Indice Dax inverte la rotta dopo disastroso dato IFO, torna alta la volatilità

La locomotiva d’Europa continua a rallentare: l’indice Ifo segna 86,1, il livello più basso dal 2009

La fiducia delle imprese tedesche non è mai stata così bassa dal 2009, con un calo così forte come non si vedeva dai tempi della riunificazione della Germania: è l’effetto coronavirus, che inizia ad impattare sull’economia europea.

Quanto ha misurato l’indice Ifo dall'arrivo del coronavirus in Europa?

Non stupisce che l’indice tedesco Ifo, che misura la fiducia delle imprese nell’economia tedesca, a marzo sia stato particolarmente basso; ma il dato pubblicato stamattina dal Center for Economic Studies di Monaco è risultato addirittura inferiore alle aspettative, già basse.

L’indice si è infatti assestato a 86,1, rispetto agli 87,4 punti previsti dagli analisti. Il 19 marzo, l’Ifo preliminare aveva annunciato un valore pari a 87,7. Allo stesso tempo, il sottoindice delle condizioni attuali scende da 99 a 93 e quello delle aspettative crolla a 79,9 da 93,1 di febbraio.

Il quadro indica dunque un netto peggioramento delle condizioni economiche della locomotiva d’Europa. Solo ieri, l’indice prospettivo Pmi, che valuta le previsioni degli acquisti degli imprenditori, ha subito un brusco crollo: il settore manifatturiero è sceso a 45,7 punti (48 a febbraio), quello terziario a 34,5 (rispetto ai 52,2 di febbraio) e, infine, quello composito a 37,2.

L’istituto tedesco ha previsto una flessione della produzione tedesca compresa tra l’1,5% e il 6%, in base alla durata dello stop alle attività, disposto nel tentativo di contenere il diffondersi della pandemia di Covid-19.

Klaus Wohlrabe, vicedirettore dell’istituto, ha avvertito di una potenziale contrazione del Pil tedesco nel 2020 tra il 5% e il 20%. D’altra parte, proprio a tal proposito Berlino ha disposto 1.500 miliardi in prestiti e garanzie, che andranno ad aumentare il debito pubblico oltre i limiti imposti dal vincolo di bilancio.

Cosa è stato deciso nell’Eurogruppo di ieri?

Eppure il vincolo di bilancio non rappresenta più un ostacolo – almeno per ora. Mentre lunedì si è riunito l’Ecofin (l’insieme dei ministri dell’Economia e delle Finanze dell’eurosistema), per determinare ufficialmente la sospensione del Patto di Stabilità, ieri è stata la volta dell’Eurogruppo – ovvero la stessa riunione ma aperta solo ai ministri dell’Eurozona.

La decisione spetta ora ai membri del Consiglio Europeo, che si riuniranno domani. Il pomo della discordia, ovvero la possibilità di accumulare debito per superare l’emergenza – senza dover poi essere vincolati a misure per una ristrutturazione dello stesso – non è stata discussa a fondo, con i paesi del Nord Europa fortemente scettici al riguardo.

Eppure, ad aver dato un po’ di respiro ai mercati sono state le parole della presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, con cui ha lasciato intendere un’apertura alla creazione di Eurobond. Un parere favorevole a tali titoli di credito europei, creati all’uopo per fronteggiare l’emergenza coronavirus, è arrivata ieri anche dal presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno.

Qual è stata la reazione dei mercati?.

Dopo la pubblicazione del dato, il Dax ancora non riesce a riprendersi. Dopo un inizio largamente positivo ha infatti invertito la tendenza e, al momento, torna a perdere l'1,80%.

Sale leggermente invece l’indice francese, che segna un aumento dello 1,01%, mentre reggono gli altri mercati, seppur con valori inferiori rispetto a quelli d’apertura: Londra guadagna l'1,14%, mentre Milano perde lo 0,9%.

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