Enel positiva a dispetto del petrolio: investimenti sull'auto elettrica

Enel positiva a Piazza Affari, in controtendenza rispetto ad un indice FTSE Mib negativo. Francesco Starace: piano di investimento nel mercato dell'auto elettrica in Italia, Spagna, Romania e Cile. Male il petrolio che, scontato il taglio di produzione Opec dal 2019, trascina a ribasso le azioni del settore

Enel oil
Fonte Bloomberg

Enel tra i titoli migliori di giornata a Piazza Affari, con rialzi attorno al punto percentuale. Intanto, il petrolio torna a perdere terreno e, assieme a questo, la stragrande maggioranza delle azioni legate al comparto. Nonostante i recenti accadimenti, le prospettive per il greggio nei mesi a venire non sono infatti scontate...

Il titolo energetico , in contro tendenza rispetto ad un indice italiano che perde attorno a 0,6 punti percentuali, ha beneficiato lunedì della dichiarazione dell’Amministratore delegato, Francesco Starace, che ha confermato come il gruppo intenda diventare protagonista nel mercato europeo dell'auto elettrica. Lo stesso ha inoltre messo a tacere l’eventualità di una possibile fusione tra la rete Tim e la controllata Open Fiber.

Il piano di Enel prevede l’installazione di 450 mila colonnine di ricarica nei prossimi 4 anni, tra Italia, Spagna, Romania e Cile. Per il solo Bel Paese, l’ammontare degli investimenti si attesta a 300 milioni.

Per un titolo Enel sopra l’1%, v’è un petrolio tornato a perdere terreno, dopo la decisione presa lo scorso venerdì dai maggiori produttori di petrolio al mondo, che hanno deliberato un taglio di produzione a valere dal 2019 pari a 1,2 milioni di barili al giorno. L’Opec rinuncerà a 800 mila barili; gli altri Paesi esterni all’Organizzaizone concorreranno per 400 mila. Anche la Russia parteciperà ai tagli; esente dalle disposizioni, l’Iran, per fronteggiare la crisi causata dal nuovo embargo a firma statunitense.

Il greggio (con il crude tornato al di sotto dei 52 dollari al barile) è tornato oggi a perdere terreno, in scia al rallentamento delle vendite cinesi e, in generale, ad un riacutizzarsi dei timori di guerra commerciale Cina – Stati Uniti. Dalle ultime rilevazioni del US Energy Department, proprio gli Stati uniti, per la prima volta, hanno esportato più barili al giorno (circa 211 mila) di quanti ne abbia importati, con una produzione di greggio da Shale a 11,7 milioni b/d.

A Piazza Affari si muovo male anche Saipem (-2%) ed Eni (-0,5%), nonostante la nuova scoperta di un pozzo di petrolio offshore in Angola.

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