Banca Popolare di Bari, governo approva salvataggio da 900 milioni

Il Cdm ha proposto un aumento di capitale per l’istituto di credito. L’obiettivo è farne un polo per investimenti nel Mezzogiorno

Banca Popolare di Bari è al sicuro: sabato infatti il governo ha votato il decreto legge salva-Bpb, con cui ha stanziato 900 milioni di euro per finanziare MedioCredito centrale (organismo interno al fondo a partecipazione statale Invitalia) e, tramite esso, acquistare quote della Banca Popolare di Bari.

Cosa prevede il decreto salva-Bpb?

Il commissariamento della banca mira dunque allo “sviluppo di attività finanziarie e di investimento, anche a sostegno delle imprese nel Mezzogiorno, da realizzarsi anche attraverso il ricorso all’acquisizione di partecipazioni al capitale di società bancarie e finanziarie, e nella prospettiva di ulteriori possibili operazioni di razionalizzazione di tali partecipazioni”, secondo il testo del decreto.

Il comunicato del Consiglio dei Ministri parla di un aumento di capitale “che consentirà a Mcc (Medio Credito Centrale) insieme con il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) e ad eventuali altri investitori, di partecipare al rilancio della Banca Popolare di Bari”.

La misura prevede l’erogazione di 900 milioni di euro nel 2020. Tramite il fondo di Invitalia, nato proprio per favorire la partecipazione statale al capitale di banche e fondi internazionali, il governo intende creare una Banca di investimento per il sud Italia.

La trasformazione di Bpb, tramite i fondi del MedioCredito, in banca d’investimento, dovrebbe mettere al sicuro i conti correnti dei clienti, oltre a finanziare la crescita di imprese: Bpb diventerebbe dunque un polo di attrazione degli investimenti nel Mezzogiorno.

Lo scontro in Parlamento

Durante il fine settimana tuttavia lo scontro è diventato subito politico, con un rimbalzo di accuse tra Movimento 5 stelle e Italia viva: i primi hanno chiesto la nazionalizzazione della banca, mentre il nuovo partito di Matteo Renzi accusa gli avversari di aver “gettato fango” sul suo governo quando ora il M5s sta “salvando le banche” esattamente come aveva fatto il Partito Democratico a suo tempo.

L’aumento di capitale disposto a favore di Bpb tramite MedioCredito centrale mira a potenziare le risorse per il Mezzogiorno, in cui rientra dunque anche il salvataggio della Banca Popolare di Bari. Gli obiettivi verranno raggiunti tramite la procedura di Amministrazione Straordinaria attivata dalla Banca d’Italia.

Al momento, gli amministratori dell’istituto di credito e dei suddetti fondi pubblici stanno lavorando alla stesura di un accordo quadro in cui verranno tracciate le linee guida del piano strategico per il rilancio della Banca.

Quando è iniziato il collasso?

È dal 2016 che Banca Popolare di Bari versa in una situazione critica. Il primo semestre del 2019 si è chiuso con una perdita netta di 73,3 milioni e un Cet1 del 6,22% (al di sotto del requisito del 9,45% fissato da Bankitalia). La semestrale vede inoltre rettifiche su crediti per 44,2 milioni. Inoltre, sempre intorno alla metà di giugno un’ispezione della banca d’Italia ha portato alla luce come i crediti deteriorati fossero arrivati ad ammontare a oltre un quarto di quelli totali.

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