Crollo Bio-On, quotazione sospesa dopo arresto dei vertici

Falso in bilancio e manipolazione di mercato sono le accuse che hanno portato ai domiciliari il presidente Astorri, oltre a nove altri indagati

È infine esplosa la bolla finanziaria di Bio-On, la start-up bolognese che in dodici anni si è imposta sul Ftse Aim con una capitalizzazione che ha sfiorato i 1,4 miliardi di euro. Stamattina la guardia di finanza di Bologna ha infatti disposto i domiciliari per il presidente dell’azienda, Marco Astorri, con l’accusa di falso in bilancio e manipolazione di mercato, oltre a misure restrittive per il vicepresidente Guido Cicognani e il presidente del collegio sindacale Gianfranco Capodaglio. Sequestrati anche beni per 150 milioni di euro.

Da dove è iniziata la storia?

Il fascicolo era stato aperto dalla Procura di Bologna dopo che, lo scorso 24 luglio, il fondo statunitense Quintessential ha diffuso un rapporto secondo cui l’incredibile crescita di Bio-On sarebbe dovuta a irregolarità contabili e conflitti d’interesse che, quella volta, fecero precipitare il titolo del 75%.

Da allora, la Consob ha tenuto d’occhio l’azienda di bio-plastiche, mentre la Guardia di Finanza apriva un’indagine che effettivamente confermava le irregolarità denunciate da Quintessential. Il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, ha dichiarato di aver richiesto già ad agosto l’apertura di un procedimento per irregolarità.

Cosa nascondevano i conti di Bio-On?

Secondo il giudice per le indagini preliminari, il bilancio dell’azienda sarebbe stato modificato così da far risultare ricavi maggiori e, dunque, aumentare la capitalizzazione sul mercato. La strategia in effetti ha funzionato: a fine 2018 Bio-On dichiarava ricavi per 50 milioni, al 30 giugno erano 917 mila euro, mentre per tutto il 2019 ha dichiarato ricavi da 100 milioni, poi ridimensionati a 20.

Giri d’affari impressionanti per un’azienda nata nel 2014 come start-up sull’Aim, dove era quotata cinque euro per azione, per 66,2 milioni di euro di capitalizzazione. Da allora, le quotazioni sono aumentate a ritmi incredibilmente elevati: ad aprile, sei mesi dopo l’ingresso a Piazza Affari, i titoli valevano già 26,2 euro – abbastanza per sollevare le prime perplessità da parte delle autorità di vigilanza finanziaria. Nel 2018, le azioni Bio-On sono arrivate a valere 71,2 euro.

Al momento invece i titoli sono stati sospesi (inseriti in asta di volatilità) ed è ancora incerto quando potrà essere riammessa alle contrattazioni.

Intanto cosa succede a Piazza Affari?

Piazza Affari è tra le peggiori borse europee nonostante i guadagni del settore bancario. L’indice Ftse Mib scende dello 0,75% a 22315 punti. Tra le azioni peggiori troviamo: Amplifon -2,80%, Pirelli-2,40%, Ferrari -2,30%. Anche le altre borse europee sono negative ad eccezione della Borsa di Francoforte (Dax-0,01% a 12753). Spread in leggero rialzo a 132 punti base.

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