Indici europei frazionati, spaventa l’ipotesi di una seconda ondata di Covid-19

La Cina chiude i collegamenti con Pechino mentre i ricoveri in Usa continuano a salire. Al via oggi il Consiglio Europeo sul Recovery Fund da 750 mld di euro, frazionati gli azionari del Vecchio Continente

Apertura incerta per gli indici di Borsa del Vecchio Continente, pressati dai timori in arrivo da Usa e Cina su una possibile seconda ondata di contagi da coronavirus – già prima dell’apertura dei mercati i futures sull'Eurostoxx 50 registravano un calo dell'1,6%, quelli sul Ftse Mib dello 0,44% e quelli su Dax dello 0,45%.

Come si è chiusa la giornata in Asia?

Voli cancellati, scuole e asili nido chiusi, interi quartieri isolati: per Pechino sembra un ritorno al lockdown dopo che, nei giorni scorsi, sono stati registrati oltre cento casi di nuovi contagi, tutti risalenti a un mercato agricolo all’ingrosso di Pechino (circa 20 volta più grande di quello di Wuhan dove, a dicembre, si sviluppò il primo focolaio di Covid-19).

La prospettiva di una nuova chiusura non sembra aver pressato più di tanto gli indici cinesi, con Shanghai che ha chiuso la sessione in rialzo dello 0,12%, Shenzhen dello 0,69% e China A50 ha guadagnato lo 0,59%; la situazione sembra piuttosto più preoccupante nel resto dell’Asia, con il Kospi coreano che perde lo 0,35%, l’Hang Seng che viaggia in ribasso dello 0,19% e il Nikkei giapponese che perde lo 0,45% (così come il più ampio indice Topix, in leggera caduta dello 0,25%).

Come stanno reagendo gli Usa all’aumento dei contagi?

Mercoledì in Texas sono stati registrati l’11% in più di ricoveri negli ospedali: si tratta di una delle regioni (insieme a California, Florida e Alabama) in cui la gestione della pandemia di Covid-19 rischia di tornare fuori controllo, mentre il resto degli Stati Uniti continua a tornare gradualmente alla normalità e allenta le misure di lockdown.

Ieri il presidente della Federal Reserve Jerome Powell, in audizione alla Camera dei Rappresentanti per presentare la strategia monetaria semestrale, ha annunciato che la Banca centrale Usa sposterà i propri acquisti da ETF su obbligazioni corporate ad acquisti diretti di obbligazioni societarie, per meglio supportare il funzionamento del mercato e provvedere alla liquidità necessaria. Dopo il calo di ieri, il cambio EUR/USD si è stabilizzato intorno quota 1,1242, mentre nei confronti dello yen il biglietto verde si indebolisce e il ambio scende a quota 106,975.

I futures su Wall Street registrano tuttora perdite, con quelli sul Dow Jones che segnano un ribasso dello 0,65% (26.119 punti) e quelli sull’S&P500 dello 0,36% (3.113 punti); si salva solo il Nasdaq, che promette un’apertura al rialzo a +0,15% - grazie soprattutto alle buone performance di Amazon e Netflix.

Oggi gli Usa attendono i dati sulle nuove richieste di disoccupazione settimanali. Gli economisti del Dow Jones si attendono un aumento di 1,30 milioni nelle richieste.

Stabile anche il prezzo del petrolio dopo i dati sulle scorte di ieri (l’Eia ha calcolato un aumento delle riserve Usa di 1,215 milioni di barili, a fronte di aspettative in calo di 152 mila barili). Nonostante i leggeri cali, il Brent si mantiene ancora sopra la soglia dei 40 dollari al barile (40,47 dollari), mentre il Wti viene scambiato per 37,76 dollari.

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Come si prospetta la giornata in Europa?

Gli azionari del Vecchio Continente aprono la seduta al di sotto della parità, sulla scia delle cattive notizie dal fronte coronavirus. Mentre i ministri dei 27 si riuniscono oggi nel Consiglio Europeo, durante il quale verrà discusso il Recovery Fund da 750 miliardi di euro, nel Regno Unito si attende la decisione sui tassi di interesse della Bank of England (si prevede un aumento degli acquisti di asset per 100 miliardi di sterline). Aumenta, nel frattempo, il cambio EUR/GBP, che viaggia a quota 0,89674.

Al momento gli indici europei viaggiano frazionati: Parigi perde lo 0,18% mentre Francoforte guadagna lo 0,14%; Londra perde lo 0,19%, Milano guadagna lo 0,74% e si avvicina sempre di più alla soglia dei 20 mila punti (al momento segna 19.730,62).

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