Guerra commerciale, Cina e Usa sempre più vicini all’accordo? Probabile incontro a Londra

Trump e Xi Jinping non sembrano ancora aver fissato un luogo o una data per firmare la tregua negoziata ad ottobre, ma intanto proseguono le trattative per eliminare i dazi

Una diminuzione graduale, reciproca e simultanea delle tariffe imposte negli ultimi 16 mesi di guerra commerciale: è quello che, durante le ultime due settimane, avrebbero concordato i negoziatori di Cina e Stati Uniti, in vista di una possibile tregua. Lo ha dichiarato oggi il ministro del commercio cinese, Zhou Xiaochuan, in un annuncio che ha subito infuso ottimismo sui mercati globali.

Cancellare i dazi: come?

Ancora non sono state definite le tempistiche, in attesa di conferme circa il luogo e la data dell’incontro in occasione del quale il presidente statunitense Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping firmeranno un accordo sulla “Fase 1” dei negoziati: una tregua che, se non siglata in tempo, potrebbe invece portare a un aumento delle tariffe, originariamente previsto per il 15 dicembre.

I nuovi dazi colpirebbero soprattutto il settore tecnologico (cellulari e computer, ma anche giocattoli): da parte cinese, una garanzia della loro rimozione è il presupposto fondamentale per poter arrivare a un eventuale accordo e mettere fine alla guerra commerciale. “La guerra commerciale è iniziata con i dazi, e con la cancellazione dei dazi dovrebbe concludersi”, ha dichiarato Gao Feng, portavoce del ministro del commercio.

Gao ha inoltre spiegato che la rimozione delle tariffe deve corrispondere al numero delle merci interessate: basta che vi sia proporzionalità. Il funzionario non ha aggiunto altri dettagli, ma l’agenzia di stampa cinese Xinhua riporta che il ministero dell’Agricoltura e delle Dogane cinese stanno ponderando l’ipotesi di chiedere la rimozione delle restrizioni sul pollame statunitense (bandito dopo lo scoppio dell’influenza aviaria, nel gennaio 2015).

Sembra inoltre che i negoziatori cinesi abbiano richiesto un abbassamento delle tariffe del 15% su beni per circa 125 miliardi di dollari, tassati dal primo settembre, e del 25% su altri 250 miliardi di merci – soprattutto semiconduttori, fondamentali per le microtecnologie con cui lavora il produttore di smartphone Huawei.

Buone notizie per i mercati globali

Sono settimane ormai che gli indici viaggiano in rialzo, in maniera quasi direttamente proporzionale all’ottimismo con cui si guarda ai negoziati. In Europa, gli indici principali hanno raggiunto picchi che non si vedevano da almeno quattro anni: lo Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,4%, il massimo da giugno 2015, trainato dai buoni risultati del Dax, che a quanto pare non ha subito più di tanto le cattive notizie arrivate ieri sulla produzione industriale tedesca e guadagna lo 0,84%. Bene Milano(+ 0,57%), Parigi(+0,48%) e soprattutto le americane, con il Nasdaqa +0,84% e il Dow Jones a +0,74%.

Ma quando si incontreranno Trump e Xi Jinping?

Regna ancora il massimo riserbo tuttavia sull’incontro tra i leader delle due superpotenze. Donald Trump e Xi Jinping avrebbero dovuto siglare l’accordo negoziato il 12 ottobre in occasione del vertice Apec (Asian-Pacific Economic Cooperation), previsto a Santiago del Cile verso la metà di novembre. Le tensioni e gli scontri che stanno infiammando il Cile hanno tuttavia spinto le autorità ad annullare l’incontro e, dopo aver valutato diverse alternative, oggi si parla di Londra come possibile luogo d’incontro – stando a quanto ha dichiarato a Reuters un funzionario dell’amministrazione Trump. La firma della “Fase 1” dei negoziati potrebbe avvenire a margine dell’incontro Nato a cui Trump parteciperà il 3 e 4 dicembre.

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