Bce: nessun cambiamento sui tassi, ma nuova strategia monetaria entro fine 2020

Cambiamento climatico, Brexit, ma soprattutto la revisione della strategia (che nessuno ha mai toccato, dal 2003): ecco come ha risposto Lagarde

Tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, su quelle di rifinanziamento marginale e sui depositi invariati: lo ha annunciato la Banca Centrale Europea nel comunicato stampa pubblicato dopo la riunione di stamattina, la seconda con Christine Lagarde presidente.

Il tasso d’interesse sulle operazioni di finanziamento principali resta dunque a zero, mentre quello sulle operazioni marginali è allo 0,25% e gli interessi sui depositi restano negativi (-0,50%).

Continua il programma di acquisto di attività (quantitative easing) al ritmo attuale, 20 miliardi di euro. Il programma è iniziato a novembre, retaggio della precedente amministrazione Draghi, e proseguirà, secondo quanto ha dichiarato oggi il consiglio direttivo, fino a quando non verranno raggiunte le condizioni desiderate dall’istituto centrale sui tassi di riferimento (in particolare, almeno per ora, quando le aspettative di inflazione di medio termine ritorneranno appena al di sotto del 2%). Il piano terminerà poco prima che inizieranno ad essere innalzati i tassi di riferimento della Bce.

Per quanto la Bce di Christine Lagarde sembra stia seguendo il sentiero tracciato dall’ex presidente Mario Draghi, con una politica monetaria espansiva che favorisca la creazione di liquidità – come per altro ampiamente atteso dagli analisti – la riunione di oggi è sotto i riflettori per l’attesa sulla revisione della strategia della Bce per quanto riguarda l’obiettivo dell’inflazione prossimo ma inferiore al 2%.

Quali novità sulla strategia della Bce?

Cristhine Lagarde ha risposto alle domande dei giornalisti poco dopo la pubblicazione del comunicato stampa. La presidente ha confermato le decisioni del consiglio direttivo, ritrovandone la ragione nello scenario di “lenta ma moderata crescita” che sta sperimentando l’Eurozona, che starebbe portando a un leggero aumento dell’inflazione.

Lagarde ha di fatto confermato la volontà di seguire la “linea Draghi”, dati alla mano: il Pil dell’Eurozona, aumentato dello 0,3% nell’ultimo trimestre del 2019 rispetto a quello precedente (dopo un aumento dello 0,2% del terzo trimestre sul secondo), ma anche le condizioni più favorevoli delle condizioni per accedere a prestiti, sia da parte delle aziende che dei privati.

Di nuovo, riguardo la politica finanziaria invece Lagarde ha ricordato come “paesi che hanno spazio di manovra fiscale dovrebbero agire in maniera efficace e tempestiva”, mentre “paesi dove il debito pubblico è alto i governi dovrebbero seguire politiche prudenti e rispettare i vincoli di bilancio strutturali, per creare le condizioni affinché gli stabilizzatori di mercato agiscano liberamente”. Infine, “tutti i paesi dovrebbero intensificare i loro sforzi per raggiungere una composizione di finanza pubblica più orientata alla crescita”.

Quali temi ha affrontato Lagarde?

Le domande dei giornalisti tuttavia si sono concentrate su due temi fondamentali: la revisione delle strategie monetarie della Bce e la reazione dell’istituto centrale europeo al cambiamento climatico.

La revisione della politica monetaria

Quanto al primo aspetto, è dal 2003 che la Bce non cambia la propria strategia monetaria e persegue un’inflazione prossima ma inferiore al 2%. Lagarde ha annunciato di essere al lavoro per predisporre delle nuove linee guida per la politica monetaria, specificando tuttavia che i lavori non finiranno prima di novembre o dicembre 2020. “Dieci anni fa l’obiettivo era combattere un’inflazione tropo alta, oggi è troppo bassa e dobbiamo lavorare a una strategia che sia efficace”, ha detto Lagarde. “Non possiamo operare come facevamo nel 2003”.

D’altra parte il presidente della Bce ha specificato che l’esercizio di politica monetaria correrà in parallelo ai lavori per la stesura della nuova strategia: fino alla fine dell’anno, dunque, qualunque analisi sui dati macro e sui mercati terrà conto della strategia ereditata dalla precedente amministrazione.

Il cambiamento climatico

Grande attesa anche per le parole di Lagarde sul cambiamento climatico. Quel che è stato chiaro è che la Banca Centrale Europea ha già aperto diversi dossier aperti e fondi predisposti per fronteggiare i rischi sull’economia europea per i possibili cambi di clima.

Lagarde ha ricordato come ognu istituzione competente debba assumersi le proprie responsabilità e lavorare nei settori di propria competenza.

Brexit

Nessun dubbio riguardo allo scenario comunitario post-31 gennaio, quando il Regno Unito cesserà ufficialmente di far parte dell’Unione Europea. Lagarde ha confermato che la BCE è perfettamente pronta a dire addio a Londra, ed esistono “buoni motivi per credere che anche le banche siano pronte per la Brexit”.

Il lungo processo di Brexit ha permesso a tutti di prepararsi all’evento. Moltissime banche e gruppi finanziari britannici hanno infatti deciso di aprire sedi in Germania o Francia per rimanere nel mercato unico anche in caso di una uscita disordinata.

Come hanno reagito i mercati?

Alle parole di Lagarde il cambio EUR/USD ha iniziato a scendere in area 1,1040, minimo che non si registrava dal 6 dicembre scorso.

Anche gli indici europei hanno registrato una lieve accelerazione al ribasso proprio in corrispondenza della parole della presidente della Bce: l’indice di Francoforte viaggia a -0,63%, Parigi a -0,44%, Londra a -0,54%, Madrid a -0,44%, Milano (unica in area positiva) segna un leggero rialzo, a +0,07%.

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