Ftse 100 in aumento sulla scia di Brexit e accordo commerciale

Era dal giugno del 2016 che il Ftse 100 non segnava un rialzo del genere. Contano soprattutto il risultato delle elezioni di giovedì e i contatti tra Cina e Usa

L’indice di Londra ha raggiunto un massimo che non toccava da anni, grazie all’effetto combinato delle elezioni di giovedì scorso nel Regno Unito (che hanno portato a una vittoria schiacciante del leader conservatore Boris Johnson) e al raggiungimento di un accordo commerciale tra Cina e Stati Uniti, venerdì sera.

L’indice britannico ha subito una variazione in giornata del 2,6%, arrivando a quota 7.543 punti: si tratta del rialzo maggiore dal 29 giugno 2016 (poco dopo il referendum per la Brexit). In giornata, si calcola che il Ftse 100 abbia guadagnato circa 43 miliardi di sterline (circa 51 miliardi di euro), che si vanno ad aggiungere ai 20 miliardi di venerdì (circa 23 miliardi di euro).

Perché il Ftse 100 sta salendo così tanto?

Il risultato delle elezioni

L’indice di Londra schizza in alto soprattutto dopo che l’incertezza sulla Brexit si è dissolta, grazie alla vittoria di Boris Johnson alle elezioni di giovedì scorso, quando ha riportato una schiacciante vittoria con 362 seggi su 650: una maggioranza assoluta in grado di permettere una Brexit ordinata, soft e soprattutto certa. E non importano gli 11 mesi di transizione in cui il Regno Unito dovrà negoziare nuovi accordi con l’Unione europea: il poco tempo spaventa molto meno dell’incertezza che, da tre anni a questa parte, è aleggiata su ogni aspetto della politica britannica.

I dati macro

Non intaccano la buona performance neanche i dati macro di stamattina. L’indice Pmi composito ha registrato 48,5 punti (in ribasso rispetto alle previsioni di 49,6) e gli indici dei direttori agli acquisti nel settore manifatturiero (47,4 punti, rispetto alle previsioni di 49,3) e nel settore dei servizi (49 punti, rispetto ai 49,6 previsti). Dati comunque al di sotto dello spartiacque dei 50 punti, che segnano la differenza tra un settore in espansione o in contrazione.

La guerra commerciale

L’altro grande fattore in grado di trainare così al rialzo l’indice è stata l’intesa tra Cina e Stati Uniti sull’accordo commerciale. Venerdì mattina il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha infatti avanzato delle proposte al suo omologo cinese Xi Jinping su un accordo commerciale per evitare la partenza di nuovi dazi, prevista per domenica 15. In serata è arrivata la risposta da Pechino, che ha accettato la proposta. Le certezze sono ancora poche, ma sono bastate le parole del rappresentante del commercio alla Casa Bianca, Robert Lighthizer (l’accordo commerciale sarebbe “completamente finito”) per dare un nuovo sprint ai mercati.

Come ha reagito la sterlina?

Sul mercato valutario, la buona performance del Ftse 100 è offuscata dai dati macro negativi, che hanno fatto scendere il cambio GBP/USD a 1,333, mentre la coppia valutaria euro-sterlina segna un leggero rialzo, assestandosi a quota 0,835.

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