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Indici mondiali frazionati, la settimana si apre in ribasso dopo il rally del week end

Torna a salire il petrolio grazie all’accordo Opec+ sui tagli alla produzione. Poco tonici i futures su Wall Street (nonostante il boom dei nonfarm payrolls), l’Europa aspetta l’intervento di Lagarde

Christine Lagarde Fonte: Bloomberg

Nonostante i dati confortanti sulla disoccupazione negli Stati Uniti rilasciati venerdì dal Labor Department e le buone notizie anche sul fronte del petrolio (nelle ultime ore il Wti è tornato a sfondare la soglie dei 40 dollari al barile), le Borse europee aprono frazionate, con gli occhi ancora puntati sulla ripresa economica post-pandemica e, soprattutto, su quella dei viaggi: dopo il via libera tra regioni, in Italia, si pensa ora alla questione delle frontiere - in ballo c’è una stagione turistica da salvare.

Come hanno chiuso le Borse asiatiche?

I buoni dati in arrivo dagli Usa hanno aiutato gli azionari asiatici a chiudere in rialzo, con l’indice MSCI escluso il Giappone che ha guadagnato lo 0,23%, mettendo a segno un rialzo per l’ottava seduta consecutiva.

Bene anche il Giappone dove, per quanto ancora in contrazione, il Pil relativo al primo trimestre inizia a recuperare rispetto al precedente (-0,6%, mentre il dato precedente segnava -0,9%). Rispetto ai primi tre mesi del 2019 invece il prodotto interno lordo giapponese è sceso del 2,2% (a fronte di un calo precedente del 3,4%). Il Nikkei in chiusura ha messo a segno un rialzo dell’1,38%, mentre il più ampio indice Topix guadagna l’1,13%.

Positiva anche la Cina, nonostante i dati sulle esportazioni di maggio abbiano risentito della crisi globale dovuta al coronavirus, che ha sensibilmente ridotto il volume dei commerci – solo nelle ultime settimane le misure di lockdown hanno iniziato a essere alleggerite. Shanghai guadagna lo 0,24%, meglio di tutte China A50, a +0,76%.

Viaggia invece leggermente al di sotto della parità Hong Kong, dopo settimane di alte tensioni con Pechino e la minaccia di un intervento degli Stati Uniti.

Come hanno reagito gli indici Usa ai dati macro?

Gli analisti si aspettavano il crollo occupazionale peggiore dalla seconda guerra mondiale: invece non solo non è accaduto, ma il numero degli occupati di maggio è addirittura risalito, con 2,5 milioni di persone tornate a lavoro e un tasso di disoccupazione al 13,3% (rispetto al 14,7% di aprile).

Eppure i futures su Wall Street fanno pensare a un’apertura al ribasso, a segnare uno stop ai guadagni della settimana scorsa, quando il Dow Jones ha guadagnato il 6,8% e l’S&P 500 il 4,9%. Il Nasdaq invece è arrivato recuperare i massimi pre-coronavirus, in rialzo del 3,4%.

D’altra parte, per quanto soprattutto alla fine della settimana scorsa gli azionari Usa abbiano beneficiato dei buoni dati sui nonfarm payrolls, ora l’attenzione torna sulla riapertura dell’economia dopo settimane di lockdown – soprattutto nel settore servizi.

Intanto, qualche spiraglio di fiducia arriva dal prezzo del petrolio: il Wti nelle ultime ore è infatti tornato a sfondare i 40 dollari dopo l’incontro, durante il fine settimana, tra i paesi dell’Opec+. Sembra infatti che i maggiori produttori di petrolio al mondo (inclusa la Russia) si siano infine risolti per estendere i tagli alla produzione (9,7 milioni di barili al giorno) almeno fino alla fine del 2020, vincendo l’opposizione di Mosca.

Al momento, il Wti viene scambiato a 39,99 dollari al barile, mentre il Brent viaggia a 42,85 dollari.

Sul mercato valutario si indebolisce il dollaro, che perde sia nei confronti dell’euro (il cambio EUR/USD viaggia a 1,1132) sia verso la sterlina (GBP/USD a 1,2692). In calo anche il cross USD/JPY (大口), a 109,531.

Come si apre la giornata in Europa?

Gli occhi degli operatori nel Vecchio Continente oggi sono puntati sull’audizione della presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde al Parlamento Europeo, in programma per le 15:45.

Nel frattempo, i dati macro in arrivo dalla Germania sulla produzione industriale di marzo (-17,9% rispetto al mese precedente) hanno affossato il Dax e non solo. Al momento, Francoforte perde lo 0,94%, Londra scende dello 0,44% e Parigi perde lo 0,79%. Meglio invece Madrid, che si muove leggermente al di sopra della parità, e Milano, che dopo un avvio stentato sale dello 0,05% grazie soprattutto al comparto bancario e ai petroliferi (Saipem guadagna il 2,99%, Eni il 2,19%).

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