BTP Futura, al via oggi collocamento dei titoli per ripresa post-covid

A fine mattinata sono stati venduti nuovi titoli per 1,4 miliardi di euro. I proventi del nuovo Btp decennale saranno destinati al supporto dell’economia post-coronavirus. Bene Piazza Affari, in rialzo dell’1,6%

Parte oggi il collocamento dei Btp Futura, le obbligazioni emesse dal Tesoro in funzione della ripresa post-pandemica. Si tratta di un nuovo titolo di stato decennale destinato interamente alla clientela retail, con cui si intendono finanziare gli interventi statali necessari alla ripresa post-Covid.

A quanto ammonta il rendimento delle cedole?

L’emissione durerà per tutta la settimana , dal 6 al 10 luglio. Secondo quanto dichiarato dal ministero dell’Economia e delle Finanze, i tassi cedolari minimi garantiti dai nuovi buoni corrisponderanno all’1,15% per i primi quattro anni, all’1,30% dal quinto al settimo anno per poi arrivare all’1,45% negli ultimi tre anni.

A conclusione del collocamento, il Mef annuncerà i tassi cedolari definitivi – l’unico che resterà invariato sarà quello relativo ai primi quattro anni.

È previsto inoltre un “premio fedeltà” per chi comprerà il Btp Futura all’emissione e lo deterrà fino a scadenza, corrispondente all’1% del capitale investito e in grado di salire fino ad un massimo del 3% sulla base della media del tasso di crescita annuo del Pil.

Si calcola il rendimento medio possa essere compreso tra l’1,38% e l’1,58%, tra i maggiori in tutta l’area euro.

Quanti Btp sono stati venduti finora?

Dopo poco più di due ore dall’inizio del collocamento, la raccolta di ordini di Btp Ftura già superava la soglia di un miliardo di euro di ordini in volume e oltre 27mila contratti, per poi arrivare a circa 1,4 miliardi a metà seduta. Si tratta di ritmi leggermente inferiori rispetto all’ultima emissione di Btp Italia con scadenza a maggio 2025, ma comunque abbastanza per guardare con ottimismo ai nuovi titoli di stato.

“Abbiamo un flusso abbastanza regolare di ordini che stanno arrivando” ha commentato Davide Iacovini, responsabile della Direzione Debito Pubblico del ministero dell'Economia. “Bisogna tenere conto che questo è un collocamento solo per il retail che si sviluppa, ed è una novità, sui cinque giorni e questi numeri confrontati con quelli del Btp Italia sono soddisfacenti”.

Iacovoni ricorda inoltre il funzionamento del titolo, sottolineando che il calcolo “terrà conto dell'andamento del Pil nominale a partire da quest'anno fino al 2029, anno che precede la scadenza del titolo. È importante che la performance tenga conto della crescita del Pil nominale annuale”. La speranza è soprattutto quella di puntare sul rimbalzo del Pil previsto nel 2021: non sarà abbastanza per rientrare della forte contrazione causata dalla pandemia di Covid-19, ma comunque destinato a rientrare nella media “e sarà sicuramente molto importante se confrontato con la performance media italiana degli ultimi trent'anni”.

Secondo quanto calcolato dal Fondo Monetario Internazionale nell’ultimo world economic outlook di giugno, il prodotto interno lordo dell’Italia potrebbe scendere entro la fine del 2020 del 12,8%, per poi rimbalzare l’anno successivo del 6,3%.

Come si sta muovendo il Ftse Mib?

Nel complesso, il nuovo Btp promette di rivelarsi uno strumento interessante e, complice anche un avvio tonico sulla scia dell’andamento dei mercati asiatici, Piazza Affari apprezza.

A metà seduta l’l'indice di Milanoosserva un rialzo dell’1,61%, trainato dal settore banche con Unicredit che avanza del 4,26% a 8,78 euro, Banco Bpm che segna +3,82% a 1,39 euro e Intesa Sanpaolo a +3,18%, 1,80 euro, nel giorno di avvio dell’Ops verso Ubi Banca (+3,45%, 3,18 euro per azione).

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