Settore auto in profondo rosso: 4 ragioni a monte del ribasso

Consistenti ribassi sul comparto auto. Pesano il calo delle immatricolazioni europee, il necessario incremento degli investimenti in linea con le disposizioni sui cambiamenti ambientali e le tensioni legate alla minaccia dei dazi e dell'ecotassa. Tra i peggiori, Daimler, Volkswagen, Porsche, Renault, Peageut, FCA.

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Fonte Bloomberg

Settore auto in profondo rosso all’apertura delle borse europee. Il comparto dovrà fare i conti con molteplici sfide, tra cui un livello di immatricolazioni in calo secondo le rilevazioni Acea ed una necessaria revisione delle fasi produttive, in ottica di compatibilità ambientale. Ma non è tutto.

Secondo quanto reso noto in mattinata dall’Associazione delle case automobilistiche europee, a novembre le immatricolazioni di nuove auto nell’Unione e nei Paesi Efta (tra cui Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) sono diminuite dell'8,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Non è una conclusione d’anno semplice quella che sta attraversando il settore auto: fatti da parte i movimenti della domanda europea, il comparto è di recente finito sotto pressione come oggetto del fuoco incrociato tra Stati Uniti e resto del mondo. Attualmente, l’Ue applica dazi d’ingresso ai veicoli americani pari al 10%, contro il 2,5% attualmente previsto per l’ingresso di veicoli europei in America.

Il mercato europeo sta inoltre facendo i conti con le procedure Ue (WLTP) sulle omologazioni di nuovi veicoli, che hanno introdotto test più severi sulle emissioni di CO2.

Infine, se si guarda in casa propria, il comparto auto ha reagito male all’annuncio di una nuova ecotassa, la misura inserita nella manovra di bilancio che comporterà un rincaro dei costi veicolo per veicolo (fatta eccezione per i modelli elettrici ed ibridi, che pesano attualmente il 7% appena del totale delle vendite).

Tra i rossi di giornata, spiccano i ribassi d’apertura di nomi noti quali Daimler (-2,8%), Volkswagen (-2,6%), Porsche (-2,7%), Renault (-3,5%), Peageut (-2,85%), FCA (-2,55%) e Ferrari (-1,9%). All'interno del gruppo, Fiat ha immatricolato l’11,4% di auto in meno in termini di variazione anno su anno; Jeep il 29,1% in più; Alfa Romeo è a quota -47,4%, mentre Lancia/Chrysler presenta un +13,8%.

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