Black Friday: gli italiani spenderanno oltre 2 miliardi di euro

Inizia oggi la maratona che dà il via allo shopping natalizio. Domina l'online, per i risultati ufficiali bisognerà attendere la fine della stagione degli acquisti

Come si comporteranno i consumatori italiani?

Solo da pochi anni l’Italia ha imparato a conoscere e saper sfruttare il Black Friday, il giorno in cui i negozi aprono ufficialmente la stagione degli acquisti natalizi con sconti particolarmente importanti, e i dati già segnalano trend positivi. I sondaggi indicano che quest’anno un italiano su quattro aveva già intenzione di fare acquisti online (il 39% in più rispetto allo scorso anno), soprattutto al centro e al sud.

Il 4% dei consumatori acquisterà su Amazon, soprattutto per quanto riguarda il comparto tecnologico. Già l’anno scorso le vendite nel settore tech avevano segnato un aumento del 42% rispetto al 2017, mentre quest’anno si prevede che circa il 45% dei consumatori spenderà in prodotti tech.

Parteciperanno alla corsa all’offerta oltre 16 milioni di italiani, 4 in più rispetto allo scorso anno, che produrranno un volume di vendite pari a circa 2 miliardi di euro – di cui la metà da acquisti online.

I dati dagli Stati Uniti

Nella patria del Black Friday si prospettano buoni risultati, sulla scia di un’economia Usa che ha appena pubblicato dati particolarmente ottimistici. Il tasso di disoccupazione infatti si assesta al 3,6%, il migliore da 50 anni, che presumibilmente si tradurrà in un aumento del volume degli acquisti. Proprio i consumi, aumentati del 2,9% nel terzo trimestre, hanno trainato il Pil Usa relativo allo stesso periodo, in rialzo del 2,1%.

Attesi circa 7,5 miliardi di acquisti durante questo Black Friday, il 20,5% in più rispetto al 2018; segue a breve distanza la percentuale di aumento relativa agli acquisti per il Cyber Monday (il lunedì successivo al Black Friday), il 20%, con un volume di acquisti da 9,4 miliardi.

Già ieri, durante i festeggiamenti per il Ringraziamento, si calcola che gli americani abbiano speso in totale circa 4,4 miliardi di dollari in shopping online (quasi il 20% in più rispetto allo scorso anno), con oltre 2 milioni di articoli venduti. Al contrario, si registrano meno persone del previsto in fila davanti ai negozi, nonostante (o forse proprio per questo) le attività, dai piccoli rivenditori alle grandi catene, abbiano dato il via agli sconti già da giorni (se non da settimane): tutto ciò dunque avrebbe smussato il picco di acquisti atteso nei giorni tra oggi e lunedì.

Amazon re del Black Friday?

Amazon si conferma re indiscusso dell’evento e lo dimostra il fatto che, soprattutto sul panorama statunitense, grandi marchi come Victoria’s Secret e Macy’s devono lottare proprio per attirare il pubblico nei negozi fisici, quando invece la maggioranza continua a preferire lo shopping online – e prende come punto di riferimento proprio l’azienda di Seattle.

D’altra parte, il destino dell’ultimo trimestre per Amazon si gioca proprio durante questi giorni, quando i profitti dell’azienda hanno sempre registrato il loro picco più alto. La guidance pubblicata insieme all’ultima trimestrale prevedeva in questa stagione un incremento da 80 a 86 miliardi di dollari.

Inoltre, un’indagine condotta per Reuters sottolinea come grandi aziende, tra cui Walmart e la stessa Amazon, avrebbero mantenuto prezzi stabili per la maggior parte dei prodotti più popolari durante la stagione degli acquisti, nonostante i dazi frutto della guerra commerciale tra Cina e Usa.

Quali sono state le ricadute a livello finanziario?

È sempre difficile trarre un bilancio a caldo delle ricadute sui titoli delle aziende interessate dai mega-sconti: sia perché a rilevare non è tanto il volume delle vendite, quanto poi i ricavi e gli utili che ne derivano; ma anche, più semplicemente, perché il week end di acquisti è appena iniziato e, per una panoramica completa, bisognerebbe aspettare per lo meno la mezzanotte del Cyber Monday. Le previsioni si affidano alle statistiche degli anni passati, che in generale stimano un incremento dei titoli azionari dal 3% al 5%.

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