Indici Pmi: segnali di ripresa per la Germania e il Regno Unito, Francia sconta effetto scioperi

Bene il settore manifatturiero in tutti i paesi analizzati, mentre rallentano i servizi. Il 2020 inizia con cauti segnali di ripresa per Berlino

Pubblicati in mattinata i dati sulle previsioni degli acquisti nel settore manifatturiero e servizi in Unione Europea, utili per identificare lo stato di salute dell’industria e del settore terziario nei vari paesi. L’indice fornisce dati sulle prestazioni dell’azienda attraverso i dati sugli acquisti che i direttori delle aziende sono in procinto di fare.

Le previsioni in Francia

I primi a pubblicare sono stati i francesi. Alle 9:15 sono infatti state rese note le previsioni sugli acquisti nel comparto manifatturiero, che hanno evidenziato valori leggermente superiori alla media. A gennaio infatti il settore ha registrato 51 punti, confermandosi dunque in positivo e più alto delle aspettative, ferme a 50,6.

Deludono invece i servizi, comunque in espansione ma in rallentamento, a 51,7. D’altra parte, potrebbero aver influito gli scioperi che da settimane scuotono la Francia, scatenati soprattutto dall’ipotesi di una riforma delle pensioni. Tale rallentamento ha provocato un risultato più basso delle aspettative dell’Indice PMI Markit composito, che si è fermato a 51,5 punti rispetto al 52 di dicembre – si tratta del valore più basso degli ultimi quattro mesi.

In Germania

Segnali di ripresa arrivano invece dalla Germania, che a gennaio ha visto un aumento dell’indice in tutti i settori: settore manifatturiero a 45,2, settore dei servizi a 54,2, Pmi composito a 51,1. Resta la preoccupazione per il comparto manifatturiero, ancora in contrazione (sotto i 50 punti). D’altra parte, il buon dato sui servizi ha avuto modo di riflettersi anche sulle industrie, lanciando segnali di ripresa per Berlino a inizio 2020.

Resta tuttavia da capire come si evolverà la situazione dopo le dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump a Davos, al World Economic Forum, che ha minacciato nuovi dazi sul settore automobilistico europeo.

Come è andata l’Eurozona?

Nell’intera Eurozona invece i dati sono discordanti. Il settore dei servizi ha registrato un valore di 50,9 – l’economia è comunque in espansione, allo stesso tasso del mese precedente, ma a fronte di una crescita prevista a 51,2 punti). Meglio invece il settore manifatturiero: 47,8 punti, rispetto ai 46,3 di dicembre e superiore alle aspettative di 46,8. Il comparto resta dunque ancora in contrazione, ma dà segnali di miglioramento, con il tasso di rallentamento minore da cinque mesi.

La debolezza del settore manifatturiero si spiega con una diminuzione dei nuovi ordini, sebbene per il nuovo anno si prevedano scenari migliori, grazie al sentiment degli investitori salito al massimo da 16 mesi.

I dati del Regno Unito

Segnali positivi anche da Londra, che registra aumenti in tutti i settori, con l’indice Pmi composito a 52,4: un gran passo avanti, che segna il passaggio a un’espansione dell’economia dopo che, a dicembre, il dato si assestava ancora a 49,3.

Andando a scomporre il dato, il settore manifatturiero segnala ancora numeri sotto alla soglia del 50 (49,8: comunque un gran balzo in avanti, rispetto al 47,5 di dicembre), mentre i servizi segnalano un valore di 52,9.

Come ha reagito il mercato valutario?

Pochi movimenti sul Forex, con il cambio EUR/USD a 1,1037, mentre la coppia valutariaEUR/GBP registra un leggero aumento, a 0,8428.

Gli indici europei già avevano aperto in area positiva dopo le rassicurazioni dell’Oms sull’espandersi del Coronavirus (secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, sarebbe “ancora presto” per lanciare l’allarme a livello globale), ma anche per le parole di ieri della presidente Bce, Christine Lagarde, che ha comunicato la decisione della Banca centrale europea di lasciare invariati i tassi.

La pubblicazione degli indici Pmi sembra aver sollevato ancora di più i listini: Parigi segna +1,41%, Francoforte +1,35%, Londra +1,82%, Milano +1,16%.

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