Enel, miglior titolo a Piazza Affari. Premia nuovo piano industriale

Utili 2019 in crescita e maggiori investimenti nel triennio. Confermato il progetto decarbonizzazione: entro il 2021 l'energia zero emissioni peserà il 62% del totale di produzione. Politica di dividendo: 0,32 euro per azione nel 2019. Attesi chiarimenti sul capitolo privatizzazioni e sulla questione Open Fiber (TIM).

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Fonte Bloomberg

Titolo Enel tra i migliori a Piazza Affari, in una giornata apertasi in territorio negativo per l’indice italiano. La società energetica, impegnata oggi nella presentazione del nuovo piano industriale al 2021, prevede una crescita degli utili 2019 superiore alle precedenti stime, confermando, oltre alla politica di dividendo, il progetto di decarbonizzazione già adottato dal gruppo elettrico.

Titoli settore energentico e petrolio: Enel, Eni, Saipem

Dopo un iniziale rialzo del 2,3%, il titolo si è portato sopra i 4,6 euro per azione ( +2%), sui massimi toccati nella seconda metà di settembre. La performance di Enel si muove in contrasto con l'andamento odierno del petrolio, che torna a perdere terreno con ribassi attorno al punto percentuale. Male Saipem, in rosso dell'1,75%. Resiste invece Eni, che ruota attorno alla parità, grazie all'accordo con la compagnia petrolifera di Abu Dhabi per l'assegnazione del 25% del maxi progetto di Ghasha finalizzato all'estrazione di gas.

Enel: le stime del piano industriale 2021

Il Cda di Enel ha approvato l'aggiornamento del piano industriale 2021, che vede utili in crescita nel 2019 a 4,9 miliardi, dai 4,1 miliardi dell'anno in corso. Nel particolare, la società si attende un utile netto in crescita cumulata (Cagr) dell'11%, con 5,4 miliardi nel 2020 e 5,6 miliardi nel 2021, che andrebbero ad aggiungersi ai 9 miliardi del biennio 2018-2019 (+11% Cagr).

Nel triennio 2019-202, l'Ebitda ordinario di Enel salirà complessivamente del 6%, a 16,2 miliardi nel 2019, 17,4 nel 2020 e 18,5 miliardi a fine periodo.

Positiva anche la voce dei nuovi investimenti: nei tre anni cui il nuovo piano industriale si riferisce, il gruppo investirà complessivamente 27,5 miliardi di euro, allocati al 42% in fonti rinnovabili, al 40% nelle reti, al 5% nel retail, e al 4%nel sostegno della crescita di Enel X. Il residuo 9% sarà invece impegnato nella generazione termoelettrica.

Tali investimenti, hanno reso noto dal gruppo, si divideranno "sui mercati in cui Enel ha una presenza integrata” ove spiccano tra tutti Italia, Spagna, Cile e Brasile.

Per contro, l'indebitamento finanziario netto è stato confermato su livelli “sostanzialmente stabili lungo l’intero arco del piano”, con l’attesa di raggiungere i 41,8 miliardi di euro circa nel 2021.

Enel: politica di dividendo e decarbonizzazione

Secondo le nuove linee guida, il dividendo minimo corrisposto dal gruppo fino al 2021 seguirà una progressione anno su anno, da 0,32 euro per azione nel 2019, a 0,34 euro nel 2020, a 0,36 nel 2021. La cedola minima per l’anno 2018 era stata fissata a 0,28 euro.

Da ultimo, sul versante della decarbonizzazione il gruppo stima che entro il 2021 il 62% dell’energia generata dalla società sarà a zero emissioni. Tale percentuale per il 2018 si attesta al 48%.

Secondo l'AD del gruppo, Francesco Starace, all'orizzonte non si scorgono acquisizioni di grandi dimensioni, ma opportunità di operazioni di M&A di media portata. Starace ha infatti commentato:"Nei prossimi tre anni acquisiremo più di quanto cederemo. Ed il rapporto non sarà così equilibrato".

Lo stesso ha quindi lasciato aperta la possibilità di avviare un piano di buyback sulle azioni, che potrebbe giocare a favore di un titolo "relativamente depresso".

Tra le questioni importanti ancora da affrontare, il capitolo privatizzazioni e la questione Open Fiber, con la partecipazione di Enel del 50% in TIM.

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