Unicredit: multa da $1,3 miliardi non ferma il titolo. Risolto il cruccio sanzioni Usa

Gae Aulenti mette un punto alla vicenda dei finanziamenti all'Iran. Il pagamento della multa statunitense libererà 300 milioni di risorse accantonate, con impatto positivo sul conto economico. Unicredit positivo a Piazza Affari.

Settore bancario Fonte: Bloomberg

Giornata positiva per il titolo UniCredit a Piazza Affari, in crescita di circa un punto e mezzo percentuale, a 16,65 euro per azione. In una giornata fiacca per l’indice italiano, poco al di sotto della soglia di parità, Unicredit si è distinta tra gli altri istituti del credito per l’accordo raggiunto in terre statunitensi con le autorità federali. La notizia che ha fatto salire il titolo, però, è stata un’altra: Gae Aulenti avrebbe già accantonato tutte le risorse necessarie per far fronte alla sanzione a stelle e strisce, che non impatterà dunque in modo netto sui conti della banca e che, anzi, libererà nuove risorse con impatto positivo sul conto economico.

Unicredit salda la multa con gli Usa: $1,3 miliardi

Con una multa da 1,3 miliardi di dollari (attorno a 1,15 miliardi di euro), Unicredit, assieme alle controllate UniCredit Bank AG e UniCredit Bank Austria AG, fa pace col Tesoro americano, che aveva accusato l’istituto italiano di aver violato il regime americano e le normative dello stato di New York sui crediti concessi all’Iran nel periodo 2002/2012. La banca avrebbe in tal senso finanziato un Paese soggetto a regime sanzionatorio e, dunque, sanzionabile a sua volta.

Unicredit: nuove policy interne. Crescono i controlli

Oltre alla pena pecuniaria, il gruppo di Gae Aulenti si è impegnato ad aggiornare le proprie policy, a migliorare i controlli interni, a dettare regole correttive che impediscano il ripresentarsi di episodi similari e che abbiano come obiettivo evitare di incorrere in nuove sanzioni per la violazione di disposizioni locali.

A conti fatti, gli accantonamenti stanziati dalle tre divisioni di Unicredit superano l’ammontare da $1,3 miliardi oggetto dell’accordo transattivo che, saldato, permetterà all’istituto di liberare alcune risorse precauzionali del primo trimestre 2019. L’impatto positivo stimato dal gruppo sui conti dovrebbe aggirarsi, al netto delle imposte, attorno ai 300 milioni di euro, cosa che determinerà un miglioramento del Cet1 ratio, il patrimonio di prima qualità (attorno al +0,08%). Il Cet1 ratio a fine 2018 si è attestato al 12,07%.

Azioni Unicredit, bene a Piazza Affari. Via un peso

Con la decisione di oggi, UniCredit si scrolla di dosso una pesante zavorra, che l’ha vincolata a pesanti accantonamenti (l’ultimo dei quali nel terzo trimestre 2018, pari a 741 milioni di euro) che hanno penalizzato la profittabilità aziendale, comprimendo i conti.

Dopo aver aperto a ridosso dei 12,5 euro per azione, il titolo ha continuato la propria salita fino all'area di 12,80, sui massimi da oltre sei mesi, recuperando parte delle perdite che hanno affossato le azioni Unicredit a partire dalla seconda metà del 2018 (-46% da maggio a dicembre). Il gruppo presenterà i propri conti trimestrali il prossimo 5 maggio.

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