha iniziato a implementare misure di politica monetaria volte ad alleviare il fardello economico provocato dallo stop forzato di aziende e industrie, tramite tagli ai tassi di interesse sui prestiti a breve e medio termine e iniezioni di liquidità nel sistema.

Poche ore fa anche la Banca centrale australiana ha provveduto ad abbassare i tassi, raggiungendo il minimo di 0,5% dopo un taglio di 25 punti base. Le pressioni, alimentate anche e soprattutto dal presidente Usa Donald Trump (da sempre sostenitore di bassi tassi, in grado di stimolare l’economia), hanno dunque portato alla decisione di un taglio anche da parte della Fed.

Quanti contagi da coronavirus hanno gli Stati Uniti ora?

Al momento ci sono 118 casi di contagi negli States con già 9 persone decedute. Anche gli Stati Uniti hanno un focolaio nell'area di Washington con 18 persone positive.

Cosa è stato deciso nella riunione del G7?

La notizia è arrivata a conclusione della riunione straordinaria tra gli stakeholder delle principali economie globali. Tuttavia, il comunicato ufficiale rilasciato per l’occasione non fornisce dettagli sulle misure concordate, limitandosi ad annunciare l’utilizzo “di tutti gli strumenti appropriati per raggiungere una crescita forte e sostenibile, oltre a salvaguardare le economie dai rischi di ribassi”.

Come hanno reagito le Borse?

A Wall Street l’impennata è durata solo pochi minuti: subito dopo l’annuncio il Dow Jones ha guadagnato oltre 200 punti, mentre i rendimenti Usa decennali hanno osservato un aumento di oltre 5 punti base, arrivando a 1,137%. Al momento invece il Dow Jones è tornato a quota -0,2, ai livelli della vigilia, mentre l’S&P500 perde lo 0,5% e il Nasdaq viaggia quasi sulla parità, a -0,1%. La volatilità resta comunque molto alta.

Scende invece il dollaro: il Dollar Index è sceso dello 0,55%, a 96.991 punti, raggiungendo poi il minimo da sei settimane, a 96.926 punti.

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