Facebook al test trimestrali. All'appello FAANG manca solo Apple

Dopo Amazon, Netflix e Google (Alphabet) il cerchio si stringe attorno agli ultimi due protagonisti del Nasdaq. Come già successo per Netflix, gli investitori potrebbero rivolgere gli occhi al calo degli utenti: il crollo dei sottoscrittori (e della loro fiducia) ha infatti spinto le azioni Facebook a ribasso del 37% rispetto ai massimi di luglio.

Facebook
Fonte Bloomberg

Nel giorno dell’Apple Event e in vista delle trimestrali che il colosso dell’acronimo FAANG pubblicherà nella giornata di giovedì 1 novembre, il mercato tiene alta l’attenzione sul comparto tecnologico, e sui dati che Facebook annuncerà oggi a Wall Street a contrattazioni chiuse.

Dopo Amazon, Netflix e Google (Alphabet) il cerchio si stringe attorno agli ultimi due protagonisti del Nasdaq. In base alle attese, il consenso di Facebook dovrebbe attestarsi a strong buy. Nel caso di specie, secondo Zacks Investment Research, il gigante social dovrebbe ottenere un utile per azione da 1,47 dollari per azione nel terzo trimestre 2018, in calo di quasi il 7% rispetto all'EPS annunciato nel trimestre 2017. Le entrate dovrebbero essere rilasciate a $ 13,78 miliardi, in aumento del 34% rispetto ai $3,91 miliardi del periodo precedente.

Come già successo per Netflix, utili a parte, gli investitori potrebbero rivolgerebbero gli occhi esclusivamente alla crescita delle entrate e, ancor più, degli utenti, poiché proprio i mancati guadagni e il calo dei sottoscrittori al social hanno spinto il prezzo delle azioni Facebook a ribasso del 37% rispetto ai massimi di luglio.

Nonostante i solidi rendimenti, il titolo è stato rivisto in forte calo dopo gli scandali sull’utilizzo dei dati, che hanno determinato per l’azienda, oltre all’enorme danno di immagine, il crollo della fiducia degli utenti e il finanziamento di ingenti spese per la sicurezza e i controlli anti frode.

Il titolo è passato dai $218 di giugno 2018 ai minimi di oggi in area $138.

Facebook a -37%, tra scandali su dati e privacy e sfiducia degli utenti

Gli ultimi 3 mesi sono stati drammatici per Facebook: la società ha dovuto affrontare questioni legate alla violazione delle normative sulla privacy, alla chiusura di milioni di account, all’accusa di disinformazione, ai reclami degli propri inserzionisti per la manipolazione delle metriche video. Non da ultimo la sfiducia mostrata dall’assemblea degli azionisti nei confronti del fondatore e Ceo del gruppo, Mark Zuckerberg.

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