Guerra commerciale a Wall Street: Nasdaq ai minimi da 32 sedute

Controffensiva di Pechino al rialzo dei dazi Usa da $200 miliardi di merci cinesi. Dal 1°giugno $60 miliardi di prodotti a stelle e strisce vessati da nuove tariffe. Sprofonda il settore tecnologico: un titolo su 100 sopra la pari

Wall Street Fonte: Bloomberg

Wall Street in profondo rosso, con l’indice Nasdaq che a due ore dall’avvio degli scambi allunga a ribasso in area -3,3% sui minimi da quasi due mesi. Non va meglio a S&P500 e Dow Jones, entrambi a -2,3%. All’origine dei cali, l’intensificarsi delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, che hanno travolto anzitutto il settore tecnologico.

Male Tesla e Activision Blizzard, rispettivamente giù del 5,7% e del 5,4%. Stangata per Apple, in scivolata oltre i cinque punti percentuali, seguito da Netflix (-4,8%), Nvidia (-4,7%) e Broadcome (-4,6%). Dell’intero paniere, un solo titolo (Xcel Energy) si muove attorno alla soglia della parità.

Guerra commerciale: quanto costano i dazi

La risposta di Pechino al rialzo dei dazi dal 10 al 25% scattato nella notte di venerdì 10 maggio su 200 miliardi di merci d’importazione cinese non si è fatto attendere: a partire dal primo giugno, la Cina aumenterà le tariffe applicate su controvalore di $60miliardi di beni a stelle e strisce, già ritoccate sul finire del 2018 dal 5 al 10%. Dei 5000 tipi di prodotti colpiti da nuovi dazi al 25%, 2.500 fanno capo al settore dei beni alimentari, dei prodotti chimici e dei beni di consumo; l'altra metà delle merci pagherà invece un rialzo tra il 10 e il 20%.

Accordo Washington-Pechino: tempo perso

Nonostante mesi e mesi di trattative aperte, Washington e Pechino da tutto questo parlare sono riuscite a trarre ben poco. Al centro della rivendicazione americana sul dragone, ancora una volta, l’accusa di furto di proprietà intellettuale ed il trasferimento forzoso di tecnologia, vero oggetto del contendere. In tal senso, la Cina sarebbe venuta a mancare su alcuni elementi chiave di un accordo commerciale “in via di sviluppo”.

Protagonisti del nuovo rialzo tariffario, sono alcune delle voci chiave dell'agricoltura americana (arachidi, zucchero, grano, ma anche pollo e tacchino) che già avevano sofferto degli effetti legati alla guerra commerciale a firma Donald Trump.

Trump su Twitter: export? Meglio gli Usa

Seppur senza un commento ufficiale da parte della Casa Bianca, la risposta del Tycoon alla controffensiva cinese su Twitter non si è fatta attendere. Il Presidente ha rimarcato come non solo i consumatori americani non abbiano da temere l’effetto di un rialzo generalizzato delle tariffe Usa-Cina, ma che la Cina dovrà ben presto fare i conti col fatto che nessuno vorrà più fare affari con prodotti (maggiorati nel prezzo) di provenienza dal Dragone.

“La Cina ha già tratto troppo vantaggio dagli Stati Uniti” ha commentato Trump, che ha aggiunto come questa “non dovrebbe vendicarsi, perché ora potrà solo peggiorare”. Ed ancora, rivolto al presidente cinese, Xi Jinping: "Avevi un bel deal tra le mani, quasi completato, e ti sei tirato indietro!".

Tra le armi ancora non utilizzate dall’Amministrazione Trump, l’imposizione di dazi al 25% su ulteriori $325 miliardi di beni cinesi.

Le tariffe, ha infine aggiunto Trump, "possono essere completamente evitate se si acquista da un Paese non vessato dai dazi, o se (la migliore delle idee) si compra il prodotto direttamente negli Stati Uniti”.

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