Hang Seng in calo dopo nuove tensioni Usa-Cina. Bene l’Europa, a Milano giù Juventus

Indici asiatici contrastati, occhi su Hong Kong dopo l’arresto del magnate Jerry Lai in forza della legge sulla sicurezza nazionale. Azionari europei a due velocità, Piazza Affari trainata al ribasso dalle quotazioni Juventus

Il rinnovarsi delle tensioni geopolitiche tra Cina e Stati Uniti non sembra impattare sull’andamento degli indici europei, che oggi aprono in leggero rialzo in previsione di una giornata particolarmente povera di dati macro e di eventi finanziari.

Come è andata la sessione di mercato in Asia?

Non tange l'andamento degll'Europa neanche l’andamento delle Borse asiatiche, che chiudono contrastate dopo aver assorbito l’impatto della decisione del presidente Usa Donald Trump di sanzionare 11 funzionari in Cina e Hong Kong, mentre allo stesso tempo i regolatori statunitensi stabilivano che le compagnie oltreoceano listate sugli indici Usa debbano essere sottoposte a un processo di revisione pubblica entro il 2022.

Eppure la Cina, dove l’inflazione stamattina è risultata superiore alle aspettative (+2,7% contro un’attesa del 2,6%) riesce a mantenersi al di sopra della parità, con Shanghai che chiude in rialzo dello 0,75%, Shenzhen dello 0,02% e China A50 dello 0,60%. Bene anche il Kospi, che chiude a +1,48% grazie soprattutto al settore automotive.

Giù invece il Giappone, dove il Nikkei perde lo 0,39% e il Topix lo 0,20%, ma soprattutto l’Hang Seng, che scende al momento dello 0,50% dopo che le sanzioni di Trump hanno colpito anche la governatrice dell’ex colonia britannica Carrie Lam. Non solo, ma è delle ultime ore la notizie che la controversa legge sulla sicurezza nazionale abbia già provocato il primo arresto d’eccellenza, ovvero il tycoon della comunicazione di Hong Kong Jimmy Lai, vicino alle posizioni dei manifestanti anti-Pechino.

Cosa si prospetta per gli Usa su Wall Street?

Laddove non è arrivato il Congresso, alla fine, è intervenuto Trump. Durante il fine settimana il presidente Usa ha firmato una serie di ordini esecutivi per estendere il pacchetto di aiuti fiscali alle famiglie colpite dalla crisi economica scaturita dall’impatto sulle attività del Covid-19: 400 dollari alla settimana (meno dei precedenti 600) di sussidi di disoccupazione aggiuntivi, che fanno sperare gli analisti in un ulteriore aumento del programma in vista del rilancio dell’economia Usa.

Contrastati i futures statunitensi: quelli sul Nasdaq si mantengono sulla parità mentre segnano un leggero rialzo quelli sull’S&P 500, a +0,20%, e sul Dow Jones, a +0,39% - riflettendo la chiusura di venerdì sera, quando il Nasdaq è sceso dello 0,87% mentre S&P e Dow hanno guadagnato rispettivamente lo 0,06% e lo 0,17%.

Sul fronte valutario si registra un leggero recupero del dollaro, che guadagna lo 0,06% nei confronti dello yen e sale a 105,973, mentre nei confronti dell’euro torna a scendere a quota 1,17, dopo aver riguadagnato terreno lo scorso venerdì al momento della pubblicazione dei non-farm payrolls. Forte calo inoltre del cambio EUR/GBP, che scende a quota 0,9008.

In leggero aumento il petrolio: il Wti viene scambiato per 41,68 dollari al barile mentre il Brent quota a 44,73 dollari; resta a livelli record, ma mai quanto quelli raggiunti la scorsa settimana, l’oro, che al momento viaggia sui 2.031,4 dollari l’oncia.

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Come hanno aperto i mercati europei?

Apertura tonica per gli indici del Vecchio Continente ad eccezione del Dax tedesco, che al momento perde lo 0,37%. Inversione di tendenza anche perParigi in calo dello 0,05%, mentra Londra che guadagna lo 0,13%, Madrid che avanza dello 0,27% mentre scende Milano, in perdita dello 0,04% a 19.509 punti trainata al ribasso dalle quotazioni della Juventus, in forte calo (-8,10% a 0,85 euro per azione) dopo l’eliminazione dalla Champions e l’esonero dell’allenatore Maurizio Sarri.

Bene invece Unipol (+1,39% a 3,93 euro), ancora sulla scia della buona trimestrale, ma anche Buzzi Unicem (+2,9% a 20,96 euro), Cnh (+2,54% a 6,37 euro) e Banco Bpm (+2,2% a 1,3 euro per azione).

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