FCA: passo indietro sulla fusione 50-50. Renault in rosso a Parigi. Torna in gioco il titolo Peugeot

Renault si fa desiderare, Fiat-Chrysler dice no all'accordo: sprofonda il titolo francese. Fiat torna in pari a Piazza Affari: troppe incognite sulla fusione. Francia: 15% di partecipazione statale in Renault. A chi la governance?

Fonte: Bloomberg

Fiat-Chrysler Automobiles ritira la propria offerta di fusione con Renault: al momento non vi sarebbero le “condizioni necessarie” da parte della Francia per portare a termine l’accordo. La notizia è arrivata nella notte, con il Consiglio del gruppo Renault che non è riuscito a giungere ad una decisione definitiva circa l'operazione, dopo due giorni di riunioni ed oltre sei ore di Cda a Boulogne-Billancourt, Parigi.

Titolo FCA: apre in calo, poi recupera a Piazza Affari

La reazione del titolo italo-americano in apertura a Piazza Affari non è stata positiva: cali sopra al 3% ed un prezzo per azione scivolato a ridosso della soglia di 11,20 euro, prima di recuperare terreno riportandosi in area 11,70 euro, sulla soglia della parità.

La proposta di matrimonio Fca-Renualt formalizzata lo scorso 27 maggio era stata particolarmente apprezzata dai mercati d'oltralpe, che avevano visto il titolo della casa francese raggiungere i 58,30 euro per azione, chiudendo gli scambi con un +12%; bene anche il titolo Fca, salito in quella data fino ad un massimo di giornata di 13,60 euro, ridimensionandosi quindi su livelli più contenuti poco sotto i 12,40 euro.

Azioni Renault: -6,6%. PSA beneficia della situazione

Con una view a 360 gradi sui mercati odierni, la reazione degli investitori sul mercato parigino è curiosa: mentre in apertura di scambi Renault ha dovuto fare i conti con un calo del 6,6%, a beneficiare della situazione è stata Peugeot, gruppo PSA, in crescita dell’1,75% sulle speranze che l’aria di M&A rimetta in gioco l’altra big dell’automotive francese.

Sebbene il processo di fusione non sia ancora completamente sepolto, per far sì che Fiat possa fare un passo indietro sulla decisione di ritirare la propria offerta Renault dovrà mettere da parte ogni dubbio senza più tergiversare sui tempi.

Fiat-Chrysler: 3 problemi sulla fusione 50-50

Fca era a conoscenza fin dal principio di non avere a che fare con una semplice casa d’auto, ma con tre attori congiunti: anzitutto, lo Stato francese, il maggiore tra gli azionisti del produttore, che detiene il 15,5% del capitale; in secondo luogo, Nissan, parte integrante dell’alleanza franco-giapponese, azionista al 15%; infine, Renault, che detiene a sua volta il 43,4% della casa giapponese con la quale è legata (assieme con Mitsubishi) da una alleanza strategica.

La partecipazione statale nel capitale societario aveva fatto storcere il naso ad alcune cariche politiche italiane, che avevano precisato come, nel caso la fusione fosse andata a buon fine, non sarebbe stata esclusa la richiesta da parte dell’Italia di avere pari condizioni alla Francia all’interno del maxi gruppo.

Famiglia Agnelli (FCA) vs Renault sulla governance

Il ministro dell'Economia, Bruno Le Maire, aveva posto una serie di condizioni a questa fusione: tra queste, che i siti industriali francesi (ed i loro posti di lavoro) fossero preservati, che la fusione venisse fatta come parte interante dell'alleanza con Nissan, che gli interessi francesi fossero ben rappresentati a livello di governance aziendale (condizione invisa alla famiglia Agnelli) e che il gruppo fosse attivamente coinvolto nei piani di progettazione delle future batterie europee.

A livello di raccomandazioni, l’opinione degli analisti censiti da Reuters sul titolo Fiat Chrysler Automobiles resta per lo più ferma su un giudizio hold, con 9 posizioni su 22 propense per il buy e solo un sell. Rispetto ai valori correnti di mercato, il prezzo target medio indicato dagli esperti si colloca a 15,40 euro per azione, superiore ai livelli attuali (+34%). Il livello mediano si fissa invece a 14,00 euro.

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