Indice mib il migliore tra gli europei, effetto Recovery Fund e banche

Le quotazioni sul Ftse Mib festeggiano il piano di rilancio economico: 750 miliardi di euro, di cui 209 all’Italia. Brillano le banche dopo l’exlpoit di ieri di Ubi Banca, oggi è il turno di Unicredit (+5,83%) e Banco Bpm (+5,12%)

Prosegue al rialzo la giornata per il Ftse Mib dopo che, in nottata, i 27 capi di stato e di governo dell’Unione Europea hanno trovato la quadra sull’accordo per il Recovery Fund, il maxi-pacchetto di aiuti da 750 miliardi di euro per la ripresa dell’economia comunitaria post-pandemia di Covid-19.

L’Italia, tra i paesi più colpiti, si è aggiudicata il 28% delle risorse disponibili, corrispondenti a 209 miliardi da dividere in 81 miliardi in sovvenzioni a fondo perduto e i restanti 127 in prestiti. Il premier Giuseppe Conte l’ha definita una vittoria: “Siamo soddisfatti, abbiamo approvato un piano di rilancio ambizioso, adeguato a queste necessità che stiamo vivendo, che ci consentirà di affrontare questa crisi con forza, con efficacia”.

Come ha reagito il Ftse Mib?

Anche Piazza Affari apprezza la mossa, che ha dello storico – si tratta del programma più ingente mai proposto in sede comunitaria: d’altra parte, come aveva dichiarato già a marzo anche la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde, “tempi straordinari richiedono misure straordinarie” e non è un caso che Francoforte abbia garantito il proprio beneplacito alla proposta di un maxi-schema per la ripresa da inserire nel bilancio settennale dell’Unione Europea.

Poche ore dopo la stretta di mano (rigorosamente simbolica: in tempi di Covid-19, il Consiglio Europeo appena concluso è stato il primo in cui i capi di stato e di governo europei si sono riuniti in presenza a Bruxelles) il Ftse Mib ha aperto la sessione di scambi in netto rialzo, al pari del resto degli indici europei, e al momento viaggia in rialzo dell'1,97 a 21,027 punti – la performance migliore in Europa.

Quali sono le azioni che stanno andando meglio sul Ftse Mib oggi?

La settimana nel settore bancario è iniziata al meglio, dopo il rally di ieri su Ubi Banca scatenato dall’aumento di Intesa Sanpaolo sull’offerta pubblica di scambio (alle 17 azioni Intesa ogni 10 Ubi, Ca’ de Sass ha aggiunto anche 0,57 euro ogni azione), e continua sulle voci che vorrebbero un’aggregazione tra Unicredit e Banco Bpm – o Monte dei Paschi di Siena.

Le azioni Unicredit e Banco Bpm

Secondo indiscrezioni trapelate dalla colonne di Repubblica, infatti, nei giorni scorsi vi sarebbero stati colloqui tra i vertici di Unicredit e Banco Bpm. Sulla questione regna ancora il massimo riserbo: solo a novembre intervenendo in conferenza stampa per l’aggiornamento della strategia ESG (ambiente, sociale e governance), l’amministratore delegato di Gae Aulenti, Jean Pierre Mustier, aveva ribadito la volontà di non procedere con fusioni.

Eppure le quotazioni dei titoli in Borsa, più sensibili ai rumors, galoppano: al momento le azioni Unicredit viaggiano in rialzo del 5,87%, a 9,35 euro, mentre quelle di Banco Bpm avanzano del 5,29%, a 1,33 euro per azione.

Cosa ne sarà del Monte dei Paschi di Siena?

Non solo Banco Bpm. Nell’orizzonte di Unicredit potrebbe stagliarsi anche il Monte dei Paschi di Siena. Le azioni dell’istituto senese, che già viene da un rally del 15% nella sessione di ieri, oggi mette a segno un rialzo dell’8,67% (a 1,95 euro per azione), mentre si inizia a speculare sulla possibilità che il Ministero del Tesoro, che vi partecipa per il 68,25% del capitale, sembra puntare proprio si Unicredit per la privatizzazione di Mps.

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Il comparto industriale

Sul resto del Ftse Mib prosegue in rialzo il settore industriale, con Pirelli in rialzo del 4,71% a 3,19 euro. Occhi puntati su Atlantia, che tenta di mantenere i guadagni degli ultimi giorni (seguiti alla notizia del compromesso con il governo sulla concessione autostradale; al momento avanza del solo 0,79%) nel giorno dell'assemblea annuale della controllante Edizione, la holding della famiglia Benetton

Attenzione anche su Enel, che sale del 2,19% a 8,50 euro per azione dopo aver annunciato di voler realizzare una rete di depositi doganali per container e merci nelle aree delle sue centrali elettriche italiane. Nel frattempo prosegue la diatriba con l’Antitrust sulla condotta dell'utility nei mercati di vendita di energia elettrica in cui, per l’autorità italiana, Enel offre il servizio a maggior tutela e sull'eventuale abuso di posizione dominante: il Consiglio di Stato ha rinviato la decisione alla Corte di Giustizia Ue.

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