Indice Mib crolla di oltre 11 punti percentuali, coronavirus e petrolio affossano Piazza Affari

Apertura incerta per il Ftse Mib di Milano, diversi titoli in asta di volatilità. Male il comparto petrolifero, Eni perde oltre il 20%

Fino a mezz’ora dopo l’inizio della seduta, ancora non era certo che Piazza Affari srebbe riuscita ad aprire le contrattazioni: troppe pressioni sui prezzi di troppi titoli, spinti a ribassi da due cifre dopo i forti cali sui listini Usa e asiatici, in scia all’aumento dei timori per il coronavirus, ma anche per via del crollo del prezzo del petrolio, che ha perso oltre il 30% arrivando ai livelli del 1991.

Dopo l’aumento esponenziale dei casi di coronavirus in Italia, arrivati oggi a 7.375, e le misure con cui il governo ha chiuso la zona rossa in entrata e uscita, comprendendo l’intera Lombardia, i mercati hanno reagito precipitando ai minimi dal 2016. Mezz’ora dopo l’apertura, alcuni titoli erano ancora sospesi in asta di volatilità.

La Consob, di concerto con il ministero delle Finanze, ha valutato di sospendere gli scambi, facendo ricorso l’Esma (l’organismo di regolamentazione europeo). Secondo Borsa spa tuttavia, tale sospensione potrebbe comportare il rischio di un’esasperazione delle vendite ancora più forte, al momento della riapertura.

Nel frattempo lo spread segna quota 210 punti, in rialzo rispetto all’ultima chiusura di 180 punti, venerdì scorso, mentre il rendimento dei buoni del tesoro decennali italiani sale all’1,23%.

Quali settori hanno perso di più a causa del coronavirus?

I cali peggiori sono stati registrati nel comparto beni per la casa (-9,22%), tecnologia (-9,09%) e assicurativo (-8,48%). Ma a perdere sono, in generale, tutti i titoli ad alta capitalizzazione: nel settore automotive vanno malissimo Ferrari (-13,26%), ma anche Fiat-Chrysler (-8%), mentre sprofonda il lusso: Moncler perde l’11,51%, Ferragamo il 5,48%, e non solo sul listino italiano: Keringperde il 6,29%, LVMH il 5,54%.

Ma a subire il calo più disastroso è stato il settore delle compagnie petrolifere, che scontano il doppio effetto del coronavirus e del mancato raggiungimento di un accordo in seno all’Opec – quando, lo scorso venerdì, i membri si sono riuniti per discutere dei tagli alla produzione. È così che Eni e Saipem perdono oltre il 20%.

Come sono andati gli indici?

Dopo aver raggiunto cali anche fino all’11%, attualmente Piazza Affari viaggia a quota – 9,87%, a 18.747,5 punti. Male anche il resto degli indici europei: il Cac francese segna – 6,94%, a Francoforte il Dax viaggia a -6,84%, Londra perde il 6,34% e Madrid il 6,78%.

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