Dax e FTSE Mib appesantiti dal settore auto: preoccupano immatricolazioni Cina e rischio dazi Usa

Piazza Affari positiva, penalizzata da variazioni negative di Brembo, Pirelli, Fiat. Francoforte in calo: male le azioni Volkswagen, Continental, BMW. Immatricolazioni Cina giù del 15,8%. Si temono dazi Usa (15%) sull'import auto.

Fonte: Bloomberg

Apertura di settimana in rosso per il settore auto, che sconta negativamente il calo delle immatricolazioni in Cina e la paura che gli Stati Uniti possano introdurre nuovi dazi sull'import di veicoli esteri.

In una giornata tendenzialmente positiva per l’indice FTSE Mib (a +0,4%), in cima alla lista dei peggiori titoli di giornata si leggono i nomi di Bremo e Pirelli (in calo di oltre un punto percentuale) seguiti da Fiat (che perde attorno allo 0,5%); sulla parità il titolo Ferrari. Non va meglio alle firme di settore sul mercato tedesco: a Francoforte, con un Dax debole, Volkswagen perde l’1,5%, Daimler e Continental tra lo 0,9% e lo 0,7%. Debole infine BMW, a -0,5%.

Calano immatricolazioni auto Cina: -15,8%

La vendita di auto del Dragone ha registrato a gennaio una contrazione annua del 15,8%, in scia al calo del vigore economico e ad un mercato interno che dopo anni di espansione inizia ora a saturarsi.

Tale rilevazione si aggiunge ai dati pubblicati la scorsa settimana dall'Europa, con le immatricolazioni scese a gennaio del 4,6% rispetto allo stesso periodo 2018, imputabili anzitutto ad un “quadro economico di peggioramento”.

Stati Uniti: nuova minaccia dazi al settore auto

Dall’altra parte del mondo, gli Stati Uniti sono tornati a minacciare l’aumento dei dazi a stelle e strisce del 15% sulle auto e sulle loro componenti. Un rischio, questo, che si lega ad un’ulteriore paura: quella che Washington e Pechino non riescano a raggiungere un accordo entro il prossimo 1 marzo, innescando così il rialzo delle tariffe dal 10% al 25% su 200 miliardi di dollari di merci cinesi, determinando un incremento dei prezzi (anche dei veicoli) e complicando una situazione già di per sé complicata. Secondo alcuni funzionari, la minaccia dei dazi potrebbe agevolare l'ottenimento di concessioni da parte di Giappone ed Unione europea.

La notizia del possibile intervento sul fronte auto arriva dopo che il dipartimento del Commercio Usa ha presentato uno studio sul settore automotive, a seguito di un'indagine avviata a maggio 2018. Al momento, non sono ancora noti i dettagli del rapporto, ma il presidente avrà 90 giorni di tempo per decidere quali misure adottare.

Le sfide del settore auto: tra diesel e tecnologia

Il settore auto si trova ad affrontare diverse sfide: oltre a fare i conti con il rallentamento della domanda globale, i player del comparto hanno dovuto affrontare la demonizzazione delle auto diesel, i limiti più stringenti relativi alle emissioni di CO2, nonché il rapido sviluppo tecnologico che vincolerà le grandi case a nuovi investimenti per stare al passo col mercato.

In Germania le immatricolazioni a gennaio sono calate dell’1,4%, nanzitutto a causa della diminuzione degli acquisti dei privati, scesi del 7%. Peggiore il calo accusato dall’Italia, pari al 7,5%, legato al -17,8% registrato dagli ordini delle società di noleggio e dal -29% da parte delle altre società; +3,7% gli ordini da privati. Decisiva per il Bel Paese è stata la caduta delle macchine diesel, al -31,4%, e di quelle a metano (-46%). In crescita invece le auto a benzina (+27,8%), a gpl (+8,2%), ibride (+17,8%) ed elettriche (+9,3%).

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