Erdogan perde Ankara: volatilità sulla lira turca. Voti in bilico

Vittoria per il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, che perde però la capitale Ankara. Istanbul in bilico, nelle mani dell'opposizione. Reazione positiva del cambio USD/TRY dopo il +5% di giovedì su tensioni politiche.

Try Fonte: Bloomberg

Vittoria decisiva per il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, che nelle elezioni locali di questo week end ha ottenuto circa il 50% dei voti, provando l’efficacia della sua leadership negli ultimi cinque lustri. Con un però: la perdita della maggioranza nei due centri nevralgici della regione, Ankara e Istanbul, finiti nelle mani dell’opposizione.

Effetto elezioni sulla lira turca TRY

Sull’esito del voto la lira turca si è indebolita del 2,5%, tornando a testare nel rapporto USD/TRY la soglia di 5,7000. Lo scorso giovedì, la divisa di Ankara ha perso circa il 5% del proprio controvalore, perdite in parte arginate dall’intervento della banca centrale, che ha venduto quasi un terzo delle proprie riserve estere nel tentativo di risollevare la propria moneta.

La lira turca ha ceduto quasi il 30% rispetto al dollaro nella crisi valutaria dello scorso anno. Richiamando gli effetti di quella crisi di fiducia, il cambio ha oscillato violentemente nel corso dell’ultima settimana, con picchi massimi in area 5,8470 e minimi a ridosso di 5,3000.

Erdogan perde Ankara. Capitale all’opposizione

Secondo quanto riferito dai media locali, il partito per la giustizia e lo sviluppo (AKP, in mano ad Erdoğan dal 2003) ha perso il controllo di Ankara a favore del candidato sindaco dell'opposizione, Mansur Yavas, che avrebbe ottenuto poco più del 50%. Un duro colpo per l'AKP, che vede così concludersi il dominio degli ultimi 25 anni del partito islamista nella capitale al di là degli Urali.

Istanbul in bilico. Nuova sfide per Erdogan

Non è andata meglio ad Istanbul, che da sola produce un terzo del Pil dell’intera Turchia. Ivi, il principale candidato dell'opposizione, Ekrem İmamoğlu, ha rilasciato nelle prime ore della mattinata odierna una dichiarazione ufficiale, annunciando la propria vittoria con quasi 28.000 voti di scarto sul candidato dell'AKP e sull'ex primo ministro, Binali Yildirim. A sua volta, Yildirim, ha rivendicato il proprio trionfo, con circa 4.000 voti. Certo è che, per Erdoğan, la strada si complica.

L’opinione dell’agenzia Moody’s su Erdogan

Mentre il Paese inizia a fare i conti con i risultati dell’ultima turnata elettorale, l'agenzia di rating Moody's ha avvertito che la risposta di Erdoğan alla crisi finanziaria dello scorso anno ha rischiato di generare una nuova fuga di capitali. Moody's ha anche messo in discussione l'indipendenza della banca centrale del Paese. Intanto il ministro dell’economia, Berat Albayrak (genero di Erdoğan), ha promesso che renderà note nelle prossime ore le future riforme finanziarie.

"Ogni guadagno e ogni perdita rappresentano la volontà della nostra gente, un requisito di democrazia che dev’essere sempre riconosciuto", ha affermato Erdogan a Istanbul prima di volare ad Ankara. "Confermeremo di aver conquistato il cuore della nostra gente nelle aree in cui abbiamo vinto e ammetteremo di non aver avuto abbastanza successo nelle aree in cui abbiamo perso" ha quindi concluso lo stesso. Complessivamente sono stati chiamate al voto 57 milioni di persone.

Il partito filo-curdo guadagna posizioni

Notizie positive sonpo giunte anche per il Partito democratico popolare filo-curdo (HDP), che ha riconquistato diversi seggi in tutto il sud-est curdo, dove il governo ha sostituito i sindaci eletti (accusati di aver intessuto legami col PKK, il Partito dei lavoratori del Kurdistan) con i fiduciari nominati dal governo. In tali zone si sono inoltre registrati gli episodi di maggior violenza: almeno quattro persone sono state uccise nel sud-est della Turchia, nella città a maggioranza curda di Diyarbakir. Dozzine i feriti.

Turchia, Erdogan e il problema dell'inflazione

La Turchia di Erdoğan ha attraversato una fase di crescita economica costantemente forte, penalizzata però dalla crisi valutaria dello scorso anno, che ha mandato il Paese in recessione. L'inflazione della regione si aggira ora attorno al 20%, con un costo della vita sempre più alto che mette alle strette la classe operaia.

L'opposizione spera ora che l'insoddisfazione per l'inflazione e l'aumento della disoccupazione siano sufficienti a dissuadere gli elettori dell'AKP.

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