Google, si fanno da parte fondatori di Alphabet: azioni in rialzo

Passo indietro di Larry Page e Sergey Brin, che lasciano le cariche di Ceo e presidente (ma mantengono la posizione nel board direttivo). In apertura il titolo guadagna oltre l’1,5%

Cambio di guardia ai vertici di Alphabet, la compagnia madre che racchiude sotto il proprio ombrello il colosso del web Google. Larry Page e Sergey Brin, rispettivamente Ceo e presidente di Alphabet, si sono infatti ritirati, lasciando che le cariche si ricongiungessero nella figura di Sundar Pichai, già Ceo di Google, che le ricoprirà tutte e tre.

Perché le massime cariche si sono ritirate?

L’annuncio, arrivato oggi con una lettera congiunta dei due co-fondatori del motore di ricerca più popolare al mondo, è solo l’apice di una tendenza in atto già da tempo. I due infatti avevano iniziato ad apparire sempre più di rado agli eventi pubblici relativi alla compagnia, come l’annuncio dei risultati dell’ultima trimestrale o l’audizione al Parlamento degli Stati Uniti sull’influenza di Google nelle elezioni presidenziali del 2016. Tutto ciò avveniva proprio in corrispondenza della fondazione, nel 2015, di Alphabet. La nuova società include Google e tutti i servizi affiliati, ma anche una fetta di attività che ricade sotto la dicitura di “Altre scommesse” (“Other Bets”) e raccoglie Waymo, azienda attiva nel settore delle automobili a guida autonoma, Calico e altri servizi internet e televisivi. Nello stesso momento, a Pichai diventava Ceo di Google.

La motivazione ufficiale risponde alla necessità di semplificazione del board manageriale di Alphabet. Secondo Page e Brin, infatti, un simile divisone dei ruoli era troppo dispersiva. “Google è nato nel 1998. Se fosse una persona, sarebbe un giovane adulto di 21 anni e sarebbe il momento di lasciare il nido”, scrivono nella lettera. “Ora è il momento di assumere il ruolo di genitori orgogliosi – dando consigli e amore, ma non continue raccomandazioni”.

Cosa faranno ora Page e Brin?

Tutto porta a pensare dunque che i due co-fondatori abbiano intenzione di lasciar camminare la loro creatura sulle proprie gambe, per potersi concentrare sulle altre compagnie racchiuse sotto l’ombrello di Alphabet: Waymo prima di tutte, ma anche Kitty Hawk, visionario progetto di macchine volanti nato in California e finanziato da Page. Continueranno inoltre a seguire i lavori di X, un laboratorio interno a Alphabet dove vengono sviluppati progetti su cui ancora circolano poche informazioni, ma anche Calico, compagnia di biotech che sviluppa soluzioni in grado di debellare la malattie che più frequentemente sono causa di morte.

In ogni caso, i due non abbandoneranno il board esecutivo di Alphabet. Page e Brin conservano ancora infatti il loro pacchetto di azioni, oltre il 51% del totale tra tutti e due: niente ruoli esecutivi, dunque, ma restano i diritti di voto.

Cosa succederà a Google?

Il colosso del web ora è in mano di Sundar Pichai. Già Ceo di Google, Pichai lavora in Google da oltre dieci anni ed era stato nominato Ceo nel 2015. È lui ad essere man mano subentrato alle figure di Page e Brin, comparendo anche davanti alla Casa Bianca.

Non si prevedono invece eccessivi cambiamenti nella gestione del colosso tech. – tutt’altro. D’altra parte, non è neanche una novità per gli addetti ai lavori, che si aspettavano un ritiro del genere e prevedono una sostanziale continuità dei lavori. Piuttosto, sono interessanti le sfide che si pongono davanti al nuovo Ceo: dalla digital tax dei paesi dell’Unione Europea (per cui il presidente Usa Donald Trump ha già minacciato sanzioni) alle accuse da parte di Facebook di infiltrazioni cinesi, dopo che Google si è ritirato dal progetto Maven (in collaborazione con il ministero della Difesa Usa, sullo sviluppo di intelligenza artificiale da utilizzare all’interno dell’esercito).

Ci sono state ripercussioni sulle quotazioni in Borsa?

L’annuncio è arrivato in mattinata e, nel pre-market, il titolo di Alphabet era leggermente aumentato fino a toccare +1%. All’apertura del mercato, invece, il rialzo delle quotazioni è stato ancora più spiccato, arrivando a +1,63% nelle prime ore di apertura.

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