Forex: cala il dollaro australiano, sale lo yuan su sviluppi commerciali Cina-Usa. Yen in stand-by

Borse asiatiche, massimi da 4 mesi. Fiducia sull'accordo commerciale Pechino-Washington. JPY limitato dal calo dell'export. AUD debole sul bando del carbone cinese. Fed più paziente: minori pressioni sulla forza del dollaro USD.

Fonte: Bloomberg

Borse asiatiche sui massimi da oltre quattro mesi, sulla rinnovata fiducia che un accordo commerciale tra Cina e Stati Uniti ci sarà. Bene l’Hang Seng di Tokyo con un +0,15%, sebbene i dati negativi relativi all’export di gennaio (-8,4% ) abbiamo limitato le possibilità di rialzo dell’indice.

Cina più prudente, Fed più paziente

Positive Hong Kong e Shanghai, rispettivamente con rialzi dello 0,3 e 0,4%. L’impegno del governo cinese a seguire una politica monetaria più prudente (e dunque a sostegno dell’economia) si accompagna alla conferma che la Federal Reserve rimarrà paziente circa il prossimo aumento dei tassi d’interesse, con beneficio dei paesi emergenti, detentori di debito in dollari.

Segno più anche sulla borsa di Sidney, in crescita dello 0,7% grazie ai dati sull'occupazione di gennaio (con una crescita legata anche al tasso di partecipazione al mercato del lavoro, pari al 65,7%) e ai risultati di Wesfarmers, una delle più grandi aziende della regione, che ha registrato un incremento dei profitti pari a oltre il 10%. Il dollaro australiano (AUD) è però scivolato a ribasso sui timori del divieto di scambio di carbone da parte di un porto cinese: la dogana di Dalian, nord della Cina, ha infatti vietato le importazioni di carbone australiano; le ragioni della misura, che potrebbe estendersi all’intero anno 2019, non sono ancora chiare, ma potrebbero legarsi a dissapori diplomatici tra Pechino e Canberra.

Accordi Washington-Pechino: focus tecnologia

Intanto, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, Washington e Pechino avrebbero iniziato ad affrontare alcune delle questioni più spinose della loro guerra commerciale. I negoziatori starebbero infatti elaborando sei memorandum d'intesa sulle principali questioni strutturali: trasferimento forzoso di tecnologia e furti informatici, diritti di proprietà intellettuale, servizi offerti, dinamiche valutarie, agricoltura e barriere non tariffarie al commercio.

Le parti spingono per un accordo entro il primo marzo, cosa che scongiurerebbe l’innesco di un nuovo aumento dei dazi dal 10 al 25% su 200 miliardi circa di dollari di merci cinesi.

Forex: USD/CNH, AUD/USD, USD/JPY

A livello valutario, mentre il dollaro australiano ha scontato gli effetti del bando dell’import di carbone da parte della Cina (cosa che ha fatto calare il cambio AUD/USD dello 0,8%), lo yuan cinese offshore ha raggiunto il più alto livello dal luglio 2018, poco al di sotto di 6,70 per dollaro. La coppia USD/CNH è quindi tornata a ridosso di 6,7250.

Dal canto suo, lo yen giapponese si è spostato leggermente a rialzo contro il biglietto verde, poco mosso in un range di valori compresi tra 111 e 110,5. L'attività manifatturiera giapponese si è contratta a febbraio per la prima volta in due anni e mezzo, mentre le fabbriche hanno tagliato la produzione a fronte di un calo degli ordini interni.

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