Ftse Mib fanalino di coda in Europa, tonfo di Atlantia rallenta Milano

Dopo essere sceso sotto lo zero a metà mattina l’indice di Milano torna a +0,3%, ma pesa il crollo delle azioni Atlantia, che perde oltre il 15% dopo il no del governo alla proposta per conservare la concessione di Aspi

La settimana sembrava essere partita in rialzo per tutti gli indici europei, ma poco ci è voluto perché il Ftse Mib facesse rapidamente dietrofront: le azioni Atlantia hanno infatti faticato a fare prezzo in apertura, per poi entrare nel giro delle contrattazioni in ribasso di oltre il 15%.

L’indice Mib, che aveva aperto in rialzo dell’1,5%, sfiorando la soglia dei 20 mila punti, già a un’ora dall’apertura è scesa al di sotto dello zero, salvo poi risalire negli ultimi minuti dello 0,3%.

Perché le azioni Atlantia stanno crollando?

Sabato scorso, Atlantia ha presentato al governo la sua proposta affinché la controllata Autostrade per l’Italia conservi la concessione autostradale: investimenti per 14,5 miliardi di euro, ulteriori sette miliardi per manutenzioni programmate nel corso della durata della concessione e la disponibilità alla riduzione delle tariffe autostradali proposti dall’Autorità dei trasporti e alla retrocessione al di sotto del 50% della partecipazione in Aspi (attualmente all’88%).

“Una risposta ampiamente insoddisfacente”, ha commentato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Porterò la questione della revoca in Consiglio dei ministri” previsto per domani, ha continuato, mentre oggi è in Germania per confrontarsi con la cancelliera tedesca Angela Merkel sul Recovery Fund comunitario.

“Non si capisce quale sarebbe l'interesse del Paese nel caso di una revoca” commenta Roberto Tomasi, amministratore delegato di Aspi. “Investimenti per 7,5 miliardi già cantierabili verrebbero buttati alle ortiche, il nuovo concessionario dovrebbe ripartire da zero. I 7.000 dipendenti sarebbero a rischio e si aprirebbe un contenzioso che durerebbe anni. La nostra proposta invece è nell'interesse del Paese”.

Carlo Bertazzi, ad di Atlantia, ha invece avvertito della perdita che la revoca della concessione provocherebbe: 10 miliardi di debiti di Aspi nei confronti di banche e mercato, 5,5 miliardi in bond garantiti da Aspi e altri cinque miliardi di debiti contratti da Atlantia: “Nel complesso andrebbero in default 20 miliardi di prestiti più tutti i debiti commerciali”.

Al momento, le azioni Atlantia viaggiano in ribasso del 15,27%, a 11,35 euro, il livello più basso dallo scorso primo aprile.

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Come sta reagendo l’indice Mib?

Dopo aver faticato a metà mattina per tornare sopra la parità, al momento l’indice di Milano si mantiene in rialzo dello 0,14%. Escluso il tonfo di Atlantia, infatti, le buone performance degli altri titoli – soprattutto gli industriali.

I rialzi migliori sono per Telecom, dopo che il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ha spinto per un accordo in tempi brevi sulla rete unica a banda larga, chiedendo a Enel di firmare un'intesa preliminare con Tim entro fine luglio, nell’ambito del progetto di creazione di una rete unica che metta insieme le infrastrutture di Open Fiber (Enel-Cdp) e la rete secondaria di Telecom.

Le quotazioni Telecom avanzano attualmente del 4,15%, a 0,36 euro per azione.

Bene anche il settore automotive, con Fca che guadagna l’1,55% (8,97 euro), insieme a tutta la galassia Agnelli: Exor avanza dello 0,95%, Cnh Industrial dell’1,45%.

Ma il focus include tutto il comparto degli industriali, con Pirelli che avanza del 2,91% a 3,82 euro e Leonardo, che segna un rialzo del 2,49% a 5,75 euro per azione.

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