Indici europei tentano il rimbalzo sulla scia delle trimestrali Usa

I conti del secondo trimestre delle big tech Amazon, Apple, Facebook e Google infondono nuovo ottimismo sul Nasdaq. Piazza Affari tenta il rimbalzo, Ubi +10% a Opas chiusa

L’affastellarsi dei conti del secondo trimestre 2020, il più colpito dalla crisi coronavirus, e il crollo del Pil statunitense, stimato intorno al 32,9%, hanno contribuito ieri ad affossare gli indici globali, con l’Europa che in chiusura ha segnato ribassi fino al 3% e Wall Street dove si è salvato solo in Nasdaq (+0,43%, grazie ai buoni risultati trimestrali delle aziende tecnologiche).

Come è andata la giornata in Asia?

L’indice Msci pan-asiatico escluso il Giappone si conferma in leggero ribasso (-0,1%), per quanto si appresti a chiudere il secondo mese consecutivo in rialzo – a luglio ha guadagnato oltre il 7,5%. D’altra parte, negli ultimi giorni torna a farsi sentire il timore per il Covid-19: il Giappone ha contato 463 casi nelle ultime 24 ore (la governatrice di Tokyo sta valutando se ripristinare lo stato di emergenza), la Cina 127.

La giornata si chiude positiva per la Cina, dove Shanghai guadagna lo 0,71%, Shenzhen l’1,24% e China A50 lo 0,52%, trainati al rialzo dai buoni dati macro sugli indici Pmi rilasciati dall’ufficio nazionale di statistica secondo cui a luglio il settore manifatturiero ha raggiunto 51,1 punti e quello non manifatturiero 54,2 punti.

Male invece il resto delle Borse asiatiche. In Giappone il Nikkei chiude in calo del 2,82%, similmente al Topix, penalizzate da uno yen sempre più forte sul dollaro e dal pessimo dato sul Pil statunitense. Male anche Hong Kong, che viaggia in leggero calo a -0,07%, e il Kospi, -0,78%.

Cosa si prospetta oggi per Wall Street?

Occhi sul Nasdaq oggi dopo che, in nottata, Amazon, Apple, Facebook e Google hanno pubblicato i risultati dell’ultimo trimestre, spingendo i futures dell’indice tech in rialzo dell’1%. Torna dunque un leggero ottimismo sulla Borsa Usa, dove anche i futures sul Dow Jones viaggiano al di sopra della parità dello 0,06% e quelli sull’S&P500 dello 0,15%. È la prima volta che le big tech riportano i risultati trimestrali tutte lo stesso giorno e il Nasdaq ha beneficiato dell’effetto, dopo profitti oltre le aspettative.

Ieri sera il crollo del Pil statunitense, insieme all’aumento delle richieste settimanali di disoccupazione (1,43 milioni in sette giorni) e agli ultimi tweet di Donald Trump, in cui il presidente Usa avanza l’ipotesi di rimandare le elezioni presidenziali previste per il 3 novembre a causa del Covid-19, gettando un’ombra sulla stabilità politica del paese, hanno provocato la chiusura in rosso per il Dow Jones (-0,85%) e l’S&P 500 (-0,38%).

Segnali di ripresa per il petrolio dopo che, ieri, il Wti era tornato al di sotto dei 40 dollari al barile sulla scia delle preoccupazioni per l’economia Usa e per le prossime decisioni dell’Opec+. In mattinata l’oro ha aggiornato i record degli ultimi giorni, sfiorando quota 1.984 dollari, mentre continua anche il rally del cambio EUR/USD, che ormai punta a 1,19.

La debolezza del dollaro si riscontra anche sul cambio GBP/USD, che sale a 1,31, mentre rispetto allo yen il biglietto verde scende a 104,447.

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Come hanno aperto oggi le Borse europee?

Oggi è il turno dell’Eurozona a pubblicare le stime preliminari del Pil del secondo trimestre, il cui valore è atteso alle 11:00. Nel frattempo, gli indici del Vecchio Continente sembrano essersi ripresi dallo shock dei dati di ieri in arrivo dagli Usa e dai cattivi conti trimestrali e tentano il rimbalzo in apertura: Parigi avanza dello 0,61%, Francoforte dello 0,63%, Londra avanza dello 0,48%, Madrid dello 0,22% e Milano mette a segno la performance migliore, in rialzo dell’1,37%.

Su Piazza Affari a trainare gli scambi è Ubi Banca, che avanza di oltre il 10% nel giorno della chiusura dell’Opas di Intesa Sanapaolo, conclusasi con un’adesione di oltre il 90%. Bene anche Poste Italiane, che guadagna il 3,55% dopo una trimestrale migliore del previsto, Stmicroelectronics (+3,25% a 42,43 euro) e Snam, +3,01%.

Queste informazioni sono state preparate da IG Markets Limited e IG Europe GmbH (di seguito "IG"). Oltre alla liberatoria riportata di seguito, il materiale presente in questa pagina non contiene uno storico dei nostri prezzi di trading, né alcuna offerta o incentivo a operare nell’ambito di qualsiasi strumento finanziario. IG declina ogni responsabilità per l’uso che potrà essere fatto di tali commenti e per le conseguenze che ne potrebbero derivare. Non forniamo nessuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o la completezza delle presenti informazioni, di conseguenza, chiunque agisca in base ad esse, lo fa interamente a proprio rischio e pericolo. Eventuali ricerche fornite non intendono rispondere alle esigenze o agli obiettivi di investimento di un soggetto in particolare e non sono state condotte in base ai requisiti legali previsti per una ricerca finanziaria indipendente e, pertanto, devono essere considerate come una comunicazione di ambito marketing. Anche se non siamo sottoposti ad alcuna limitazione specifica rispetto alla negoziazione sulla base delle nostre stesse raccomandazioni, non cerchiamo di trarne vantaggio prima che queste vengano fornite ai nostri clienti. Vi invitiamo a prendere visione della liberatoria completa sulle nostre ricerche non indipendenti e del riassunto trimestrale.

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